Il racconto di uno scherzo tra amici che ha portato a un momento di grande allegria
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 22.01.2026 alle 14:51
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 17.01.2026 alle 11:20
Riepilogo:
Scopri come uno scherzo tra amici ha trasformato una giornata di studio in un momento di grande allegria e amicizia duratura. 😊
C’era una volta nel cuore dell'inverno, durante il mio terzo anno di liceo, quando un semplice scherzo si trasformò in uno dei ricordi più divertenti e memorabili della nostra amicizia. Si trattava di me e di Luca, il mio migliore amico sin dalla scuola media. Entrambi avevamo una passione sfrenata per le piccole burle, quei gesti ironici che illuminavano le giornate di studio e alleviavano lo stress scolastico. Uno di quei giorni, mentre ci trovavamo a casa mia dopo lo studio, decidemmo di rendere una giornata ordinaria un’occasione per sorridere.
Luca aveva appena comprato un nuovo giubbotto di marca e ne andava estremamente fiero. Non faceva altro che mostrarlo e raccontare quanto fosse resistente e alla moda. Era pomeriggio, e il cielo era coperto da spesse nuvole grigie che preannunciavano pioggia. Eravamo a casa mia intenta a ripassare storia per l'imminente verifica, ma la tentazione di distrarci un po’ fu irresistibile. Mi venne in mente l'idea di uno scherzo, uno dei miei più classici, ma sempre efficace: il vecchio trucco del "giubbotto scomparso".
Mentre Luca era in bagno, presi il suo giubbotto e lo nascosi abilmente sotto il letto. Avevo calcolato con precisione che stesse fuori il tempo necessario per coprire eventuali tracce del mio operato. Tornò, ignaro di tutto, e notò subito la scomparsa. La sua reazione inizialmente fu di incredulità. "Dove hai messo il mio giubbotto?" mi chiese con un sorriso misto a sospetto. Finsi di non sapere nulla, asserendo di non aver toccato nulla. Per qualche minuto sembrò che il mio bluff avesse funzionato, facendolo girare per la stanza con fare investigativo.
Luca cominciò a rovistare in giro, e io, mantenendo l'espressione più innocente possibile, gli offrivo suggerimenti ridicoli: "Controlla nel frigorifero, magari hai avuto un momento di amnesia". La sua risata esplose fragorosa, ma cominciava a preoccuparsi che veramente avesse perso la testa. Ogni suo tentativo di trovare il giubbotto si trasformava in un nuovo pretesto per ridere. Alla fine, rendendomi conto che la situazione stava prendendo una piega fin troppo complessa, e che la sua ansia da perdita stava sostituendo il divertimento, decisi di confessare.
"Okay, okay, guarda sotto il letto", gli dissi, cercando di non scoppiare a ridere troppo presto. Si abbassò, pronto ormai a qualunque assurda rivelazione. Quando finalmente vide spuntare una manica da sotto il letto, esplose in una risata di tale portata che anch’io non riuscivo più a trattenermi. "Sei un genio del male!", dichiarò riprendendosi dall’ilarità, "Me l'hai fatta anche stavolta!"
Quella semplice burla si tramutò, con il tempo, nel prototipo di mille altri scherzi che ci saremmo scambiati nei successivi anni di liceo. Ogni volta che uno di noi inventava una nuova idea, l'altro era già pronto a rilanciare, in una sorta di competizione goliardica che fortificò ulteriormente la nostra amicizia.
Lo scherzo del giubbotto scomparso è diventato una sorta di leggenda fra di noi, veniva raccontato ogni volta che ci si riuniva con i nostri amici comuni e spesso persino negli incontri familiari, sempre accompagnato da risate e commenti su quanto fossimo stati abilmente sciocchi. È un ricordo tangibile di come i legami tra amici possano crearsi e solidificarsi anche attraverso gesti semplici e spontanei, attraverso la condivisione di momenti che, pur non essendo epocali, rendono straordinario l'ordinario.
In fondo, quel giorno non si trattò solamente di uno scherzo ben riuscito, bensì dell'ennesima conferma che le piccole cose, e in questo caso, una risata condivisa, possono trasformare una giornata banale in un memorabile capitolo della nostra storia personale. È grazie a tutto ciò che ancora oggi, quando penso a quell’episodio, non posso fare a meno di sorridere e di sentire un forte legame con Luca, anche dopo che il tempo ci ha portato verso strade diverse.
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