Riscrittura dell’incontro tra Cappuccetto Rosso e il lupo nel bosco con narratore interno e palese (es. il lupo o Cappuccetto Rosso)
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: oggi alle 16:24
Riepilogo:
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Era una mattina come tante altre nel villaggio quando mia madre mi ha affidato il compito di portare una cesta di cibo a mia nonna. Il mio cuore si è riempito di entusiasmo. Mia nonna viveva dall'altra parte del bosco, e ogni visita era un'avventura. Dopo aver riempito la cesta con deliziosi dolci e un po' di burro, ho indossato il mio mantello rosso, chiuso bene il cesto e sono partita.
Entrando nel bosco, mi ha accolto un profumo di alberi e fiori. Il sentiero, leggermente tortuoso, era fiancheggiato da alti alberi che si intrecciavano sopra di me, creando una sorta di magico tunnel verde. Camminavo con attenzione, ma la bellezza del bosco ha catturato il mio sguardo. Pensavo ai dolci che avrei mangiato con la nonna e alle storie che mi avrebbe raccontato. Non immaginavo che quel giorno sarebbe stato diverso.
Mentre continuavo a camminare, ho sentito un rumore tra i cespugli. Il mio cuore ha sobbalzato. Chi poteva essere? Incuriosita e leggermente spaventata, ho deciso di proseguire. In quel momento, è apparso il lupo. Il suo pelo grigio-sabbioso brillava sotto la luce solare filtrata dalle foglie. Non sembrava cattivo, anzi, i suoi occhi erano gentili, ma ho capito che dovevo essere cauta.
“Ciao, piccola,” ha detto il lupo con una voce profonda e calda. “Dove vai così di fretta?”
Ho esitato un attimo. Non volevo dirgli troppo, ma sapevo che non potevo mentire del tutto. “Sto andando a trovare mia nonna, che vive dall'altra parte del bosco. Le porto un po' di cibo,” ho risposto, cercando di sembrare calma.
Il lupo sorrise, ma avvertivo qualcosa di inquietante dietro quella gentilezza. “Oh, la tua nonna! Dove abita esattamente?”
“Abita nella casetta vicino al ruscello,” ho detto cercando di mantenere un tono sicuro, ma la tensione era palpabile. Sapevo che i lupi erano astuti e non sempre benintenzionati.
“Oh, guarda un po' che coincidenza,” ha detto avvicinandosi leggermente. “Conosco bene quel posto. Sai, c'è un sentiero più veloce attraverso il bosco.” Indicò un percorso nascosto tra gli alberi.
Un dubbio mi attraversò la mente: “Sarà davvero più veloce?” Ma come potevo fidarmi di un lupo? Guardai il sentiero sicuro e poi di nuovo il lupo. “No, grazie. Preferisco questo percorso.”
Il lupo alzò le spalle, come se non gliene importasse. “Come vuoi, ma ricorda, il bosco può riservare molte sorprese a chi è disposto a scoprire.” A quel punto capii che, sotto la sua apparente gentilezza, c'erano insidie e tentazioni. La sua presenza mi sembrava sempre più inquietante.
Proseguii nel cammino, ma continuavo a guardarmi indietro. Il lupo mi seguiva a distanza, mantenendo un passo elegante e silenzioso. Con il cuore in gola, accelerai il passo, cercando di dimenticare quella strana conversazione. Sapevo che le favole raccontano sempre di lupi ingannatori e non volevo diventare una delle loro vittime.
All'improvviso, l'aria si fece silenziosa e pesante. I suoni del bosco svanirono e il sole fu coperto dalle nuvole. Finalmente vidi la casetta della nonna. Un sospiro di sollievo mi attraversò. Ma quando aprii la porta, il mio cuore ebbe un nuovo sussulto: dov'era mia nonna? L'incontro con il lupo mi aveva lasciato un brivido di paura, perché sapevo che nei racconti il nemico si nascondeva sempre dove meno ce lo si aspettava.
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