Angelica e Medoro nell'Orlando Furioso: studio critico, parafrasi e commento
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 23.01.2026 alle 18:08
Tipologia dell'esercizio: Analisi
Aggiunto: 22.01.2026 alle 5:52
Riepilogo:
Scopri l'analisi critica, la parafrasi e il commento su Angelica e Medoro nell'Orlando Furioso per comprendere questo episodio chiave del Rinascimento italiano.
Angelica e Medoro: analisi, parafrasi e commento
Introduzione
Il Rinascimento italiano fu un periodo di sorprendenti novità artistiche, culturali e letterarie. In questo contesto fiorì Ludovico Ariosto, autore dell’"Orlando Furioso", uno dei capolavori indiscussi della letteratura italiana rinascimentale. Pubblicato per la prima volta nel 1516 e poi ampliato e rivisto, il poema si colloca pienamente nella tradizione epico-cavalleresca, ma ne sovverte molti elementi, inserendo tratti ironici, psicologici e moderni.Il XIX canto, al centro del poema, narra la storia d’amore fra Angelica, principessa dell’India, e Medoro, giovane e umile soldato saraceno. Per la prima volta nel Furioso l’amore si svincola dalla mera idealizzazione cortese e trova uno spazio concreto e realistico. Angelica, inseguita invano da cavalieri valorosi e ossessionati (Orlando, Sacripante tra gli altri), si innamora invece di un eroe modesto. Questo episodio non è solo una parentesi sentimentale: è un significativo rovesciamento delle abitudini letterarie e dei valori cavallereschi, raggiungendo profondità simboliche e sociali del tutto nuove.
In questo saggio intendo analizzare la struttura metrica e linguistica delle ottave dedicate ai due amanti, proporre una parafrasi dettagliata dei passi principali, offrire un’interpretazione critica dell’episodio e confrontare Angelica e Medoro con altri celebri amori della letteratura italiana tradizionale. Ci soffermeremo anche sulle strategie stilistiche e retoriche di Ariosto, alla ricerca dei motivi più profondi di questa storia.
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Prima Parte: Analisi metrica e stilistica
Il cuore della poesia ariostesca abita nella metrica dell’ottava: ogni strofa è composta da otto versi endecasillabi rimati con lo schema ABABABCC. Questa scelta deriva dalla tradizione della poesia epico-cavalleresca italiana (Boiardo, Pulci) e conferisce al testo una musicalità scandita ma variabile, adatta sia alle narrazioni epiche che alle scene più delicate e sentimentali.Lo schema rimico, con la cesura finale dei due versi a rima baciata, permette ad Ariosto la chiusura o l’incalzare ironico-deliberato degli argomenti. A confronto, la canzone petrarchesca aveva prediletto forme più libere come il sonetto, meno adatte però alla narrazione distesa. La struttura in ottave consente invece una narrazione continua, dove il passaggio dal discorso epico a quello lirico-pastorale avviene con grande naturalezza.
Dal punto di vista delle figure retoriche, Ariosto mostra una padronanza straordinaria: utilizza la metafora ("piaga", "fiamma") per rendere visibile il dramma sentimentale; le similitudini abbondano soprattutto nelle descrizioni paesaggistiche e negli stati d’animo; l’ossimoro appare nel contrasto tra pietà e amore, tra impulso e ragione; infine, l’ironia pervade la narrazione, alleggerendo o smascherando atteggiamenti e valori consolidati.
Il tono oscilla sapientemente dal malinconico al giocoso, dal sublime al quotidiano. L’uso di termini raffinati e colti si alterna a immagini semplici e pastorali, specie nel racconto della vita di Medoro e Angelica tra i pastori, dove anche il registro del linguaggio si adatta alla nuova naturalità della situazione.
