Tema

Invenzione di una storia di Natale triste

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 13.01.2026 alle 14:26

Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Impara a scrivere una storia di Natale triste: guida pratica per il tema scolastico che offre trama, personaggi, svolgimento e consigli per esprimere emozione

Natale tra le Ombre: La Storia di Francesco

C'era una volta un piccolo villaggio immerso tra le montagne innevate del nord Italia, noto come Sant'Ambrogio. Era un luogo pittoresco, con case dai tetti spioventi ricoperti di neve e luci natalizie che scintillavano dolcemente nelle notti invernali. Tuttavia, in quell'anno, l'atmosfera natalizia nel villaggio era appesantita da un velo di tristezza: una tragedia recente, avvenuta solo pochi mesi prima, aveva colpito profondamente la comunità.

A settembre, una frana devastante si era abbattuta su una parte del villaggio, distruggendo diverse case e facendo molte vittime. Tra queste, la famiglia di Francesco era stata particolarmente colpita. Francesco era un ragazzo di sedici anni, un liceale con la passione per la musica e il sogno di diventare un grande pianista. La frana aveva portato via con sé i suoi genitori e la sorellina, lasciandolo solo e sconsolato in quel mondo che sembrava aver perso tutta la sua magia.

Nonostante la generosità dei vicini e il supporto delle istituzioni locali, Francesco non riusciva a trovare conforto. Viveva ora con la sua zia, una donna buona e amorevole, ma il dolore della perdita riempiva ogni suo giorno. Avvicinandosi il Natale, mentre il villaggio si preparava con i tradizionali mercatini e le celebrazioni in chiesa, Francesco si sentiva più solo che mai. Le musiche di Natale che risuonavano nelle strade, un tempo sue compagne preferite, ora lo ferivano come spilli, ricordandogli i giorni felici trascorsi con la sua famiglia, quando la casa era piena di risate e allegria.

Il Natale, generalmente un periodo di celebrazione e di gioia, sembrava per Francesco una crudele ironia. Le luci scintillanti che adornavano le case degli altri evidenziavano solo le ombre che avvolgevano il suo cuore. Le cartoline e i canti natalizi, che raccontavano di famiglie riunite intorno al focolare, sembravano dipingere un quadro dal quale lui era stato ingiustamente escluso. Non riusciva a capire come il villaggio potesse continuare a festeggiare, mentre il suo mondo era crollato in un istante.

La vigilia di Natale, il villaggio organizzò una grande celebrazione nella piazza centrale, con canti e una rappresentazione del presepe vivente. Tuttavia, Francesco decise di restare a casa. Aveva promesso alla zia che avrebbero passato la serata insieme, preparando una cena semplice. All'imbrunire, mentre fuori cadevano i primi fiocchi di neve, Francesco si sedette al pianoforte nella piccola sala della zia, lo stesso pianoforte che era stato miracolosamente recuperato tra i resti della sua casa. Le sue dita si mossero sui tasti quasi senza pensare, facendo emergere una melodia triste e dolce al tempo stesso, una composizione che sembrava parlarne il dolore ma, al contempo, offriva una lieve speranza.

La musica arrivò lontano, trasportata dal vento fino al cuore del villaggio. I passanti si fermarono ad ascoltare, affascinati dalla bellezza malinconica di quelle note. Tra loro c'era il signor Guido, un vecchio falegname che aveva conosciuto bene il padre di Francesco. Sentendo quelle note, Guido capì che la musica di Francesco esprimeva non solo una profonda tristezza, ma anche il desiderio di ritrovare un legame con il mondo.

Il giorno di Natale, una piccola delegazione di abitanti del villaggio si presentò alla porta della zia di Francesco. Guido teneva tra le mani un pacchetto con un biglietto: dentro c'era un metronomo, simbolo di continuità e speranza nella musica, e il biglietto recitava: "Perché la tua musica continui a riscaldarci il cuore". Commossi dalla dedizione e dal talento di Francesco, gli abitanti volevano far sapere che erano al suo fianco.

Quel gesto, seppur piccolo, aiutò Francesco a comprendere che la sua musica aveva il potere di connettere le persone, di creare un ponte tra il passato e il futuro. Nella tristezza di quel Natale, Francesco trovò una nuova famiglia nel villaggio intero, e con essa la forza di continuare a suonare, a sognare e a guardare al futuro con speranza. Anche se la perdita continuava ad abitare il suo cuore, iniziava a vedere il Natale non più solo come un promemoria di ciò che aveva perduto, ma come l'opportunità di ricostruire e riscoprire nuovi significati.

Con il tempo, Francesco capì che, mentre una parte di lui sarebbe sempre rimasta segnata da quella terribile tragedia, aveva anche acquisito una nuova capacità di apprezzare i gesti di gentilezza e connessione umana che potevano emergere in momenti di disperazione. La sua musica divenne la sua voce e la sua ancora, un modo per onorare il ricordo della sua famiglia e, al tempo stesso, per costruire nuovi legami con chi lo circondava. Così, in quel piccolo villaggio tra le montagne, Francesco non solo trovò la sua strada verso una rinnovata speranza, ma divenne anche un simbolo di rinascita e resilienza per tutta la comunità.

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