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La tesi di fondo sostenuta da Franco Suitner nel testo "Manzoni e la responsabilità dei governanti

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Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Suitner analizza come Manzoni denunci ne "I Promessi Sposi" l’irresponsabilità dei potenti, invitando a una leadership giusta e morale per il bene comune.

Franco Suitner, nel suo saggio "Manzoni e la responsabilità dei governanti," affronta la tematica della responsabilità politica e morale dei governanti attraverso una dettagliata analisi de "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni. La tesi principale sostenuta da Suitner risiede nel concetto che Manzoni, mediante la sua opera, voglia mettere in luce come i governanti abbiano una responsabilità diretta e ineludibile nel creare e mantenere condizioni di giustizia e benessere per il popolo. Suitner sostiene che Manzoni non si limiti a una critica generica dei potenti, ma che analizzi specificamente le conseguenze delle loro azioni (o inazioni) sul destino delle persone comuni.

Il primo punto in cui questa tesi emerge chiaramente nel testo è nell’analisi dettagliata del comportamento dei governanti spagnoli ne "I Promessi Sposi". Suitner sottolinea come Manzoni descriva un sistema amministrativo corrotto, inefficiente e distaccato dalle necessità del popolo. Le figure del governatore di Milano, Antonio Ferrer, e del Gran Cancelliere Navarro sono emblematiche di un potere che agisce più per interesse personale e mantenimento dello status quo, che per il bene comune. Ferrer, ad esempio, è ritratto come un uomo intento a placare la folla affamata mediante misure demagogiche e inefficaci, senza mai confrontarsi realmente con le cause profonde della crisi alimentare.

Un altro punto cruciale del saggio di Suitner è l’analisi della figura di Don Rodrigo, rappresentante del potere aristocratico locale. L’autore italiano evidenzia come Manzoni lo utilizzi per dimostrare che la responsabilità dei governanti non si limita ai ruoli istituzionali ufficiali, ma comprende anche i poteri locali e informali. Don Rodrigo, con la sua prepotenza e violenza, incarna la tirannia locale che opprime i più deboli - in questo caso Renzo e Lucia - manifestando come l’arbitrio individuale dei potenti possa devastare le vite della gente comune in assenza di giustizia e controllo. La violazione dei diritti di Renzo e Lucia per l'egoismo di Don Rodrigo serve a Manzoni come chiaro monito sulla necessità di un governo giusto e morale che sappia proteggere i cittadini dai soprusi.

Suitner opera anche una penetrante lettura della peste come metafora nell’opera di Manzoni. Egli analizza come l’epidemia sia presentata non solo come un evento naturale, ma come una catastrofe esacerbata dalle inadeguatezze e dalle decisioni errate dei governanti. Il caos amministrativo, la mancanza di coordinazione, le superstizioni incoraggiate da autorità ecclesiastiche e politiche emergono ne "I Promessi Sposi" come fattori aggravanti. In questo contesto, Suitner sostiene che Manzoni critichi indirettamente l'incapacità dello stato di proteggere i suoi cittadini da disastri e calamità prevedibili, chiamando i governanti a un livello superiore di responsabilità.

L’analisi di Suitner si sofferma poi sulla figura del Cardinale Borromeo come esempio positivo tra i potenti dell’epoca. Manzoni lo descrive come una figura di autorità morale e religiosa che, contrariamente ai governanti civili, agisce con empatia e senso del dovere verso il popolo. Suitner suggerisce che Borromeo rappresenti il modello ideale di governante auspicato da Manzoni: una persona che utilizza il proprio potere per il bene altrui piuttosto che per interessi personali. Il cardinal Borromeo incarna così la visione manzoniana di una leadership fondata sull'etica e sulla responsabilità verso i più deboli. In sostanza, Manzoni, per mezzo del Cardinale, offre una visione di speranza e di possibilità di riscatto, implicando che la responsabilità dei governanti non sia solo una condanna ma anche un’opportunità di virtù e di giustizia.

In conclusione, Suitner, attraverso le pagine del suo saggio, illustra come Manzoni, ne "I Promessi Sposi," delinei una critica acuta e profonda della classe dirigente, evidenziando le responsabilità morali e politiche che essa ha nei confronti del popolo. Le sue analisi del governatore Ferrer, di Don Rodrigo e della gestione della peste, insieme all'elogio del Cardinale Borromeo, rappresentano i punti salienti in cui Manzoni espone la sua concezione di una leadership giusta e responsabile. Suitner riesce così a dimostrare efficacemente che, per Manzoni, il malgoverno e l'irresponsabilità dei potenti sono le vere cause delle sofferenze umane e sociali, e che solo un potere guidato da principi di giustizia e morale può condurre una società verso la prosperità e la pace.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Qual e la tesi di fondo sostenuta da Franco Suitner su Manzoni e la responsabilita dei governanti?

Suitner afferma che Manzoni evidenzia la responsabilità morale e politica dei governanti verso il popolo, sottolineando le conseguenze concrete delle loro azioni sui cittadini.

Come Manzoni descrive i governanti ne I Promessi Sposi secondo Franco Suitner?

Manzoni ritrae i governanti come corrotti, distaccati dalle necessità popolari e incapaci di gestire crisi, secondo Suitner.

In che modo Suitner analizza la figura di Don Rodrigo riguardo la responsabilita dei governanti?

Suitner sottolinea che Don Rodrigo incarna il potere locale irresponsabile, mostrando come anche autorità informali compromettano la vita dei più deboli.

Qual e il significato della peste ne I Promessi Sposi secondo la lettura di Suitner?

Suitner interpreta la peste come metafora dei fallimenti dei governanti; la loro inefficacia peggiora il disastro, denunciando la mancanza di responsabilità dello Stato.

Che ruolo ha il Cardinale Borromeo nella tesi di Franco Suitner su Manzoni e la responsabilita dei governanti?

Borromeo rappresenta per Suitner il modello positivo di governante: agisce con giustizia e moralità, offrendo una speranza di riscatto nella visione manzoniana.

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