Pianto antico di Giosuè Carducci
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 22.01.2026 alle 14:30
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 16.01.2026 alle 17:33
Riepilogo:
Analizza Pianto antico di Giosuè Carducci: temi, simboli, figure retoriche, struttura metrica e spiegazioni chiare con esercizi per le scuole superiori
"Pianto antico" è una delle poesie più commoventi e celebri di Giosuè Carducci, appartenente alla raccolta "Rime nuove", pubblicata per la prima volta nel 1887. Questo componimento è dedicato alla memoria del figlio primogenito di Carducci, Dante, morto prematuramente all'età di soli tre anni nel 187. Il tema principale della lirica è il dolore per la perdita di un figlio, un lamento che esprime la profonda sofferenza del poeta di fronte alla morte inesorabile, che separa in modo irrevocabile il mondo dei vivi da quello dei morti.
Carducci scrive questa poesia in un momento di estremo dolore, usando versi che riecheggiano i sentimenti di incapacità di accettare la morte del figlio. La poesia si apre con l'immagine di un albero, un melograno, che simboleggia la vita che continua e si rinnova con il passare delle stagioni, contrastando il suo destino inflessibile con la morte del piccolo Dante, descritto come l'"estremo unico fior" di una "vita percossa e inaridita". Il melograno, con i suoi fiori vermigli, si rinnova nonostante tutto, grazie alla luce e al calore di giugno, mentre Dante è ormai oltre il confine della vita, "nella terra fredda", laddove né il calore del sole né l'amore possono risvegliare più la sua esistenza.
Dante Carducci morì improvvisamente per una malattia non meglio precisata che, secondo le fonti dell'epoca, fu una febbre che rapidamente si portò via il bambino, gettando il poeta in uno stato di profonda tristezza. Nell'assenza e nel lutto, Carducci cerca di elaborare il suo dolore attraverso la poesia, trovando nel melograno una sorta di simbolo di continuità e di natura ciclica del tempo e della vita, una continuità che però, in modo straziante, non è concessa al piccolo Dante.
La forma metrica del componimento è quella della canzone leopardiana, con quattro strofe di sei versi ciascuna, in cui il poeta adotta uno schema metrico rigido e particolareggiato per esprimere il dolore attraverso un linguaggio chiaro e diretto. Questo tipo di struttura permette a Carducci di trasmettere uno stato d’animo profondo, fatto di immagini potenti e suggestive che si imprimono con forza nella mente del lettore.
Il melograno, così centrale nella lirica, è anche simbolicamente associato alla divinità mitologica di Persefone, la dea greca che trascorse parte dell'anno nel regno dei morti e parte sulla terra, rappresentando il ciclo della vita, della morte e della rinascita. Questo rende ancora più potente la metafora presente nel testo, accostando così il ciclo stagionale del melograno al tema del ritorno della vita, seppure nel melodrammatico contrasto con la perdita personale del figlio, che non vivrà mai una rinascita.
Un'importante figura retorica contenuta nei versi "il verde melograno / da’ bei vermigli fior" è la sinestesia, che armonizza il verde del melograno con i vermigli fiori, mescolando colori e immagini per creare un effetto di pregnanza visiva ed emotiva. Questa figura retorica permette a Carducci di evocare sensazioni vivide e intense che sottolineano ulteriormente il contrasto tra la vitalità della natura e la tragica immobilità della morte.
In "Pianto antico", Carducci riesce a trasmettere l'universalità del dolore per la perdita di un figlio, rendendo la sua sofferenza una riflessione più ampia sulla fragilità della vita e sulla forza inarrestabile della natura, un'immersione lirica nel mondo delle emozioni umane profondamente radicata nelle esperienze reali.
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