La libertà di parola da Machiavelli e Ariosto ai nostri tempi: spunti dall'art. 21 della Costituzione e dalla vicenda di Ilaria Alpi
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 17:44
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 16.01.2026 alle 8:17
Riepilogo:
Scopri come la libertà di parola è trattata da Machiavelli e Ariosto, il ruolo dell'art. 21 e le lezioni dalla vicenda di Ilaria Alpi per il tuo tema.
La libertà di parola è stata per lungo tempo un argomento centrale nella riflessione filosofica e nel dibattito pubblico, arricchendosi di nuovi significati e sfumature nel corso della storia. Per esplorare tale concetto, esamineremo le opere di due figure emblematiche del Rinascimento italiano, Niccolò Machiavelli e Ludovico Ariosto, confrontandole con la situazione contemporanea, tenendo presente l'articolo 21 della Costituzione Italiana e la tragica vicenda di Ilaria Alpi, giornalista vittima della sua ricerca di verità.
Niccolò Machiavelli, nel suo noto trattato "Il Principe", affronta il tema del potere politico evidenziando la necessità di adottare comportamenti pragmatici, talvolta spregiudicati, per mantenere il controllo. Sebbene non si concentri esplicitamente sulla libertà di parola, la sua visione del potere implica una comunicazione che è strettamente regolata e spesso censurata dal sovrano. Nel contesto del Rinascimento, i rischi legati all'espressione di opinioni contrarie al potere erano significativi e la censura era parte integrante del sistema politico.
Ludovico Ariosto, attraverso il suo poema epico "Orlando Furioso", offre una prospettiva diversa. Operando nello stesso contesto storico di Machiavelli, Ariosto usa l'ironia e la satira per trasmettere messaggi sociali e politici. La sua abilità nell'usare allegorie e artifici letterari gli permette di aggirare la censura, trattando argomenti delicati in modo sottile e intelligente. Tuttavia, anche lui si muove in un contesto in cui esprimere liberamente le proprie idee era un'arte da praticare con cautela.
Passando ai giorni nostri, l'articolo 21 della Costituzione Italiana sancisce: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure". Questo articolo rappresenta un baluardo fondamentale della democrazia, garantendo una libertà di espressione che sarebbe stata impensabile nei secoli passati. Eppure, la libertà di parola oggi è accompagnata da nuove sfide. Viviamo in un'epoca dove la disinformazione, l'incitamento all'odio (hate speech), e la manipolazione mediatica rappresentano minacce reali. La diffusione delle informazioni attraverso internet e i social media ha amplificato la possibilità di esprimersi, ma ha anche reso più complesso bilanciare la libertà di espressione con la necessità di proteggere la società dai suoi abusi.
La vicenda di Ilaria Alpi enfatizza quanto la libertà di parola possa essere pericolosa per chi cerca di perseguirla fino in fondo. Ilaria Alpi, giornalista italiana uccisa in Somalia nel 1994, stava investigando su traffici illeciti e corruzione politica, un impegno che le è costato la vita insieme al suo operatore Miran Hrovatin. La sua morte sottolinea che, nonostante le garanzie legali odierne, chi si addentra troppo nella ricerca della verità può ancora trovarsi esposto a gravi pericoli, provenienti sia da entità governative che da poteri oscuri.
Analizzando questi tre contesti, emerge quanto la libertà di parola sia una conquista preziosa ma fragile, che necessita di protezione continua. La differenza più marcata tra il passato e il presente è probabilmente nella formalizzazione giuridica di questo diritto, che oggi rappresenta un pilastro delle società democratiche. Tuttavia, la formalizzazione legale non è sufficiente: è fondamentale vigilare costantemente affinché tale diritto non venga manipolato o soffocato. La libertà di espressione non è solo un diritto; essa riflette un equilibrio complesso tra comunicazione libera e responsabilità collettiva. Proprio come nel Rinascimento, dove gli intellettuali cercavano vie creative per esprimere il loro pensiero, anche oggi abbiamo il dovere di garantire che il diritto alla parola rimanga intatto e che individui come Ilaria Alpi possano svolgere il loro lavoro senza temere violente repressioni.
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