Maturità 2019: strategie e tracce possibili per l'analisi del testo
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 17.01.2026 alle 10:23
Tipologia dell'esercizio: Analisi
Aggiunto: 17.01.2026 alle 9:31
Riepilogo:
Scopri strategie per la Maturità 2019, tracce possibili e metodo pratico per l'analisi del testo, scelta della traccia, tesi, citazioni e gestione del tempo.
Prima prova maturità 2019: possibili tracce per l’analisi del testo
Introduzione
L’analisi del testo rappresenta una delle fasi più complesse e significative della prima prova dell’Esame di Stato, appuntamento fondamentale, quasi rituale, per ogni studente italiano. Si tratta infatti di un vero banco di prova, non solo sulla conoscenza della letteratura, ma anche sulla capacità di leggere tra le righe, interpretare, argomentare e scrivere in maniera consapevole e articolata. Questo saggio mira a proporre un metodo pratico e personale per affrontare una traccia di tipo A (analisi del testo), offrendo strategie per la selezione della traccia più adatta, la costruzione di una tesi solida e argomentata, l’analisi integrata degli elementi formali e contenutistici e il corretto impiego del tempo a disposizione. La trattazione toccherà, in sequenza, i momenti cruciali: la scelta iniziale, le tecniche di lettura e annotazione, la contestualizzazione, la stesura e revisione del testo finale, con attenzione costante alle esigenze valutative proprie del sistema scolastico italiano.---
Capire la consegna e scegliere la traccia giusta
Fondamentale, prima ancora di mettersi a scrivere, è capire bene la consegna e selezionare con accortezza la traccia fra quelle proposte. Non di rado, la differenza tra un buon elaborato e uno mediocre si gioca proprio su questa scelta iniziale. Occorre dedicare i primi dieci minuti a una lettura attenta di tutte le tracce disponibili, senza lasciarsi influenzare da ansie o impressioni superficiali. È utile chiedersi: conosco bene l’autore? Ho familiarità maggiore con la prosa o con la poesia? Quali sono i miei punti di forza in rapporto agli argomenti proposti?Se, ad esempio, tra le tracce compare un brano di Ungaretti e un estratto di Moravia, la decisione può dipendere dal grado di conoscenza delle opere e del contesto, ma anche dalla sicurezza con la quale si è in grado di individuare almeno tre-quattro citazioni utili e pertinenti. Altre domande che aiutano nella scelta sono: posso esprimere una tesi chiara e personale su questo testo? Possiedo riferimenti storici o biografici che rafforzino la mia visione? Ci sono passaggi particolarmente oscuri o ambigui che potrebbero costare troppo tempo? Il consiglio d’oro è sempre quello di preferire la traccia che consente di argomentare con materiali solidi, dove il rapporto fra forma e significato offre appigli chiari.
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Strategia di lettura e annotazione rapida
Una volta selezionata la traccia, inizia la fase di immersione nel testo. La prima lettura va condotta rapidamente, per cogliere la tonalità di fondo, l’atmosfera generale e gli snodi principali del discorso. Non bisogna fermarsi sui dettagli: l’importante è farsi un’idea d’insieme e cogliere il “respiro” del testo.Segue una seconda lettura, questa volta accompagnata da annotazioni a margine: si sottolineano parole chiave, immagini forti, espressioni insolite, si cerchiano le figure retoriche, si numerano i passaggi da citare. Può essere d’aiuto adottare un metodo schematico: un asterisco (*) per segnare i punti di svolta tematica, un punto esclamativo (!) per le immagini particolarmente incisive, un punto interrogativo (?) accanto a eventuali ambiguità su cui vale la pena soffermarsi più avanti. Nei margini si può riassumere il senso di ogni paragrafo o strofa in poche parole chiave.
