Un ragazzo e una ragazza si incontrano al liceo: una relazione tra apparenza e ossessione
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 24.01.2026 alle 10:54
Tipologia dell'esercizio: Esercizio per casa
Aggiunto: 17.01.2026 alle 11:52
Riepilogo:
Scopri come la relazione tra ragazzo e ragazza al liceo mostra apparenza e ossessione, manipolazione e perdita d'autostima e come superarle. Con esempi.
Titolo: Oltre lo Specchio
Alessia e Luca si incontrarono per la prima volta il primo giorno di liceo, in un istituto situato nel cuore pulsante di Roma. Alessia era una ragazza il cui sorriso brillante sembrava illuminare l'ambiente circostante. La sua contagiosa vitalità non passava mai inosservata. Non si era mai preoccupata troppo del suo aspetto fisico, anche se portava qualche chilo in più rispetto alle sue coetanee. Luca, al contrario, sembrava un modello uscito da una rivista patinata: alto, con una corporatura atletica, capelli castani sempre impeccabilmente sistemati e un sorriso capace di incantare chiunque gli stesse attorno, compagne di classe incluse.
La loro relazione iniziò in modo semplice e naturale. Alessia e Luca ridevano insieme, si scambiavano messaggi per tutto il giorno e trovavano sempre qualche buona scusa per incontrarsi anche dopo la scuola. Per un po', sembrò davvero una storia d'amore ideale. Tuttavia, col tempo, Alessia iniziò a percepire dei minuscoli cambiamenti nei comportamenti di Luca. I suoi commenti iniziarono a infittirsi di un'inquietante attenzione per l’aspetto fisico di lei. "Alessia, hai mai pensato di fare delle corse mattutine con me? Ti farebbero bene", le disse un giorno con apparente disinvoltura.
All'inizio, Alessia pensò che Luca fosse solo attento alla sua salute e al suo benessere. Con questo pensiero in mente, iniziò ad accompagnarlo durante quelle corse mattutine nei parchi della città, anche se non le piaceva affatto correre. Tuttavia, i commenti di Luca continuarono a proliferare come semi di dubbio piantati nella mente di Alessia. "Quella maglia non ti dona come dovrebbe", "Forse dovresti provare a seguire una dieta diversa". Ogni parola sembrava studiata, un'arma sottile capace di minare l’autostima di Alessia e intaccare la sua serenità.
Col passare del tempo, Alessia cominciò a guardarsi allo specchio con occhi critici che mai aveva avuto prima. Quei difetti che Luca aveva tracciato come contorni nel disegno della sua personalità iniziarono a incupirle il cuore. Ragione dopo ragione, Alessia si convinse che senza Luca, nessuno avrebbe potuto amarla veramente. Dopotutto, chi avrebbe mai potuto trovare bello qualcuno come lei, con tutte quelle imperfezioni che Luca non mancava mai di notare?
Luca, d'altro canto, continuava a mostrarsi affettuoso e premuroso, alimentando in Alessia l’idea che solo lui poteva comprenderla e accettarla per quello che era. In questo modo, costruiva una tela intricata di dipendenza emotiva, un legame che si stringeva sempre più attorno ad Alessia, rendendola prigioniera di una relazione che non riusciva a etichettare come dolorosa. Gradualmente, Alessia iniziò a isolarsi dai suoi amici, temendo i loro giudizi e cercando di nascondere quello che stava accadendo. Intanto, anche il suo rendimento scolastico ne risentì, anche se lei era troppo impegnata a gestire il vortice emotivo in cui si era ritrovata imprigionata per accorgersene.
La manipolazione psicologica è una trappola subdola; si manifesta come una voce sommessa che altera la realtà e reinterpreta le percezioni. Alessia si ritrovava sempre più spesso a giustificare il comportamento di Luca, interpretando la sua ossessiva attenzione come un modo distorto di esprimere amore. Le parole che una volta suonavano come dolci melodie, erano diventate un veleno invisibile ma letale, insinuandosi in ogni anfratto del suo pensiero.
Col tempo, la pressione interna divenne insostenibile. Alessia si percepiva costantemente inadeguata e alla deriva, ma il timore di perdere Luca era forte, quasi paralizzante. Finché, in un raro momento di lucidità, guardandosi allo specchio, Alessia realizzò che l'immagine riflessa non era quella vera. Non stava vedendo sé stessa, ma la caricatura plasmata dagli insulti striscianti di Luca. Fu allora che comprese che il dipinto della sua autopercezione era stato creato dalle mani calcolatrici di qualcun altro.
Era giunto il momento di rompere quella catena invisibile e di iniziare un viaggio di riscoperta di sé stessa. Con il sostegno di un’amica di vecchia data, rilanciò nel cuore quella fiammella di autostima che Luca aveva tentato di spegnere. Con coraggio ritrovato, affrontò Luca, ponendo fine a quella relazione tossica e liberandosi dalle grinfie di un amore che amore non era mai stato.
Una volta libera, Alessia riscoprì le cose che veramente amava: la gioia della lettura, la passione per la pittura, e soprattutto, il piacere di coltivare relazioni autentiche che mettono al primo posto il benessere reciproco. Capì che l'amore genuino è un equilibrio tra accettazione e crescita, un luogo di sicurezza e supporto.
Il percorso di Alessia fu lungo e irto di sfide, ma estremamente necessario. Gradualmente, imparò a sorridere di fronte allo specchio, ritrovando il valore e la bellezza della propria autenticità. Ciò che Luca non aveva mai capito era che il vero amore fiorisce dall'anima, e non è mai costretto dalla superficie. Alessia, finalmente liberata, poteva ora riflettersi nello specchio e abbracciare senza timore la versione più vera di sé stessa, serena e felice di camminare per la sua strada, ogni giorno più forte e consapevole del proprio valore.
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