Guerra tra Israele e Palestina
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 24.01.2026 alle 14:06
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 23.01.2026 alle 15:55
Riepilogo:
Scopri le cause e le fasi principali della guerra tra Israele e Palestina per comprendere un conflitto storico complesso e attuale. 📚
La storia del conflitto tra Israele e Palestina è complessa e radicata in un lungo passato di tensioni politiche, religiose e territoriali. Questo conflitto ha origine all'inizio del XX secolo, ma si intensifica nel 1948, anno della fondazione dello Stato di Israele. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, l'Impero Ottomano, che aveva controllato gran parte del Medio Oriente, venne smembrato, e la Palestina passò sotto il mandato britannico. Durante questo periodo, le tensioni tra le popolazioni arabe locali e i coloni ebrei, che andavano aumentando in numero, iniziarono a intensificarsi.
Con la dichiarazione Balfour del 1917, il governo britannico si era espresso favorevolmente verso la creazione di un "focolare nazionale ebraico" in Palestina, ma senza pregiudicare i diritti delle popolazioni arabe. Tuttavia, l'immigrazione ebraica continuò a far crescere le tensioni. Gli arabi si sentirono minacciati dalla crescente presenza ebraica e dai progetti di instaurare uno stato ebraico nel territorio che consideravano casa propria.
Il 1947 fu un anno di svolta: l'ONU propose un piano di partizione che prevedeva la creazione di due stati, uno ebraico e uno arabo, con Gerusalemme sotto controllo internazionale. Gli ebrei accettarono il piano, ma gli arabi lo rifiutarono, vedendolo come una violazione dei loro diritti. Il 14 maggio 1948, David Ben-Gurion proclamò la nascita dello Stato di Israele. Subito dopo, la guerra arabo-israeliana del 1948-1949 ebbe inizio, con gli eserciti di diversi stati arabi che intervennero a fianco dei palestinesi ma furono sconfitti. A guerra conclusa, Israele aveva aumentato il proprio territorio oltre i limiti previsti dal piano ONU, mentre la Cisgiordania e Gaza finirono sotto controllo giordano ed egiziano, rispettivamente. Centinaia di migliaia di palestinesi furono costretti a lasciare le loro case diventando rifugiati.
Negli anni successivi, le tensioni non si placarono. Nel 1967 scoppiò la Guerra dei Sei Giorni, un conflitto che culminò con l'occupazione israeliana di Gaza, della Cisgiordania, delle Alture del Golan e della Penisola del Sinai. La risoluzione 242 dell'ONU richiese il ritiro delle forze israeliane dai territori occupati, ma rimase in gran parte inattuata, con Israele che continuò a costruire insediamenti nei territori occupati, una pratica considerata illegale dal diritto internazionale.
Il conflitto conobbe un altro picco di violenza con l'inizio della Prima Intifada nel 1987, una rivolta dei palestinesi contro l'occupazione israeliana che portò a una serie di proteste e scontri. Un tentativo di pace significativo arrivò con gli Accordi di Oslo nel 1993, che stabilirono un quadro per il riconoscimento reciproco e trenta autonomia palestinese, ma molti dei problemi fondamentali rimasero irrisolti.
Negli anni 200, la Seconda Intifada scoppiò in seguito al fallimento del processo di pace, caratterizzata stavolta da una maggiore escalation militare da entrambe le parti. Anche i tentativi internazionali di mediazione, così come le iniziative di stati e organizzazioni internazionali, non riuscirono a conseguire una pace duratura.
La Striscia di Gaza, sotto il controllo di Hamas dal 2007, è stata teatro di diversi conflitti militari con Israele. Operazioni israeliane come Piombo Fuso (2008-2009), Colonna di Difesa (2012), Margine Protettivo (2014) e Guardiano delle Mura (2021) hanno causato migliaia di morti e feriti, prevalentemente tra la popolazione palestinese, e la distruzione di infrastrutture essenziali.
Alla radice del conflitto persistono questioni difficili da risolvere: la definizione dei confini, lo status di Gerusalemme, le politiche di insediamento nei territori contesi, il diritto al ritorno dei profughi palestinesi e la sicurezza. Per molti, il processo di pace sembra in un vicolo cieco, con la mancanza di una leadership comune da entrambe le parti pronta a fare le concessioni necessarie per procedere verso una risoluzione definitiva.
È evidente che il conflitto tra Israele e Palestina non è solo una questione politica, ma implica profondi significati culturali, storici e identitari per entrambe le popolazioni coinvolte. Finché le cause profonde non saranno affrontate adeguatamente, è probabile che la pace resti sfuggente. Questa dolorosa realtà continua ad avere implicazioni non solo locali ma globali, data la centralità del conflitto nella politica internazionale.
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