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Contestualizzazione: inserire informazioni essenziali
Prima di imbarcarsi in una lunga rievocazione della storia letteraria, occorre ricordare che la contestualizzazione serve solo a inquadrare la lettura critica. Nell’introduzione bastano pochi cenni: l’anno di pubblicazione, il movimento letterario di appartenenza, una caratteristica fondamentale della poetica dell’autore. Se si analizza un testo di Montale, ad esempio, si può menzionare il clima tormentato del primo Novecento, senza dilungarsi in discorsi generici, ma legando il dato storico direttamente alla chiave di lettura proposta.---
Costruire la tesi interpretativa
Il cuore dell’analisi è la tesi, ovvero l’ipotesi che sostiene e guida l’intero lavoro. Una buona tesi risponde in una frase a due domande: di cosa parla davvero il testo e perché l’autore fa determinate scelte stilistiche e formali. Meglio evitare interpretazioni troppo generiche (“il testo parla della solitudine”), preferendo letture più precise e motivabili (“il poeta utilizza una struttura spezzata per comunicare la frattura fra memoria e presente, evidenziando la solitudine come condizione esistenziale e storica”). È importante che la tesi sia originale, ma anche sostenibile con prove testuali: non si tratta di inventare nuovi significati a tutti i costi, ma di offrire uno sguardo personale, fondato però su elementi concreti. Già nell’introduzione si possono anticipare brevemente le principali direzioni argomentative che si intende seguire.---
Analisi formale e strutturale
La seconda parte consiste nello smontare il testo nelle sue componenti essenziali. Se ci si trova di fronte a un testo poetico, si studia l’organizzazione delle strofe, lo schema metrico, le eventuali rime, la presenza di enjambement, l’andamento ritmico e la distribuzione delle immagini. In un testo in prosa, invece, andranno indagati i paragrafi, il punto di vista, il tipo di narratore (interno, esterno, onnisciente), l’uso del discorso diretto o indiretto.Ad esempio, in un brano di Elsa Morante, la scelta di una focalizzazione interna può avere un impatto decisivo sul coinvolgimento emotivo del lettore, mentre in poeti come Saba, la semplicità della forma rimanda a un intento di autenticità. Bisogna sempre interrogarsi sul perché di certe scelte e sui loro effetti.
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Analisi linguistica e retorica
Un’analisi del testo veramente incisiva passa inevitabilmente per l’osservazione del lessico e della sintassi. È importante notare il registro (colloquiale o elevato), la ripetizione di particolari parole, l’uso di immagini legate ai sensi (profumi, suoni, colori), la costruzione delle frasi (brevi e spezzate o lunghe e complesse). Nella prosa, il ricorso alla paratassi o all’ipotassi può produrre effetti di accelerazione o rallentamento del racconto; in poesia, l’uso di figure come la sinestesia, l’anastrofe o la litote aggiunge profondità ai versi.Non vanno trascurate le figure di suono: allitterazioni, assonanze, pause, e il ruolo che hanno nel rendere, ad esempio, la musicalità malinconica di alcuni componimenti di Quasimodo o il ritmo incalzante di certi passaggi danteschi.
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Tematiche, simboli e motivi ricorrenti
Un caposaldo dell’analisi italiana è la capacità di cogliere, oltre al tema centrale, le sue articolazioni e variazioni. Occorre individuare simboli chiave (ad esempio, la “luce” come ricerca di verità o la “tempesta” come disordine interiore), ricollegandoli a motivi ricorrenti nell’opera stessa o nella produzione complessiva dell’autore. Nella narrativa novecentesca, ricordiamo la frequente dicotomia tra memoria personale e memoria collettiva, tipica ad esempio in Pavese; nella poesia del dopoguerra, la ricerca di identità o il senso di alienazione.A seconda delle proprie conoscenze, si può sostenere un’interpretazione sociale, psicologica o esistenziale, ma sempre motivando con esempi tratti dal testo.
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Collegamenti e contestualizzazioni estese
Se appropriato, si possono inserire brevi riferimenti intertestuali ad altri autori, opere, eventi o momenti storici. Attenzione però: questi vanno usati con parsimonia e solo dove rafforzano la tesi. Un confronto tra la visione della natura in Leopardi e quella in Pascoli, ad esempio, può essere pertinente in certi casi, ma superfluo in altri.---
Uso delle citazioni
La citazione serve come prova, non come orpello stilistico. Si consiglia di usare tra le tre e le sei citazioni ben scelte, inserite nel discorso e accompagnate sempre da un commento che ne spieghi il significato. Le citazioni non vanno mai lasciate senza spiegazione. Si può ad esempio scrivere: «Il verso “E il naufragar m’è dolce in questo mare” (Leopardi) esprime la fusione tra spaesamento e piacere, chiave interpretativa del testo». Dove possibile, si indica il numero del verso o il paragrafo di riferimento.---
Costruzione della struttura del saggio
Un modello operativo può strutturarsi così: - Introduzione: collocazione, tesi, punti argomentativi. - Primo paragrafo: analisi strutturale/formale. - Secondo paragrafo: elementi linguistici e figurativi. - Terzo paragrafo: tematiche e simboli. - Eventuale quarto paragrafo: confronto o contestualizzazione, se pertinente. - Conclusione: sintesi dei risultati, forza della tesi, possibile apertura critica.Ogni paragrafo inizia con una frase che inquadra il contenuto, sviluppa l’analisi e si collega sempre alla tesi iniziale. I passaggi vengono legati da connettivi come “inoltre”, “allo stesso modo”, “in opposizione”.
