Mi sto guardando allo specchio e vedo riflesso un altro volto: deve essere un racconto fantastico
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 11.01.2026 alle 15:38
Tipologia dell'esercizio: Esercizio per casa
Aggiunto: 25.11.2024 alle 17:03
Riepilogo:
Davanti allo specchio, il protagonista vede un volto misterioso che svela legami col passato e lo invita a riflettere su sé stesso e sul tempo.
Titolo: "Il Volto Riflesso"
Quella mattina mi alzai con un leggero brivido di eccitazione. L'aria sembrava diversa, quasi frizzante, come se qualcosa di speciale stesse per accadere. Spinto dalla mia routine, mi diressi verso il bagno. Tuttavia, un'intuizione mi fermò di fronte allo specchio: il volto che vi vidi riflesso non era il mio.
Il mio cuore accelerò, e un'ondata di emozioni mi travolse. Feci un passo indietro, cercando di razionalizzare l'impossibile. Il volto nello specchio somigliava al mio, eppure era fondamentalmente diverso. I lineamenti erano più marcati, e gli occhi emanavano una luce misteriosa. Una strana energia avvolgeva quella figura, che mi fissava con inesplorata intensità.
Con un gesto istintivo, muovendo una mano, scoprii con sorpresa che il riflesso non seguiva il mio movimento. Quell'estraneo sembrava intrappolato in una realtà parallela. Eppure, nonostante la paura, la curiosità ebbe la meglio. Chi era quella persona? Perché appariva al posto mio?
Mi avvicinai per osservare meglio i dettagli del volto. Un lieve sorriso, cortese ma enigmatico, distese le sue labbra. Un brivido mi percorse la schiena, come se un messaggio silenzioso cercasse di raggiungermi senza parole.
All'improvviso, il volto nello specchio iniziò a trasformarsi. Dietro di lui comparve una stanza diversa dalla mia casa: un ambiente elegantemente arredato, d'altri tempi. Mobili intagliati, tappeti variopinti e un fuoco acceso che crepitava in un piccolo camino: il tutto formava un quadro affascinante e accogliente. L'uomo nel riflesso indossava un lungo mantello scuro e una cravatta elegante, mentre una catena d'oro con un medaglione pendeva al suo collo.
Incapace di restare in silenzio, lo interrogai: "Chi sei?". La mia voce tremava leggermente. Con mia sorpresa, l'uomo rispose. La sua voce era profonda, simile a un'eco lontana: "Sono colui che è stato, una memoria dimenticata, un riflesso del passato."
Rimasi senza parole, confuso e affascinato. Cercai di capire quelle parole, e gli chiesi: "Un riflesso del passato? Cosa significa?". L'uomo sospirò prima di continuare: "Nel fluire del tempo, le anime si sfiorano, si intrecciano, perdono il loro cammino e talvolta, come ora, trovano un varco."
Quelle parole risuonarono nella mia mente. Intuivo che quell'incontro non fosse casuale. Forse vedevo un legame nascosto, ignoto ma reale, parte di una storia appartenente anche a me. Una parte di me, pur cercando razionalità, era profondamente attratta da quel mistero. Mi chiesi se, attraverso quello specchio, potessi vedere frammenti del mio passato intrecciati con quel riflesso enigmatico.
"Non cercare di capire tutto razionalmente," aggiunse, interrompendo i miei pensieri. "Lascia che il cuore ascolti questi sussurri dimenticati. C'è sempre qualcosa da imparare dai riflessi del passato." Queste parole sembravano portare una saggezza inaspettata. Nonostante la stranezza della situazione, percepii una profonda verità in esse.
Gradualmente, il volto nello specchio iniziò a svanire, come nebbia dissolta dal sole. Ma una piccola scintilla di quella esperienza rimase con me. Avevo vissuto un evento straordinario, un incontro con un frammento di tempo al confine tra memoria e realtà.
Da quel giorno, ogni volta che mi specchio, cerco di vedere oltre la superficie, consapevole che esiste più di quanto possiamo percepire. Sebbene quel volto misterioso non sia più riapparso, ho ricevuto un dono prezioso: la consapevolezza che siamo tutti riflessi di qualcosa di misterioso e infinito.
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