Testo narrativo con elementi fantastici: schema narrativo, flashback e sequenza dialogica
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 15.01.2026 alle 13:41
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 18.11.2024 alle 14:56
Riepilogo:
Scopri come analizzare un testo narrativo con elementi fantastici: schema narrativo, flashback e sequenza dialogica con esempi utili per la scuola, pratici.
C'era una volta, in un piccolo villaggio incantevole tra le dolci colline della Toscana, un giovane di nome Marco. Sebbene all'apparenza fosse un ragazzo come tanti, aveva un dono particolare che lo rendeva unico: era in grado di vedere ciò che agli altri rimaneva invisibile.
Sin da quando era bambino, Marco riusciva a percepire creature luminose che si aggiravano per le vie del villaggio, ombre amichevoli che danzavano tra gli ulivi e antichi spiriti che sussurravano saggezze dimenticate ai venti. Nonostante incredulità e scetticismo, una persona non lo considerava un sognatore ma, piuttosto, speciale: la sua amata nonna. Lei, donna saggia, gli raccontava storie di spiriti custodi e leggende tramandate nei secoli.
Una sera d'estate, mentre il cielo si tingeva di arancio e viola al tramonto, Marco si trovava presso il vecchio ponte di pietra sul ruscello del villaggio. Fu lì che notò una luce particolarmente brillante danzare tra gli alberi. Con curiosità si avvicinò e vide una figura avvolta in un mantello di stelle scintillanti, con ai piedi un piccolo scrigno d'argento.
"Chi sei?" chiese Marco, colmo di stupore ma privo di paura.
"Sono un messaggero," rispose la figura, con una voce melodiosa come il suono di mille campane. "E tu, Marco, hai il compito speciale di custodire ciò che è contenuto in questo scrigno."
Esitante, ripensò alle parole della nonna: "Le stelle talvolta ci guidano verso ciò che nemmeno sappiamo di cercare." Sentendosi guidato, accettò l'incarico.
Non appena la figura luminosa svanì nel crepuscolo, Marco aprì lo scrigno e scoprì una polvere dorata che brillava di luce propria. Fu avvolto immediatamente da una visione di un tempo remoto, un'epoca anteriore alla fondazione del suo villaggio, quando il mondo era ancora giovane.
Nella visione, si trovò in una foresta antica, dove gli alberi sfioravano il cielo e i fiori intonavano canti terrestri. Una tribù di esseri fatati, simili a quelli che Marco aveva sempre intravisto, viveva in armonia con la natura. Un oscuro conflitto li aveva costretti a nascondere il loro più grande tesoro proprio dove sorgeva il villaggio di Marco.
D'improvviso, fu riportato al presente, seduto accanto al ruscello, con il bagliore del tramonto a riflettersi sull'acqua. Crescendo incertezza, Marco si interrogò su come usare quella polvere dai poteri ignoti.
Qualche giorno dopo, mentre sedeva su una panchina in giardino con la nonna, le raccontò tutto. "Nonna, cosa pensi che dovrei fare?" chiese, mentre la brezza portava il profumo fresco dei limoni.
"La risposta, caro Marco, è dentro di te," rispose la nonna con un sorriso sapiente. "Ricorda, la vera magia risiede nei cuori di chi incontri e non negli oggetti."
"Se solo potessi far vedere anche agli altri quello che vedo io," rifletté Marco.
"Questo dipende da quanto sei disposto a condividere senza temere il giudizio altrui. A volte, rivelare il nostro mondo interiore è il dono più grande che possiamo offrire," replicò lei.
Con queste parole, Marco comprese che la polvere dorata era più di un segreto: offriva una possibilità di connessione. Decise di disperderne una piccola quantità nel vento, permettendo al suo incanto di toccare chiunque avesse il cuore pronto a riceverla.
All'istante, gli abitanti del villaggio iniziarono a vedere bagliori danzanti tra gli ulivi e a percepire melodie mai udite prima. Marco non era più solo nel suo dono speciale, e il villaggio stesso si trasformò in un luogo di magia ritrovata, arricchito da nuove e meravigliose possibilità.
E così, la storia di Marco non terminò lì, ma si intrecciò nelle vite di chi ebbe il coraggio di vedere oltre le apparenze, di ereditare i segreti del passato e, soprattutto, di credere nel potere dell'amore e della comunità.
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