Letteratura del Settecento: contesto, movimenti e protagonisti
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 24.01.2026 alle 10:23
Tipologia dell'esercizio: Saggio
Aggiunto: 18.01.2026 alle 17:01
Riepilogo:
Scopri il contesto storico, i movimenti culturali e i protagonisti della letteratura del Settecento per approfondire questo cruciale periodo artistico italiano. 📚
La letteratura nel Settecento: contesto, movimenti e protagonisti
Introduzione
Il Settecento rappresenta, nella storia della letteratura italiana, un crocevia fondamentale che segna la transizione fra il mondo ancora legato alla tradizione e l’avvento di nuovi modi di intendere l’arte e la cultura. Nel corso di questo secolo, l’Italia — nonostante la frammentazione politica che la caratterizzava — divenne teatro di profondi cambiamenti: nacquero idee rivoluzionarie, si diffusero nuovi generi letterari e iniziarono a emergere figure d’autore che avrebbero segnato il panorama europeo. L’essenza della letteratura settecentesca si gioca sul delicato equilibrio tra il rispetto delle forme classiche — tipico dell’Arcadia e della cultura ancora legata all’antico — e il desiderio di rinnovamento, evidente nell’Illuminismo e nella crescente attenzione ai temi sociali, individuali e affettivi. In questo saggio analizzerò i principali fattori storici e culturali che determinarono l’aspetto della letteratura italiana del Settecento, i movimenti che animarono il secolo e gli scrittori che con le loro opere ne incarnarono lo spirito contraddittorio e fecondo.---
Il contesto storico-politico del Settecento italiano
Mutamenti geopolitici e influenze culturali
Il Settecento fu un periodo segnato da profondi rimaneggiamenti politici, che modificarono in maniera duratura la mappa dell’Italia. L’esito della guerra di successione spagnola e la conseguente Pace di Utrecht (1713) posero fine al dominio spagnolo sulla penisola: molti territori italiani passarono sotto influenza austriaca, come la Lombardia e il Ducato di Milano. A Napoli e a Parma si affermarono i Borboni, a Torino i Savoia ampliarono il loro potere, mentre Firenze passò sotto l’amministrazione dei Lorena. Venezia, pur mantenendo l’indipendenza formale della sua repubblica, cominciava a mostrare segni di declino.Questi mutamenti politici non rimasero senza conseguenze sul tessuto culturale: l’arrivo di riforme amministrative (soprattutto nei territori austriaci) creò terreno fertile per idee più moderne e razionali, mentre la crescente circolazione delle persone e delle idee favorì la nascita in Italia di centri culturali vivaci, tra cui si distinsero Milano e Napoli.
Trasformazioni sociali ed economiche
Parallelamente agli spostamenti politici, il Settecento fu teatro di una graduale ma importante ascesa della borghesia. Questo nuovo ceto sociale, emergente grazie allo sviluppo dei commerci e dell’imprenditoria, si fece promotore e consumatore di cultura; non a caso le accademie letterarie e le case editrici fiorirono proprio in questo periodo. Fra le conseguenze più rilevanti vi fu una maggiore democratizzazione del sapere: la stampa rese accessibili libri e giornali a una platea sempre più ampia, e le accademie divennero luoghi privilegiati per la discussione e l’elaborazione delle idee.Nei testi letterari questa trasformazione trova riflesso diretto. Personaggi borghesi divennero protagonisti di commedie e romanzi, le nuove istanze morali e sociali vennero discusse esplicitamente e l’ironia verso i costumi dell’aristocrazia si fece spesso tagliente, basti pensare alla satira sociale che anima la poesia di Parini o la commedia di Goldoni.
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I movimenti culturali e letterari del Settecento
La reazione al barocco e il ritorno al classicismo: l’Arcadia
Il secolo si apre con una decisa reazione contro gli eccessi del gusto barocco, giudicati oramai ridondanti e poco ancorati alla realtà. Il barocco, con la sua ricerca di spettacolarità e le sue immagini ardite, aveva dominato il panorama artistico e letterario nella seconda metà del Seicento. La fondazione dell’Accademia dell’Arcadia a Roma (1690) può essere considerata il simbolo di questo cambio di rotta: i suoi membri si proponevano di ritrovare la semplicità, la naturalezza e la limpidezza che avevano caratterizzato la poesia classica. L’Arcadia vedeva nei poeti del Trecento e del Quattrocento italiani, come Petrarca e Poliziano, il proprio modello.Le poesie arcadiche si ispirano a un ideale di equilibrio, in cui la bellezza si trova nella regolarità dei versi, nella chiarezza delle immagini e nella purezza del sentimento, lontano da ogni esagerazione. Questo ritorno al classicismo, però, non fu mai sterile aridità formale, ma una modalità di accesso alla poesia come esercizio d’armonia e di ragione, valori condivisi da molti intellettuali dell’epoca.
L’Illuminismo: la letteratura al servizio del progresso
Nella seconda metà del secolo, si diffonde in Italia la filosofia dei Lumi, importata dalle grandi capitali europee e patrocinata in modo particolare dalle élite riformatrici di Milano e Napoli. L'Illuminismo, movimento fondato sulla fiducia nelle possibilità della ragione e nella scienza, si accompagna alla critica verso qualsiasi forma di ignoranza, superstizione e ingiustizia. Gli intellettuali illuministi mettono la letteratura al servizio del progresso, utilizzandola per diffondere nuove idee e promuovere riforme sociali.Un esempio emblematico fu l’opera di Cesare Beccaria "Dei delitti e delle pene" (1764), nella quale la condanna della tortura e della pena di morte si fonda non su emozioni o credenze religiose, ma su un rigoroso ragionamento logico: la letteratura si fa qui strumento di intervento sociale. In parallelo si affermano nuove forme di espressione, come il saggio, la satira intelligente, il pamphlet, che riflettono una mentalità più attenta al raziocinio, alla laicità e alla dignità umana.