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Seconda Parte: Parafrasi e spiegazione del testo
Il primo incontro e la ferita di Medoro
Angelica, ormai fuggiasca in una terra sconosciuta, si imbatte in Medoro: il giovane è gravemente ferito nella battaglia e si trova in una condizione di totale debolezza. Scena immersa in un ambiente pastorale, con la natura che fa da cornice silenziosa. Angelica, nonostante sia una principessa, si sacrifica con cura e meticolosità, applicando unguenti e rimedi—gesto che richiama le conoscenze esotiche attribuitele spesso dai poeti, affascinati dalla sua alterità.*Parafrasi*: Angelica si prende premurosamente cura di Medoro, usando tutto il suo sapere. Lo conduce nella semplice dimora di un pastore, dove veglia sulle sue ferite giorno e notte, quasi dimenticando il proprio rango.
Dalla pietà all’amore
Inizialmente è la compassione a guidare Angelica nelle sue cure, ma presto il sentimento muta: le attenzioni trasformano una semplice pietà in un amore profondo e travolgente. Ariosto descrive questo passaggio psicologico e sensuale con la metafora della ferita: così come Medoro soffre nel fisico, Angelica inizia a sentire un dolore nuovo, impalpabile, che la conquista.*Parafrasi (ottave 26-29)*: Angelica, commossa dal dolore di Medoro, si accorge che in lei nasce una "piaga", ovvero una ferita interiore, quella dell’amore. Senza più controllo, si abbandona alle emozioni che crescono giorno dopo giorno.
La dichiarazione e il gesto rivoluzionario
L’elemento più sorprendente di questo episodio è l’iniziativa amorosa di Angelica: superando il pudore e il freno imposto alla donna nei codici cortesi, dichiara apertamente i propri sentimenti. Ariosto sottolinea il coraggio e la libertà con cui Angelica agisce, in un gesto poetico quasi "scandaloso" per l’epoca.*Parafrasi*: Angelica, vinta dalla passione, si dichiara a Medoro, mettendo da parte ogni vergogna. Non è più simbolo di donna da conquistare e idolatrare, bensì soggetto attivo del proprio amore.
Il matrimonio e la felicità idillica
Angelica e Medoro, lontani dagli occhi del mondo, celebrano una sorta di matrimonio "privato". Vi è tutto il sapore di una nuova realtà borghese e pastorale, fatta di piccole abitudini e gesti quotidiani: incidono i loro nomi sugli alberi a testimonianza della loro unione, vivono ospiti di un pastore, costruendo un piccolo mondo felice.*Parafrasi*: I due amanti danno dignità al loro amore tramite un'unione solenne e sincera, pur diversa dalle nozze ufficiali dei principi. Vivono la semplicità della natura e la felicità domestica, lontano dagli sfarzi e dai conflitti della corte.
Il ritorno di Angelica in Oriente
Dopo questo periodo idilliaco, Angelica decide di lasciare l'occidente, portando con sé Medoro. È un addio definitivo al mondo epico-cavalleresco: abbandona i cavalieri, le guerre e i giochi di potere per immergersi in una dimensione più intima e autentica, segno di una scelta consapevole e autonoma.*Parafrasi*: Angelica, ormai unita a Medoro, parte per il suo regno e lo porta con sé, facendo della loro storia d’amore una pagina conclusa, fuori dal poema principale.
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Terza Parte: Commento e interpretazione critica
Il sentimento amoroso: fra normalità e inversione delle regole
L’amore tra Angelica e Medoro si presenta, in apparenza, con i connotati della normalità: corteggiamento, promessa di fedeltà, quella che, in altri casi, sarebbe la cronaca banale di una storia privata. Tuttavia, in un poema dominato da passioni impossibili e da amori tragici, questa normalità diventa rivoluzionaria. Ariosto guarda oltre gli schemi petrarcheschi degli amori irraggiungibili: qui non ci sono sospiri senza speranza, ma una concretezza domestica, quasi quotidiana.La novità assoluta è il protagonismo femminile: Angelica rovescia strutture secolari, prende l’iniziativa, trasforma Medoro da oggetto passivo di salvataggio a compagno pienamente coinvolto. Inoltre, il ribaltamento di status sociali—con una principessa che sposa un semplice soldato—ironizza sulle pretese di nobiltà, introducendo una tematica di uguaglianza e realismo poco comune nei poemi d’armi.
