Descrizione aulica e metaforica di un amore impossibile: una ragazza, la guardia del corpo, e il suo capo maledetto da un sortilegio che trasforma in oro tutto ciò che tocca.
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 20.02.2026 alle 14:43
Tipologia dell'esercizio: Saggio breve
Aggiunto: 18.02.2026 alle 12:06
Riepilogo:
Scopri come descrivere in modo aulico e metaforico un amore impossibile tra una guardia del corpo e un re maledetto dal tocco d’oro.
In un reame lontano, fra le montagne che si intingono nel cielo e i fiumi argentei che scorrono come fili di seta nella terra, si narrava di un giovane signore afflitto da una maledizione tanto splendente quanto crudele. Il suo nome era Edric, e la sua bellezza era paragonabile all'oro che malauguratamente dominava la sua esistenza. Ogni cosa che le sue mani sfioravano si tramutava in metallo prezioso, rigido e freddo, privo delle calde pulsazioni della vita. In questo desolato regno dorato, Edric viveva isolato, un re solitario su un trono di solitudine, incapace di sperimentare la pura tenerezza di un tocco umano.
A custodire la sua sicurezza e la sua fragile anima era assegnata Aylin, una giovane donna dalla tempra d'acciaio e dal cuore saldo come una fortezza. Il destino le aveva intrecciato le strade con un filo trasparente e resistente come il diamante, legandola al giovane signore in un sodalizio che sfidava il corso delle stelle. Aylin era la sua guardia del corpo, eppure anche il più tenace dei soldati non era immune al tocco dell'amore che sbocciava tiepidamente nel giardino del cuore, come un fiore che trova una breccia in una pietra.
Il loro amore era simile a una galassia lontana: brillante, irraggiungibile e circondato da un vuoto sterminato. Edric, colpito da un desiderio struggente, osservava Aylin con occhi di un blu profondo come l'oceano. Conosceva il peso del suo stesso sguardo, più gravoso di qualunque corona d'oro, eppure era completamente impotente di fronte all'attrazione che gli incendiava l'anima come fuoco inestinguibile. Ogni sorriso, ogni parola che Aylin gli dedicava erano per lui come ancore nella burrasca, eppure le sue mani rimanevano immobili lungo i fianchi, prigioniere della sua indomabile sciagura.
Aylin sentiva nelle profondità del suo essere un sentimento che la scuoteva come il vento scuote gli alberi nella tormenta. Era consapevole dei rischi di quell'amore che sbocciava tra le crepe del tormento di Edric, ma il suo cuore batteva per lui con la forza e la costanza di un tamburo di guerra. Riconosceva la distanza incolmabile che l'oro frapponeva fra loro, materiale inanimato e crudele carceriere del suo amato. Ma nei suoi occhi, intravedeva comunque un'anima pura e chiara, brillava come l'alba dietro le montagne di una notte interminabile.
In una sera in cui le stelle parevano vegliare immobili come sentinelle, Aylin trovò il coraggio di avvicinarsi a Edric. Poteva sentire nei suoi occhi un uragano silenzioso, un desiderio di liberazione che si rifrangeva come luce su uno specchio incrinato. "La nostra distanza è un'alba e un tramonto," gli sussurrò, "divisi da un giorno in cui non potremo mai vivere, eppure nei miei sogni siamo sempre insieme."
Edric chiuse per un istante gli occhi, lacerato dal desiderio che pulsava nelle sue vene come oro fuso. Avrebbe dato tutto per poter toccare Aylin, per sfiorarne il volto senza timore di trasformare la sua bellezza in una fredda scultura. "Siamo come il sole e la luna," rispose con una voce grave come il tuono, "guardiani del giorno e della notte, sempre vicini ma destinati a mai toccarci."
Nonostante fossero consapevoli della natura impossibile del loro amore, entrambi scelsero di cullarsi in esso come in una melodia lontana, inascoltata dai venti del tempo e della materia. Le loro anime si intrecciavano in un abbraccio etereo, più solido di qualsiasi legame terreno. Insieme, affrontavano il mondo dorato di Edric e l'amara dolcezza di un amore che trovava la sua forza proprio nella propria impossibilità.
E così, giorno dopo giorno, Aylin e Edric continuarono la loro danza di circospetti sguardi e parole ardenti, fiammelle che sfidavano l'implacabile gelo dell'oro. E anche se condannati a non potersi mai sfiorare, sapevano che il loro amore non era prigioniero delle leggi terrene, ma librava alto nel cielo, al di sopra delle stelle stesse, fiero e libero.
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