Maturità 2025: il ruolo e i poteri del presidente di commissione all'orale
Tipologia dell'esercizio: Saggio
Aggiunto: oggi alle 9:24
Riepilogo:
Scopri il ruolo e i poteri del presidente di commissione all’orale della maturità 2025 per affrontare al meglio l’esame con sicurezza e consapevolezza 📚
Orale maturità 2025: cosa può fare il presidente di commissione
L'esame di maturità rappresenta, da generazioni, uno degli snodi fondamentali del percorso formativo degli studenti italiani. Simbolo di un passaggio, quasi un rito di iniziazione al mondo adulto, la maturità viene carica di aspettative, pressioni e speranze sia da parte degli studenti che delle loro famiglie. L’orale, in particolare, riveste la funzione di momento risolutivo e sintesi degli anni trascorsi sui banchi di scuola, catalizzando emozioni, conoscenze, capacità di argomentazione e di collegamento interdisciplinare.
In questa cornice si inserisce una figura spesso poco visibile agli occhi del pubblico, ma di fondamentale importanza: il presidente di commissione. Non si tratta soltanto di un "controllore" burocratico, ma di un garante della regolarità e dell'equità del colloquio. Proprio per la delicatezza del suo compito, in vista della maturità 2025 – che si caratterizza per alcune novità e un ritorno a pieno regime dopo anni di adattamenti per cause sanitarie e logistiche – è utile soffermarsi sul ruolo del presidente: funzioni, responsabilità, influenza sul clima d’esame e impatto finale.
Attraverso un’analisi attenta e aggiornata del quadro normativo e delle prassi, il presente elaborato intende offrire strumenti di comprensione e riflessione, utili sia ai maturandi sia agli insegnanti che li accompagnano verso l’orale.
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1. Il colloquio orale della maturità 2025: inquadramento
La prova orale dell’esame di Stato 2025 si conferma come uno step essenziale, articolato in fasi ben precise. Il colloquio, della durata variabile tra 40 e 60 minuti, si apre solitamente con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione e proposto al candidato al momento dell’esame: si può trattare di un testo, uno spunto iconografico, un problema scientifico o anche un progetto multidisciplinare.L’importanza attribuita all’orale è cresciuta nel tempo: se un tempo era un semplice “accertamento” di conoscenze individuali, oggi vuole essere dimostrazione delle competenze maturate e dell’attitudine al collegamento dei diversi saperi (non a caso, lo stesso Dante Alighieri nel “Convivio” elogia la capacità di “legare i saperi come perle in una collana di ragione”). La maturità 2025, inoltre, conferma la centralità dell’interdisciplinarità e sottolinea con nuove indicazioni ministeriali la necessità di valutare non solo la conoscenza mnemonica, ma anche la capacità argomentativa, critica e di cittadinanza attiva.
La commissione esaminatrice è composta da membri interni, individuati dal consiglio di classe, ed esterni, nominati dall’ufficio scolastico regionale. Al vertice di questo gruppo si trova il presidente di commissione, nominato anch’egli tra docenti di specifica esperienza e professionalità, spesso provenienti da altri istituti per garantire l’indispensabile imparzialità.
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2. Il presidente di commissione: ruolo e responsabilità
Nelle giornate dell’esame orale, il presidente indossa, metaforicamente, i panni dell’arbitro imparziale e del regista silenzioso. La sua prima funzione è quella di assicurare il rispetto delle procedure: verifica dell’identità dei candidati, regolare distribuzione dei materiali, preparazione degli ambienti e gestione rigorosa degli orari. Questa attenzione formale si unisce a una funzione di supervisione più sostanziale: il presidente deve vegliare sull’equità delle domande, sull’omogeneità tra i vari membri e sulle modalità di conduzione del colloquio, intervenendo ogni qualvolta ravvisi scorrettezze o atteggiamenti non consoni, anche tra i commissari.Fondamentale è anche il coordinamento delle fasi: è spesso il presidente a introdurre il candidato, a presentare la commissione e a segnare i passaggi tra le varie discipline. Conclude il colloquio con dichiarazioni ufficiali e, in caso di necessità, può sospendere la prova per imprevedibili motivi tecnici o sanitari.
