Testo autobiografico di presentazione con linguaggio forbito
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 19.01.2026 alle 11:25
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 16.01.2026 alle 17:40
Riepilogo:
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Mi chiamo Michele Rossi, nato il 15 marzo 2006 nella suggestiva cittadina toscana di Pienza, nota per la sua architettura rinascimentale e i paesaggi collinari che catturano l'essenza della bellezza eterna. Vi invito a conoscere la mia vita, andando oltre i semplici fatti per esplorare le sfumature che mi definiscono.
Cresciuto in una famiglia che ha sempre valorizzato l'istruzione e la cultura, mio padre, insegnante di lettere in un liceo classico, ha alimentato la mia sete di conoscenza, mentre mia madre, biologa, mi ha trasmesso l'amore per le scienze naturali. Questo dualismo formativo ha sviluppato in me una curiosità onnivora, spingendomi ad esplorare con entusiasmo sia le discipline umanistiche che quelle scientifiche.
La mia passione per la lettura si è manifestata sin dalla tenera età. Ricordo le lunghe serate trascorse sotto una vecchia coperta di lana, immerso nei mondi fantastici di Jules Verne e nei romanzi storici di Valerio Massimo Manfredi. Questi libri hanno non solo soddisfatto il mio desiderio di avventura, ma anche impartito lezioni profonde sull'ingegno umano e sulla perseveranza.
Il mio percorso scolastico è sempre stato caratterizzato da uno studio diligente e da una partecipazione attiva. Mi sono distinto per la mia curiosità viva e il desiderio di approfondimento, qualità che mi hanno permesso di raggiungere eccellenti risultati accademici. Tra tutte le materie, la storia mi affascina particolarmente, poiché credo fermamente che il passato offra chiavi indispensabili per comprendere il presente e plasmare il futuro.
Oltre alla scuola, ho coltivato una passione per la musica. All'età di otto anni, ho iniziato a studiare pianoforte, ispirato dai racconti di mio nonno, musicista dilettante. La musica è diventata un rifugio, un mondo in cui posso esprimere emozioni e pensieri che spesso sfuggono alle parole. Suonare composizioni di Chopin o Beethoven mi permette di evadere dalla routine quotidiana e di immergermi in emozioni universali.
La mia adolescenza, come per molti altri, è stata un periodo di scoperta e crescita. Anche se non sono mancati momenti di incertezza e conflitto, queste esperienze mi hanno aiutato a maturare. Un evento in particolare mi ha segnato profondamente: un viaggio scolastico a Berlino, dove ho visitato il Muro di Berlino e il Memoriale dell’Olocausto. Questi luoghi mi hanno fatto riflettere sulla fragilità della pace e sull'importanza della memoria storica.
Attualmente frequento il liceo scientifico, seguendo un percorso che integra letteratura italiana ed europea con studi avanzati di matematica e fisica. Il mio interesse per le scienze è cresciuto ulteriormente grazie agli esperimenti di laboratorio, dove teoria e pratica si fondono armoniosamente, offrendo una comprensione più profonda dei fenomeni naturali.
Parallelamente, dedico parte del mio tempo al volontariato. Contribuisco da due anni a un'organizzazione locale che supporta ragazzi disabili, un'esperienza che mi ha insegnato l'importanza dell'empatia e della solidarietà, valori fondamentali per costruire una società più giusta e arricchire il mio percorso personale.
Guardando al futuro, il mio sogno è intraprendere una carriera accademica, unendo la passione per le lettere e l'interesse per le scienze, magari diventando ricercatore o docente universitario. Credo fermamente che l'educazione sia uno strumento potente, capace di trasformare vite e costruire ponti tra mondi apparentemente distanti.
In conclusione, la mia vita, pur essendo ancora breve, è stata un susseguirsi di esperienze formative che mi hanno permesso di scoprire chi sono veramente. Ogni passo, ogni libro letto, ogni nota suonata ha contribuito a definire la mia identità, guidandomi verso un futuro che spero sarà ricco di ulteriori scoperte e crescita personale.
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