Richiesta di incontro del consiglio di classe riguardo ai comportamenti oppositivi dell'alunno G.
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 15.01.2026 alle 15:44
Tipologia dell'esercizio: Relazione
Aggiunto: 23.12.2024 alle 21:00
Riepilogo:
Scopri strategie e il piano d'intervento proposti dal consiglio di classe sui comportamenti oppositivi dell'alunno G, con osservazioni e azioni pratiche utili.
In data 06 dicembre c.a., alle ore 15.00, si è riunito il consiglio di classe per discutere una problematica rilevante emersa durante il corso dell’anno scolastico, ovvero i frequenti comportamenti oppositivi dell’alunno G., che hanno significativamente alterato lo svolgimento delle attività didattiche quotidiane. La riunione ha previsto la partecipazione di tutti i docenti del consiglio di classe, oltre che del coordinatore e della figura di supporto psicopedagogico dell’istituto.
Gli interventi iniziali hanno riguardato la dettagliata descrizione dei comportamenti dell'alunno G., fornita dai docenti attraverso testimonianze dirette avvenute nel corso dei trimestri. È emerso un quadro caratterizzato da atteggiamenti di sfida verso l'autorità degli insegnanti, manifestazioni di rifiuto delle istruzioni, e una costante mancanza di rispetto delle regole stabilite in aula. Tali comportamenti hanno, infatti, non solo compromesso il normale funzionamento delle attività didattiche, ma hanno anche reso l’ambiente educativo meno coeso e sereno.
Nella discussione è stato posto in evidenza come i comportamenti dell’alunno G. difficilmente possano essere etichettati come manifestazioni isolate o occasionali. I docenti hanno sottolineato una ripetitività di tali atteggiamenti, osservati in diverse materie e contesti disciplinari, suggerendo così una radicata difficoltà a rispettare le norme di convivenza e a riconoscere l'autorità scolastica. Pertanto, appare essenziale considerare queste condotte come un tema persistente piuttosto che un comportamento episodico.
Di particolare rilevanza è stata la relazione della psicopedagogista, che ha condiviso le osservazioni raccolte durante le attività di monitoraggio dell’alunno G. Negli incontri individuali con il ragazzo, sono emerse difficoltà di regolazione emotiva e una predisposizione al confronto piuttosto che al dialogo costruttivo. La psicopedagogista ha sottolineato l'importanza di interpretare questi comportamenti alla luce delle dinamiche emotive sottostanti, invitando il consiglio a considerare strategie che possano offrire supporti emozionali e relazionali più efficaci all’alunno.
Il discorso si è poi orientato sulla difficoltà dell’alunno G. a interagire in maniera appropriata con i compagni di classe. Alcuni docenti hanno riportato episodi di scontri verbali con altri studenti e una generale incapacità di lavorare in gruppo in modo collaborativo. Tali difficoltà relazionali contribuiscono ulteriormente a creare un clima disarmonico in aula, generando tensioni tra gli studenti e minando il senso di comunità e appartenenza alla classe.
Durante la seduta, è stata inoltre affrontata la questione della presa in carico del problema non solo a livello individuale, ma come un'opportunità di crescita per l'intero gruppo classe. Si è discusso, infatti, della possibilità di implementare un programma di educazione socio-emotiva che possa coinvolgere tutti gli studenti, promuovendo così abilità come l'empatia, il rispetto reciproco, e la risoluzione pacifica dei conflitti.
Oltre alle considerazioni didattiche ed educative, il consiglio di classe ha riconosciuto l'importanza di coinvolgere le famiglie nel percorso di miglioramento del benessere scolastico dell’alunno G. È stato deciso di organizzare incontri regolari con i genitori per costruire un piano d'azione condiviso, centrato sul supporto alle difficoltà e sulla valorizzazione delle potenzialità del ragazzo.
La riunione si è conclusa con la proposta di elaborare un percorso personalizzato che preveda un monitoraggio continuo e un dialogo costante tra tutte le figure educative coinvolte. È stato sottolineato l’obiettivo di riconoscere non solo le difficoltà di G., ma anche di cogliere le sue risorse personali, al fine di favorire un percorso di crescita personale e scolastica soddisfacente.
Infine, i risultati del consiglio sono stati sintetizzati in un verbale che verrà condiviso con il dirigente scolastico e con il personale interessato, assicurando che le misure decise siano coerentemente applicate e valutate nel breve e lungo termine. L’auspicio comune è che queste azioni possano riportare equilibrio nel clima classe, contribuendo al successo formativo e umano dell’alunno G. e dei suoi compagni.
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