Racconto con protagonista una piuma posata sul cofano di una macchina al lavaggio: il narratore vede nella schiuma del carwash figure di fantasia e per un attimo entra in una dimensione surreale; alla fine, con il risciacquo, ritorna alla realtà
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: ieri alle 11:40
Tipologia dell'esercizio: Saggio breve
Aggiunto: 26.01.2026 alle 9:55
Riepilogo:
Scopri come una piuma sul cofano in un lavaggio auto trasforma la realtà in un mondo surreale attraverso immagini di fantasia e riflessioni profonde.
Il sole del primo pomeriggio brillava intensamente sul quartiere, rendendo le strade scintillanti e vibranti di vita. I raggi di luce rimbalzavano sui vetri delle auto in transito e si riflettevano nello sguardo assorto del narratore. In lontananza, il cartello luminoso del lavaggio auto lampeggiava invitante, promettendo di riportare le carrozzerie al loro antico splendore. Era una giornata come tante, ma un dettaglio apparentemente insignificante avrebbe mutato, per qualche istante, la percezione della realtà.
Apparve adagiata sul cofano di una vecchia utilitaria che si dirigeva verso il tunnel di schiuma e spazzole: una piuma bianca, leggera e diafana. Sembrava essersi posata lì per caso, e il narratore, che osservava la scena da qualche metro di distanza, ne fu subito catturato. La piuma si stagliava netta contro la vernice azzurra dell’auto, un contrasto pittorico che ricordava i quadri impressionisti, dove i tocchi di colore creano una realtà quasi onirica. Mentre l'automobile avanzava lentamente nel lavaggio, la piuma restava immobile, come se volesse partecipare anch'essa a quel bagno artificiale.
L'acqua iniziò a scorrere, e il sapone si spargeva generosamente, avviluppando l'auto in una coltre biancastra che presto si trasformò in una danza di bolle e riflessi iridescenti. Il narratore, seguendo il percorso del sapone con gli occhi, si ritrovò catturato da quel vortice rilucente. Gli apparve allora un mondo di fantasia, in cui la schiuma prendeva forma e vita propria: divenne un tappeto di nuvole su cui danzavano figure mitologiche, una sorta di carnevale etereo che scatenava l’immaginazione.
Ora un drago argentato emergeva dai flutti canditi, spalancando le fauci in un grido silenzioso, mentre accanto una sirena dai capelli di perla cantava un’armonia invisibile che riempiva l’aria di un senso di pace e meraviglia. Un cavaliere bianco, a cavallo di un destriero incantato, solcava l'orizzonte di fiocco in fiocco, in una peregrinazione senza fine. I confini della realtà si erano dissolti, gli occhi del narratore si erano fatti prisma di un universo nuovo, dove il tempo era sospeso e ogni certezza rimandata. Era un ritorno all'infanzia, a quei giochi di chiaroscuri che rimodellano il mondo interiore dei bambini.
E la piuma? Essa non era più quella macchia sull'azzurro del cofano: si era trasfigurata in un delicato angelo custode delle speranze perdute, uno spirito viandante tra la materia e il sogno. Ondeggiando dolcemente, pareva dialogare con le anime nate dalla schiuma, raccontando storie di mondi lontani e di spiriti che solcano i venti. Il narratore percepiva un legame inspiegabile con quel piccolo frangente di universo; la sua mente era abbandonata, libera di vagare senza le catene del reale.
Ma il tempo, inesorabile ed equo, riprende sempre il suo corso. Una cascata d’acqua pura scese sul cofano e sulla carrozzeria, dissolvendo la schiuma, inondando tutto di limpidezza e trasparenza. Il flusso continuo, come un fiume che interrompe il sogno del viaggiatore, riportò il narratore alla realtà tangibile. Il drago era scomparso, la sirena taciuta, il cavaliere sfumatosi nel bianco dell’oblio, e l’angelo, quella piuma ora tremula, veniva portata via dalla corrente, verso nuovi destini.
L'auto uscì dal lavaggio lucente, e il vetro rifletteva ora il cielo blu e infinito sopra. Il narratore restò immobile, contemplando la scena e il ritorno alla quotidianità. Tuttavia, un sorriso aleggiava sulle sue labbra: aveva fatto un breve viaggio attraverso il velo del reale, un pellegrinaggio verso l’assurdo che, anche se svanito nella chiarezza della ragione, aveva lasciato una dolce eco nel suo spirito. Il mondo, con le sue infinite sfaccettature, continuava a raccontare storie, e lui, con rinnovata curiosità, attendeva di scoprire la prossima piuma posata sul suo cammino.
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