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Generi, temi e protagonisti della letteratura settecentesca
Il teatro: fra realismo e rinnovamento
Il teatro rappresenta forse l’ambito in cui il Settecento italiano si esprime con maggiore forza innovativa. Sotto la spinta delle nuove esigenze borghesi e dello spirito illuminista, si afferma la figura di Carlo Goldoni, autentico rivoluzionario della scena teatrale. Goldoni abbandona i tipi fissi e le situazioni stereotipate della commedia dell’arte, per dare vita a personaggi realistici, complessi, inseriti in trame quotidiane nelle quali il pubblico potesse riconoscersi. "La locandiera" è forse la sua opera più nota, perché mette in scena una protagonista femminile moderna, astuta e autonoma, e denuncia, spesso con garbata ironia, i vizi delle classi sociali.In tutt’altro registro si colloca Vittorio Alfieri, massimo esponente della tragedia italiana del secolo. Alfieri, ispirandosi ai modelli classici (Sofocle, Euripide, ma anche i grandi tragici francesi), rinnova la tragedia nazionale introducendo temi di libertà e di opposizione al potere tirannico, proiettando sulle scene una tensione morale e psicologica inedita. La sua scrittura, secca e concentrata, mira a scuotere lo spettatore, con l’intento di suscitare un senso di responsabilità e di riscatto personale e collettivo.
La poesia: critica sociale e sensibilità preromantica
Se, nei primi decenni del secolo, la poesia arcadica domina la scena, la seconda metà è testimone dell’emergere di una voce più critica e moderna: Giuseppe Parini. Ne "Il Giorno", Parini prende di mira l’aristocrazia milanese, mettendone in satira le vuote abitudini, l’ipocrisia e l’inutilità sociale. Parini sfrutta una lingua chiara e penetrante, ponendo la poesia a servizio della critica sociale, secondo un ideale che condivide con gli illuministi.Sul finire del secolo, Ugo Foscolo inaugura le grandi domande romantiche e introduce motivi di inquietudine esistenziale, rifacendosi a modelli europei (il "Werther" di Goethe) ma interpretandoli secondo la sensibilità italiana. Le sue "Ultime lettere di Jacopo Ortis", considerato il primo vero romanzo epistolare italiano, raccontano il dramma individuale dell’esilio e del conflitto tra aspirazioni personali e realtà storica, temi che anticipano la complessità del nuovo secolo.
Il romanzo: le prime sperimentazioni narrative
La nascita del romanzo moderno è uno degli eventi più significativi del Settecento, anche se in Italia questa forma letteraria si afferma più tardi rispetto ad altre nazioni europee. Tuttavia, già a fine secolo, autori come Foscolo si cimentano con strutture narrative nuove, basate sull’introspezione psicologica, il dialogo epistolare e la riflessione morale. Il romanzo beve alle fonti delle grandi novità illuministe, accoglie il tema dell’individualità, e si rivolge a un pubblico più vasto, curioso e assetato di emozioni e riflessioni sulla propria condizione.---
L’eredità della letteratura settecentesca
Il lascito della letteratura del Settecento italiana si riscontra in numerosi ambiti dell’Ottocento. La chiarezza e la semplicità conquistate dagli scrittori di questo secolo spianano la strada agli sviluppi successivi, soprattutto alla nascita del Romanticismo e all’inizio del Risorgimento. Gli ideali di libertà, giustizia, dignità personale difesi da Alfieri e Beccaria divengono patrimonio fondamentale delle generazioni future.Dal punto di vista stilistico, la progressiva semplificazione della lingua, la tensione tra classicismo e innovazione, la valorizzazione dell’individualità e il ruolo della letteratura come strumento di critica sociale, rappresentano conquiste che non andranno mai perdute, ma anzi diverranno pilastri della moderna identità culturale italiana.
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Conclusione
Il Settecento segna dunque, nella letteratura italiana, un secolo di svolta e di innovazione. Attraverso il dialogo fra le forme classiche dell’Arcadia, le istanze di riforma degli illuministi, la vivacità del teatro goldoniano, l’eroismo delle tragedie alfieriane e le inquietudini foscoliane, si svela un panorama ricco e contraddittorio. Al centro di tutto, il desiderio di comprendere l’uomo, la società e la storia attraverso le risorse della ragione e della sensibilità. La lezione del Settecento resta ancora oggi viva: è un invito a coniugare ragione e sentimento, tradizione e novità, nel segno di una letteratura che sa essere specchio e guida del proprio tempo.---
Spunti e strumenti per lo studio
Per approfondire lo studio del Settecento letterario risulta molto utile costruire mappe concettuali che colleghino eventi storici, movimenti culturali e figure d’autore. Un confronto diretto tra opere come "Il Giorno" di Parini e "La locandiera" di Goldoni consente di cogliere le differenti declinazioni della critica sociale, mentre l’analisi testuale degli scritti illuministici permette di verificare l’effettiva potenza polemica della parola. Val la pena inoltre esplorare il ruolo avuto dalle accademie e dalla stampa come agenti di rinnovamento, nonché confrontare i risultati raggiunti dalla letteratura italiana con quelli delle altre letterature europee contemporanee, per far emergere peculiarità e punti di contatto.In definitiva, il Settecento, più che un semplice periodo di transizione, fu una straordinaria palestra di idee e di stili, la cui eco si avverte ancora nel modo in cui leggiamo, pensiamo e scriviamo oggi.
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