Superamento dell’amor cortese
Nel Furioso l’amore cortese è incarnato da Orlando, che, fedele servitore e innamorato senza speranza, rappresenta l’ideale cavalleresco del sacrificio sentimentale. Tuttavia, Ariosto decide di abbandonare queste regole: Angelica non premia né la bravura né la costanza dei cavalieri, bensì un legame spontaneo, irrazionale, tutto umano. L’ironia di Ariosto traspare quando mostra i grandi eroi (Orlando, Sacripante, Rinaldo) derisi da un amore che trovano ovunque meno che nel proprio cuore.Attraverso il racconto di Angelica e Medoro, l’“eroismo” amoroso si sgonfia: la fuga dai conflitti, il rifugio tra i pastori e i gesti quotidiani segnano una disillusione rispetto ai codici antichi. Ariosto sembra dire: la vera felicità, nel rinascimento ormai stanco delle imprese cavalleresche, sta nella semplicità di una vita condivisa.
Simbolismo e implicazioni sociali
La cura della ferita assume qui valore simbolico: la guarigione di Medoro corrisponde alla "nascita" dell’amore, mentre la piaga di Angelica indica la sofferenza ma anche la felicità inaspettata. La natura, con i suoi ritmi e i suoi paesaggi, è contrapposta alla confusione delle corti: la scelta della vita campestre e del matrimonio segreto rappresenta il riscatto dell’individuo rispetto ai vincoli sociali.A livello sociale, Ariosto coglie la tensione tra vecchio e nuovo: la dimensione privata dell’amore si fa centrale, quasi a preannunciare una borghesia affettiva che crescerà nel secolo successivo. L’ironia dell’autore destabilizza i lettori affezionati alla grande epica, ma apre anche a una riflessione tutta moderna sul senso delle passioni e sull’autonomia dei personaggi.
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Quarta Parte: Confronti e approfondimenti
Il rapporto Angelica-Medoro si discosta nettamente dalle relazioni tradizionali presenti nel poema e nella letteratura precedente. Se pensiamo all’amore di Orlando per Angelica, dominato dalla follia e dall’impossibilità, appare ora quanto mai vano e grottesco rispetto alla naturalezza di Angelica e Medoro. Così anche il modello petrarchesco—Laura come simbolo inafferrabile, l’amore come tensione continuamente frustrata—si spegne dinanzi al racconto fresco e terreno ideato da Ariosto.Narrativamente, la vicenda dei due amanti costituisce il motore della follia di Orlando: la scoperta dell’amore fra Angelica e Medoro è la causa diretta della sua perdita della ragione, evento centrale nello sviluppo del Furioso. Senza questa storia, la trama stessa del poema cambierebbe radicalmente.
Sul piano culturale, la fortuna di Angelica e Medoro è testimoniata nei secoli successivi: la loro iconografia ha ispirato pittori come Tiepolo e pittori romantici; sono state scritte commedie, imitazioni e persino opere liriche in cui la loro vicenda assume diversi significati, dalla celebrazione dell’amore naturale alla critica sociale.
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Conclusione
L’amore tra Angelica e Medoro rappresenta una svolta cruciale nell’Orlando Furioso e nella tradizione letteraria del nostro paese. Ariosto rompe con la tradizione dell’amor cortese ed epico, offrendo una visione disincantata ma autentica del sentimento umano: la felicità non sta nella sofferenza né nell’eroismo, ma nell’accettazione dell’istinto e della semplicità.La storia invita a riflettere sulla modernità dei sentimenti, sulla libertà individuale (specie femminile) e sulla tensione tra norme sociali e passioni personali. Angelica e Medoro fuggono la scena epica, preferendo la vita vera: con questo gesto Ariosto anticipa i grandi temi della narrativa moderna, dove ciò che conta non sono solo i trionfi pubblici, ma anche la quiete privata.
Resta aperta la domanda sul senso finale della loro fuga e sull’interpretazione moderna di questo amore: è davvero una soluzione al caos del mondo, o semplicemente un’illusione? Forse, come suggerisce Ariosto con la sua ironia, non esiste una risposta assoluta: l’amore, quando è vero, trova sempre la sua strada, anche a costo di lasciare dietro di sé eroi e poemi.
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