Esercitazione di scrittura: ambienta il tuo racconto in una casa abbandonata dove un piccolo esploratore ritrova una scatola con strani oggetti appartenuti a qualcuno molto tempo fa
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: oggi alle 13:57
Riepilogo:
Scopri come ambientare un racconto in una casa abbandonata dove un giovane esploratore trova una scatola con oggetti misteriosi 📚.
In una luminosa giornata di tarda primavera, mentre il sole lentamente scivolava dietro l'orizzonte e l'aria si faceva più fresca, il giovane Marco decise di esplorare la vecchia casa abbandonata ai margini del paese. I suoi amici spesso gli avevano parlato di questo luogo, alimentando la sua curiosità con storie su passaggi segreti e strani avvenimenti, ma nessuno aveva mai avuto il coraggio di avventurarsi al suo interno. Marco, armato solo di una torcia e di un innato spirito di avventura, scelse di essere il primo a scoprire i segreti di quell'edificio misterioso.
La casa, ormai inghiottita dalla vegetazione e segnata dal tempo, era stata un tempo una dimora elegante. I racconti del villaggio narravano di una facoltosa famiglia che vi aveva abitato anni addietro, e della loro improvvisa partenza che aveva lasciato l'edificio in uno stato di abbandono. Circolavano leggende su tesori nascosti al suo interno, una storia che affascinava il giovane esploratore.
Mentre spingeva il cancello arrugginito, un brivido di eccitazione gli percorse la schiena, ma questo non lo fermò. Avanzò con cautela attraverso il giardino incolto e, giunto all'ingresso principale, si accorse che la porta era semiaperta, come se aspettasse che qualcuno entrasse.
All'interno della casa regnava un silenzio profondo. Il pavimento scricchiolava sotto i suoi passi e la luce della torcia danzava lungo le pareti coperte di polvere e ragnatele. Le stanze erano piene di mobili coperti da lenzuola ingiallite e libri sparsi qua e là, testimonianze di una vivacità ormai lontana.
Esplorando il piano terra, Marco trovò un vecchio camino. Accanto ad esso, una scala conduceva alle stanze superiori. Salì i gradini con cautela, attento a non fare troppo rumore. Al primo piano, in un disordine ordinato, intravide un salotto con una finestra che si affacciava sul giardino anteriore. Fu allora che notò una piccola porta socchiusa, quasi nascosta dietro una libreria.
Spinto dalla curiosità, Marco si avvicinò e spinse la porta, trovando una stretta scala che conduceva all'attico. Decise di salirla e, giunto in cima, puntò la torcia verso quella che sembrava una stanza dimenticata.
Il soffitto basso e le travi in legno nudo conferivano all'attico un'atmosfera quasi magica. In un angolo remoto, una scatola di legno coperta da un telo catturò la sua attenzione. Con un misto di timore ed eccitazione, Marco si avvicinò, allungando una mano per svelare il contenuto del misterioso contenitore.
All'interno della scatola era custodita una collezione di oggetti appartenenti a un'altra epoca. Tra di essi, un diario dalla copertina in pelle logora, scritto a mano con una calligrafia elegante, catturò immediatamente la sua attenzione. Le date risalivano a oltre un secolo fa, e il contenuto narrava la vita di una giovane donna che aveva vissuto in quella casa. La giovane descriveva le sue giornate, le speranze e i sogni, insieme ai dettagli di un amore ostacolato dalle convenzioni sociali del tempo.
Accanto al diario, Marco trovò un orologio da tasca con intricati dettagli in argento, i cui meccanismi sembravano congelati nel tempo. Vi era anche un piccolo cofanetto di legno contenente alcune fotografie in bianco e nero, ritratti di una famiglia in cui la felicità sembrava prevalere su ogni preoccupazione.
C'erano poi strani fermagli per capelli e un ventaglio decorato con motivi floreali, probabilmente appartenuti alla giovane donna. Ogni oggetto sembrava raccontare una storia nascosta, una vita intera che, sebbene ormai passata, sembrava ancora respirare tra quelle mura.
Immerso nelle sue scoperte, Marco si rese conto di essere diventato il custode di una memoria dimenticata. Le sue scoperte lo avevano trasportato indietro nel tempo, permettendogli di intravedere scorci di vite vissute, amori perduti e sogni mai realizzati. Sentendosi come un anello di congiunzione tra passato e presente, sapeva che avrebbe custodito gelosamente quelle storie, rendendo omaggio a quelle anime silenziose che avevano abitato quella dimora, in attesa che qualcuno ascoltasse finalmente i loro racconti.
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