Recensione personale del romanzo "Accabadora" di Michela Murgia: la mia opinione
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 31.01.2026 alle 10:25
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 30.01.2026 alle 8:32
Riepilogo:
Scopri l'analisi dettagliata del romanzo Accabadora di Michela Murgia e approfondisci temi etici, personaggi e ambientazioni della Sardegna anni Cinquanta 📚
Ho recentemente terminato la lettura del romanzo "Accabadora" di Michela Murgia e sono rimasto profondamente colpito dalla capacità dell'autrice di intrecciare una narrativa avvincente con temi complessi e spesso controversi. Devo ammettere che il titolo del libro mi ha inizialmente incuriosito e, dopo aver letto la trama, le aspettative erano alte. Dopo averlo finito, posso affermare con certezza che queste aspettative non sono state deluse.
"Accabadora" è ambientato in un piccolo villaggio della Sardegna negli anni Cinquanta, un periodo in cui tradizioni ancestrali e credenze popolari ancora permeavano la vita quotidiana della gente. La storia ruota attorno a Maria Listru, una bambina "soccorsa" dalla vedova Bonaria Urrai, la quale ricopre un ruolo enigmatico e temuto nella comunità: quello di accabadora, o "l'ultima madre", una sorta di angelo della morte che aiuta i moribondi a porre fine alle loro sofferenze. Questo solo tema già solleva questioni etiche e morali che sono altrettanto rilevanti oggi quanto lo erano allora, e l'autrice ha saputo affrontarlo con una maturità sorprendente.
Uno degli aspetti che ho più apprezzato è la caratterizzazione dei personaggi. Michela Murgia ha un raro talento nel rendere vivi e tridimensionali i suoi protagonisti. Maria, attraverso il suo percorso di crescita e scoperta, rappresenta l'innocenza che si confronta con la dura realtà della vita e della morte. Bonaria Urrai, d'altro canto, è un personaggio profondamente ambivalente: la sua freddezza e risolutezza nella sua "opera" sono bilanciate da una grande umanità e compassione.
La scrittura di Murgia è un altro elemento che mi ha conquistato. La sua prosa è lirica e, allo stesso tempo, precisa. Riesce a trasportare il lettore nei paesaggi aspri e suggestivi della Sardegna, facendoci quasi percepire il caldo secco e il vento che soffia tra le colline. Questo uso evocativo del linguaggio non solo arricchisce l'esperienza di lettura ma aiuta anche a creare un legame emotivo con i luoghi descritti.
Il tema della morte, e in particolare dell'eutanasia, è centrale nel romanzo e Michela Murgia lo affronta con una delicatezza e una profondità che sono davvero rare. In un'epoca in cui tali temi sono ancora materia di dibattito etico e legale, il libro offre uno spunto di riflessione molto potente. Non c’è mai una facile condanna né una semplice assoluzione per le azioni dei personaggi; al contrario, l'autrice lascia spazio al lettore per una propria interpretazione, una propria etica.
Ho trovato particolarmente toccanti le descrizioni dei momenti più intimi tra Maria e Bonaria, in cui il conflitto tra tradizione e modernità è palese. Maria, rappresentando la nuova generazione che guarda verso il futuro, e Bonaria, ancorata alle tradizioni del passato, incarnano un dialogo intergenerazionale che è difficile ma necessario. Si tratta di un delicato equilibrio che si riflette anche nei valori e nelle credenze della comunità in cui vivono, una comunità che è sospesa tra l'adesione a vecchi codici e l'accettazione di nuove visioni del mondo.
Un altro aspetto che merita attenzione è la rappresentazione della società sarda degli anni Cinquanta. Murgia riesce a dipingere un quadro vivido di una realtà rurale ancora pervasa da usanze arcaiche, ma fa anche emergere il cambiamento in atto. Questo dualismo, tra la persistenza delle tradizioni e l'inevitabile cambiamento portato dal progresso, è uno dei fili conduttori più affascinanti del romanzo.
In conclusione, "Accabadora" è una lettura che consiglio vivamente a chiunque sia interessato a esplorare temi profondi come la vita, la morte, e le tradizioni culturali attraverso una narrazione potente e ben costruita. Michela Murgia ha creato un capolavoro che non solo intrattiene ma stimola riflessioni importanti e, per questo, avrà sicuramente un posto speciale nella mia biblioteca.
Vota:
Accedi per poter valutare il lavoro.
Accedi