La procedura tipicamente ariostesca di accostare registri linguistici: analisi della coppia pressoché sinonimica 'venne in furore' e 'matto'
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 31.01.2026 alle 14:20
Tipologia dell'esercizio: Esercizio per casa
Aggiunto: 29.01.2026 alle 9:46
Riepilogo:
Scopri come Ariosto accosta registri linguistici diversi e analizza la coppia sinonimica 'venne in furore' e 'matto' con esempi chiari e precisi.
Ludovico Ariosto, con il suo capolavoro "Orlando Furioso", è considerato uno dei maggiori poeti del Rinascimento italiano. Una delle sue caratteristiche distintive è l'abilità con cui gioca con i registri linguistici, accostandoli in modo originale e talvolta sorprendenti. Questo approccio è ben evidente nell'espressione "venne in furore e matto", che rappresenta un esempio emblematico della procedura tipicamente ariostesca.
Per comprendere appieno il significato e la portata di questa espressione, è utile innanzitutto esplorare i due termini che la compongono. La parola "furore" evoca un'intensità emotiva violenta e incontrollata; si tratta di una forza interna, quasi una possessione, che trascina l'individuo al di fuori di sé stesso. Al contrario, "matto" si riferisce alla pazzia, intesa come un distacco dalla razionalità e dalla norma. Anche se le due parole sembrano essere sinonimi, in realtà si riferiscono a due sfumature diverse di uno stato emotivo complesso, che amplificano la descrizione di una perdita di controllo totale.
Nel contesto dell'epopea cavalleresca, l'accostamento di "furore" e "matto" non serve solo a intensificare la rappresentazione del protagonista distrutto dalla gelosia, ma anche ad elevare il linguaggio a un livello drammatico e poetico. Questa accoppiata sinonimica è un chiaro esempio di paronomasia, una figura retorica basata sul suono per associarvi un significato più profondo. Ariosto, infatti, attraverso l'uso di una terminologia apparentemente simile, riesce a trasmettere la complessità e l'intricata natura delle emozioni umane, specialmente in situazioni di estrema sofferenza o passione.
L'abilità di Ariosto non si limita solo alle scelte lessicali, ma si manifesta anche nell'abilità di giocare con i registri linguistici. Nella stessa opera, riesce a oscillare tra il comico e il drammatico, il lirico e l’epico, creando un ritmo narrativo vario e dinamico. Questa versatilità consente all'autore di esplorare temi alti e nobili, come l’amore e l'onore, accanto a situazioni più leggere e umoristiche, spesso caricature del mondo cavalleresco. Un esempio lampante è la follia di Orlando, che nonostante il tema tragico, viene spesso descritta con una sottile vena di ironia, rendendo il personaggio sia eroico che vulnerabile.
La scelta di accostare registri diversi riflette anche le influenze culturali del tempo di Ariosto. Durante il Rinascimento, l’incontro e la fusione di differenti tradizioni letterarie e culturali stimolavano nuovi modi di espressione, e il "Furioso" ne è un'esemplificazione. In questo contesto, l'abilità di Ariosto di passare fluidamente da un registro all’altro era rivoluzionaria, costruendo un racconto che non era mai monotono o prevedibile.
Implicito in questo stile narrativo è anche il modo in cui Ariosto appella i suoi lettori. L'accostamento di registri linguistici facilita una sorta di dialogo con il pubblico, invitandolo a riflettere, interrogarsi, e registrare le trasformazioni emotive e psicologiche dei personaggi. Grazie a questa caratteristica, il poema diventa accessibile a una gamma più ampia di lettori, pur non rinunciando ad una ricchezza e profondità semantica.
In conclusione, la frase "venne in furore e matto" non è solo un semplice accostamento di termini, ma è rappresentativa della maestria di Ariosto nell'utilizzare i registri linguistici come strumenti per arricchire la narrazione. Attraverso il suo uso sapiente del linguaggio, l'autore riesce a catturare la complessità emotiva dei suoi personaggi, creando un mosaico di significati che risuona con la natura stessa dell’esperienza umana. Questo approccio innovativo non solo caratterizza l’opera di Ariosto come un classico della letteratura mondiale, ma continua a ispirare e affascinare lettori e studiosi di ogni epoca.
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