Mettersi in gioco: l’arrivo di Hati, la ragazza alla pari
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: oggi alle 14:08
Riepilogo:
Scopri come affrontare l'arrivo di Hati, la ragazza alla pari, e migliora il tuo inglese con un racconto coinvolgente per la scuola elementare 📚
Certo! Ecco un racconto personale adatto al livello di seconda media, coinvolgente e scritto con uno stile naturale:
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Quando Hati è arrivata
Non sono mai stato uno a cui piacciono le sorprese. Mi piace sapere cosa succederà, stare tranquillo con le mie solite abitudini: svegliarmi, andare a scuola, fare i compiti, vedere le mie serie preferite, magari chattare con gli amici. E così, quando i miei genitori mi hanno detto che avremmo accolto in casa una ragazza alla pari che parlava solo inglese, all’inizio non ci ho capito molto. Ero curioso, ma soprattutto un po’ preoccupato.
Si chiama Hati. Arrivata una domenica mattina con una valigia gigante e un sorriso da film. Io non sono uno che parla tanto, soprattutto in inglese. “Hi, I’m Hati!” ha detto subito, mentre mi tendeva la mano. Per un attimo non sapevo nemmeno se dovevo darle la mano o abbracciarla, ma poi ho allungato la mia mano e ho balbettato un timido “Hi”, sperando di non sembrare troppo imbranato.
I primi giorni sono stati strani. Lei parlava velocissimo e io mi sentivo come se avessi la testa piena di parole che non trovano la via per uscire. Ogni volta che mi chiedeva qualcosa, avevo paura di sbagliare. Spesso rispondevo solo con “yes” o “no”, anche se magari non avevo capito bene. Una volta mi ha chiesto se volevo un tè e io ho detto “yes”, pensando volesse portarmi fuori a giocare. Mi sono ritrovato seduto a tavola con una tazza bollente in mano, senza sapere cosa dire.
Però Hati non si è mai scoraggiata. Sorrideva sempre e cercava di spiegare le cose anche con i gesti. A volte sembravamo due mimi che si capivano a metà, ma ogni giornata era diversa dalla precedente. Quella paura di sbagliare, pian piano, è diventata una specie di energia che mi spingeva a provarci di più.
Un pomeriggio, mentre facevo i compiti di inglese, lei si è seduta accanto a me e ha iniziato a leggere ad alta voce. Ho provato a seguirla. All’inizio inciampavo sulle parole, ma poi mi sono accorto che riuscivo a capire. Era divertente, e per la prima volta ho pensato che forse parlare inglese non era una missione impossibile. Anzi: ogni volta che sbagliavo, ridevamo insieme, e ogni volta che riuscivo a dire una frase giusta mi sentivo orgoglioso, come se avessi scalato una montagna.
Col tempo, stare con lei è diventato naturale. Mi ha insegnato giochi nuovi, mi ha fatto ascoltare musica inglese e cucinare dolci strani che non avevo mai visto. Certo, a volte mi mancava parlare come piaceva a me, dire le cose come vengono senza doverci pensare su. Ma era bello anche provare cose nuove: nuove parole, nuove amicizie, nuovi sorrisi.
Ora sono contento che Hati viva con noi. Ho capito che mettersi in gioco, anche se fa paura, può portare a scoprire mondi diversi dal proprio. E quel brivido che si prova quando si fanno i primi passi fuori dalle proprie abitudini… beh, adesso non mi fa più paura. Anzi, aspetto già la prossima occasione per sentirmi così.
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