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Stile e registro linguistico
Lo stile deve essere chiaro, formale ma non artificioso, evitando affermazioni assolute (“sempre”, “tutti”), preferendo invece verbi che suggeriscono una lettura critica: “evidenzia”, “allude”, “connota”, “contrappone”. Vietato ricorrere a frasi fatte o copiare interpretazioni da fonti esterne: ogni affermazione va, se possibile, riformulata e argomentata.---
Gestione del tempo durante l’esame
Un buon piano di lavoro può così essere suddiviso: - 10-15 minuti per la scelta della traccia e una lettura globale. - 15-20 minuti per la seconda lettura, le annotazioni e la progettazione dell’elaborato. - 3,5-4 ore per la scrittura vera e propria. - 30-45 minuti per la rilettura attenta e la correzione.In casi di tempo limitato, è meglio ridurre il numero di paragrafi e concentrarsi su una o due linee di argomentazione ben sostenute.
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Errori comuni da evitare
I principali scivoloni in cui si incorre sono: scegliere d’impulso la prima traccia senza averle lette tutte, scrivere una tesi generica, citare passaggi senza commentarli, dedicarsi eccessivamente al riassunto e poco all’analisi critica, inserire notizie contestuali non pertinenti o cedere a un linguaggio sciatto e disordinato.---
Preparazione preventiva
La preparazione inizia settimane prima. Da ripassare: schede sintetiche su almeno otto-dodici autori studiati, con tre citazioni chiave e una breve panoramica su temi, stile e collocazione storica. Allenarsi con sei-dieci tracce simulate, rispettando i tempi d’esame, e trasformare esercizi descrittivi in strumenti di analisi critica. È utile consultare antologie scolastiche e raccogliere brevi approfondimenti critici, specie su autori particolarmente “papabili” (ad esempio Svevo nel centenario della pubblicazione di “La coscienza di Zeno”).---
Criteri di valutazione
Il docente/commissario ricerca essenzialmente: coerenza interpretativa, uso pertinente delle citazioni, conoscenza del contesto e capacità di collegamenti, organizzazione logica, qualità della lingua e originalità dell’impostazione. Meglio sviluppare un’idea originale ben motivata che tentare di impressionare con citazioni mnemoniche e forzate.---
Due esempi di tracce sinteticamente sviluppate
Esempio 1: Poesia sulla memoria: Tesi: Il poeta utilizza immagini sensoriali e una struttura frantumata per evidenziare la distanza tra passato e presente. - Paragrafo 1: Analisi della struttura e del ritmo (suddivisione irregolare, pause); - Paragrafo 2: Lessico dei sensi (colori, suoni, odori) come strumenti evocativi; - Paragrafo 3: Significato simbolico delle immagini ricorrenti.Esempio 2: Brano in prosa sulla crisi d’identità sociale: Tesi: Il narratore adotta un distacco ironico, incrementando l’intensità della crisi del protagonista. - Paragrafo 1: Analisi del punto di vista (narratore esterno, focalizzazione zero); - Paragrafo 2: Uso di lessico ironico e strutture sintattiche paratattiche; - Paragrafo 3: Contestualizzazione storica e interpretazione del significato globale.
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Autovalutazione finale
Al termine, controllare di aver: - espresso una tesi chiara e ribadita; - commentato tutte le citazioni; - dato spazio all’analisi, non solo alla descrizione; - mantenuto coerenza stilistica e linguistica; - riservato tempo sufficiente per la revisione.---
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