Confronto tra le prime due ottave dell'Orlando Furioso e dell'Orlando Innamorato: la visione dell'amore nei due poemi
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 13:38
Tipologia dell'esercizio: Esercizio per casa
Aggiunto: 16.01.2026 alle 15:29
Riepilogo:
Scopri la visione dell'amore nelle prime due ottave di Orlando Innamorato e Orlando Furioso: analisi chiara, differenze tra Boiardo e Ariosto e cosa impari.
In quest’analisi ci avvicineremo due opere fondamentali della letteratura italiana, "Orlando Innamorato" di Matteo Maria Boiardo e "Orlando Furioso" di Ludovico Ariosto, ponendo particolare attenzione sull'interpretazione dell'amore che emerge dalle loro prime ottave. Entrambe trattano del medesimo personaggio epico, Orlando, ma lo fanno con prospettive e approcci stilistici differenti, offrendo uno spaccato interessante su come la visione dell’amore si sia evoluta tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento.
"Orlando Innamorato" inaugura la sua narrazione con una rievocazione nostalgica degli ideali cavallereschi di Boiardo. L’amore in questa opera si manifesta come una forza potente e quasi magica che trascende la ragione stessa, con Orlando completamente soggiogato dal suo amore per Angelica. Boiardo dipinge un Orlando come un eroe medievale colpito da una tempesta emotiva che lo porta a dividersi tra il dovere come cavaliere e la passione amorosa. Un esempio di questo trasporto si trova nella descrizione dell’incontro tra Orlando e Angelica, che illumina la profondità del sentimento del protagonista:
``` Levossi allora in piedi il conte Orlando, e dritto stanza nella via che mena a ponente, e dopo l’un preda il secondo, sicché tirò infino sul capo del mondo. ```
In questi versi, la figura di Orlando è scolpita dalla sua incessante ricerca di Angelica, la cui presenza è paragonata e contrapposta agli elementi della natura, rispecchiando così la vastità e l’onnipresenza dell’amore stesso. L’amore qui è idealizzato e assoluto, una vera e propria forza motrice della narrazione, respingendo la razionalità e infondendo invece lo spirito cavalleresco e lirico del tempo.
D'altro canto, Ludovico Ariosto, nell’aprire il suo “Orlando Furioso”, offre una visione dell’amore più complessa e moderna, smarcandosi dalla tradizione del passato. Ariosto introduce fin da subito la tematica amorosa come un elemento di disturbo e disordine, che porta Orlando letteralmente alla follia. L’approccio di Ariosto è meno idealizzato e più critico, ponendo l’accento sulle fragilità umane e sui tumultuosi effetti che l’amore può causare.
``` Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto, che furo al tempo che passaro i Mori d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto, seguendo l’ire e i giovenil furori d’Agramante lor re, che si dié vanto di vendicar la morte di Troiano sopra re Carlo imperator romano. ```
Già dai primi versi si coglie una contaminazione tra gli ideali eroici e gli effetti devastanti della passione. L’amore per Ariosto non è più semplicemente un’innalzamento spirituale ma si insidia nella realtà, con ripercussioni spesso infauste. La “pazzia” di Orlando rappresenta un distacco dal rigore cavalleresco e dalla razionalità, presentando l’amore come un sentimento che, se non controllato, può portare alla disarmonia e al caos.
La visione dell’amore nella prospettiva di Ariosto riflette le tensioni del Rinascimento, epoca che vede l’emergere di una nuova coscienza individuale e di una più complessa percezione dei sentimenti umani. L’autore, pur mantenendo uno stile epico, mescola elementi realistici e ironici, fornendo una rappresentazione meno idilliaca e più tangibile della realtà emotiva dei suoi personaggi.
L’evoluzione della visione dell’amore tra Boiardo e Ariosto può essere vista come la transizione tra due mondi diversi: quello medievale, dominato da certezze e valori condivisi, e quello rinascimentale, segnato da dubbi, crisi e una crescente consapevolezza delle contraddizioni umane. Nei versi di Ariosto, l'amore diventa motivo di introspezione e critica sociale, mentre in Boiardo rimane un sogno idealizzato e irraggiungibile.
In conclusione, mentre Boiardo ci immerge in un racconto dove l’amore domina come un’ideale assoluto e incontestabile, Ariosto lo porta a terra, mostrandone la complessità e le insidie. Entrambi gli autori, con la loro maestria stilistica, esplorano le profondità del cuore umano, lasciando al lettore la libertà di navigare tra la meraviglia della passione e le tempeste della follia.
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