Non meno incisiva la sua funzione di garante rispetto alle direttive ministeriali: deve sorvegliare che ogni regola, anche la più apparentemente minuta, sia rispettata. In questo senso, la sua presenza è una “cornice” di sicurezza giuridica per tutti gli attori coinvolti.
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3. Il garante dell’equità e della trasparenza
L’attività del presidente di commissione non si esaurisce nella semplice vigilanza. Egli è chiamato – a volte in modo quasi invisibile – a costruire le condizioni di un confronto sereno e paritario. Un ambiente austero o eccessivamente severo rischia di compromettere la performance perfino degli studenti più preparati. I presidenti più esperti sanno che anche un sorriso rassicurante, una parola detta nel momento giusto, il rispetto delle tempistiche possono incidere favorevolmente sul clima generale.Dal punto di vista formale, il presidente si assicura che le domande siano allineate al programma realmente svolto, lavorando in stretta sinergia con il coordinatore dei membri interni. È suo compito intervenire se rileva indirizzi troppo “faciloni” o, al contrario, eccessivamente inquisitori. In casi di contestazione da parte dei candidati – che, pur rare, possono presentarsi – il presidente ha la potestà di prendere decisioni immediate o di verbalizzare le osservazioni, garantendo che siano trattate con la giusta attenzione.
Rispetto al principio delle pari opportunità, il presidente gestisce la turnazione evitando discriminazioni di trattamento: ogni studente deve poter esprimere le proprie competenze senza sentire il peso di conflitti sotterranei o preferenze personali.
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4. La gestione del colloquio: presenza costante e discreta
Un buon presidente orienta, senza mai dominare, lo svolgimento orale. Al momento dell'avvio, accoglie il candidato con professionalità e illustra il materiale di partenza: che si parta da un brano di Pirandello, da un’immagine rinascimentale o da un problema matematico, dal modo di presentarlo dipende in parte la serenità con cui il maturando si avvicinerà alla sfida.Durante l’esposizione, il presidente custodisce il filo rosso tra le varie discipline; richiede approfondimenti, sollecita collegamenti, stimola se necessario una riflessione aggiuntiva sull’attualità o sugli elementi di cittadinanza. Importante è la sua capacità di vigilare sui tempi: non ci devono essere soste o interruzioni inutili, ma nemmeno eccessive accelerazioni che penalizzano chi ha bisogno di qualche secondo in più per raccogliere le idee.
Non ultima la sua influenza sulla discussione degli elaborati scritti. Il presidente coordina la breve analisi dei testi svolti, chiedendo ai commissari di valorizzare il percorso globale, le competenze trasversali e le modalità d’espressione personale del candidato.
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5. Strategie e consigli: il presidente che aiuta (senza suggerire)
Il presidente di commissione non può – né dovrebbe – suggerire direttamente risposte o mettersi in posizione di eccessivo aiuto. Tuttavia, la sua esperienza può tradursi in pratiche preziose per il buon esito dell’esame: la scelta di un tono gentile e cordiale, l’invito a respirare e prendersi il tempo necessario prima di rispondere, persino piccoli “rituali” per distendere l’atmosfera (una breve presentazione informale iniziale, una domanda di apertura non eccessivamente ostica) contano più di mille spiegazioni teoriche sulla valutazione.Di fronte a un candidatoa in difficoltà, il presidente ha la possibilità di “spostare” la discussione su terreni più familiari, evitando giudizi palesemente punitivi e valorizzando, dove possibile, la costruzione di un ragionamento piuttosto che la sua completezza. “Non sempre l’erudizione coincide con la maturità”, scriveva Umberto Eco: anche una risposta incompleta, ma ben argomentata, merita considerazione.
Non meno importante è la gestione delle situazioni di ansia: suggerire di bere un po’ d’acqua, fare una breve pausa, rassicurare il candidato sull’assoluta normalità del “vuoto di memoria” sono strategie che, alla lunga, rafforzano l’immagine di un esame giusto.
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6. Il presidente di fronte agli imprevisti e alle situazioni particolari
L’esame orale non è immune da incidenti di percorso: richieste di sospensione, candidati che si emozionano oltre misura, necessità di interrompere per motivi tecnici (malfunzionamento del supporto audio/video, necessità di sanificazione improvvisa dell’aula), oppure ancora la presenza di studenti con bisogni speciali o DSA. In questi casi il presidente si muove con attenzione doppia: una verso il rispetto delle regole, l’altra verso il rispetto della persona.Per gli studenti con BES (bisogni educativi speciali), il presidente verifica che tutte le misure compensative e dispensative siano garantite secondo il PDP e, se necessario, interrompe il colloquio per consultare i documenti del caso.
Nel caso di contestazioni o rilievi post-esame, o ancora di valutazioni dubbie, è il presidente che guida la commissione verso una discussione equa e documentata, sollecitando giudizi motivati e trasparenti.
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7. L’incidenza del presidente sull’esito finale
Al termine di ogni sessione, la commissione si riunisce – generalmente in presenza dello stesso candidato – per la determinazione del voto del colloquio. Il presidente, pur non esprimendo giudizi singoli (specie se proveniente da altro istituto), coordina la discussione finale, sollecita oggettività e fa rispettare i criteri previsti dalla griglia ministeriale, che tende a valorizzare non solo le conoscenze, ma anche soft skills e capacità di argomentazione originale.Nel caso dell’assegnazione di punteggi “speciali” come la lode, il presidente verifica che tutti i requisiti previsti dalla circolare siano soddisfatti: media dei voti, punteggio pieno, assenza di debiti, regolarità nel percorso.
Di fatto, il presidente orienta il gruppo verso scelte condivise e motivate, facendo sì che la valutazione complessiva rifletta davvero il potenziale del candidato, scongiurando personalismi o derive arbitrarie.
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Conclusione
Il presidente di commissione resta una figura-chiave, spesso dietro le quinte, ma senza la quale la maturità non potrebbe dirsi veramente civile, regolare ed equa. Sul suo operato si fonda non solo il rispetto delle normative, ma anche la qualità dell’esperienza vissuta dagli studenti.Prepararsi all’esame conoscendo le sue funzioni, le sue strategie d’intervento e la “filosofia” che guida il suo agire è il presupposto per affrontare la maturità con consapevolezza e serenità: vedere nel presidente non un giudice distante, ma un garante è il primo passo verso una prova giusta.
La formazione dei presidenti di commissione e il confronto continuo tra docenti sono la chiave per migliorare ancora l’organizzazione e la percezione pubblica dell’esame. Così la maturità continuerà a essere, come auspicava Italo Calvino, “un vero specchio dell’intelligenza e del coraggio degli studenti italiani”.
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Allegati e appendici (estratti brevi)
Esempi di domande interdisciplinari equilibrate: - “Può collegare l’opera di Manzoni ai principali eventi storici dell’Ottocento?” - “In che modo i principi scientifici studiati in fisica hanno influenzato la letteratura del Novecento?” - “Quali legami individua tra il pensiero filosofico di Leopardi e quello dei filosofi illuministi francesi?”Comportamenti consigliati: - Presentarsi sempre in orario - Ascoltare con attenzione senza interrompere - Non suggerire risposte, ma proporre domande aperte
Modalità di valutazione del 100 e lode: - Media eccellente durante l’ultimo triennio - Punteggio massimo agli scritti e all’orale - Nessun debito formativo - Attribuzione solo su proposta unanime della commissione e approvazione del presidente
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Così, conoscendo ruoli, diritti e doveri di tutti, la maturità può davvero diventare non solo una prova, ma una conquista.
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