Intervista impossibile alla Monaca di Monza: tratta dai capitoli 9 e 10 dei Promessi Sposi
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 24.01.2026 alle 14:23
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 17.01.2026 alle 15:37
Riepilogo:
Scopri l'intervista impossibile alla Monaca di Monza: analisi cap. 9-10 dei Promessi Sposi con spiegazioni chiare su vita, emozioni e ruolo di Gertrude
Oggi voglio raccontarvi di un'intervista impossibile con un personaggio molto interessante di un famoso romanzo italiano: "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni. Questo personaggio è la Monaca di Monza, il cui vero nome è Gertrude. La storia di Gertrude è narrata nei capitoli 9 e 10 del libro e ci permette di conoscere la sua vita e le sue emozioni in modo molto profondo.
Immaginiamo, dunque, di poter andare indietro nel tempo e di avere la possibilità di parlare con Gertrude, alias la Monaca di Monza.
Intervistatore: Buongiorno, Gertrude. Grazie per aver accettato questa intervista. Potresti dirci qualcosa della tua infanzia?
Gertrude: Buongiorno. L’infanzia per me è stata un periodo complicato. Sono nata in una nobile famiglia milanese, i cui membri erano molto ambiziosi. Fin da piccola, mi è stato indicato il convento come mio destino, anche se io avrei preferito vivere diversamente. Ma le decisioni erano prese dai miei genitori e io dovevo obbedire.
Intervistatore: Capisco. E com'è stata la vita in convento durante la tua giovinezza?
Gertrude: La vita in convento era molto diversa da quello che un bambino o una bambina potrebbe immaginare. Appena arrivata, ho capito che non era il posto dei sogni che qualcuno mi aveva descritto. Era un ambiente rigido, fatto di regole ferree. Per una ragazzina che sognava avventure e indipendenza, era soffocante. Ma non avevo scelta, dovevo accettare quelle regole e cercare di vivere al meglio delle mie possibilità.
Intervistatore: C'è stato un momento in cui hai sperato di poter cambiare il tuo destino?
Gertrude: Certo. Ricordo un periodo della mia vita in cui mi sono ribellata a quel destino già scritto. Ho cercato di mostrare alla mia famiglia che potevo essere felice al di fuori del convento. Tuttavia, la pressione era forte e, alla fine, ho dovuto desistere. Avevo paura di deludere i miei genitori e la loro eventuale disapprovazione mi terrorizzava. Così, il tempo scorreva e io restavo bloccata in una vita che non avevo scelto.
Intervistatore: Puoi parlarci del tuo ruolo nel romanzo "I Promessi Sposi"?
Gertrude: Certamente. Nel romanzo, la mia storia si intreccia con quella dei protagonisti, Renzo e Lucia. È un incontro che avviene quasi per caso, ma diventa fondamentale per la trama. Lucia, in fuga dalle minacce di Don Rodrigo, viene accolta nel mio convento. Io la prendo sotto la mia ala protettrice, anche se ho i miei tormenti e il mio triste segreto che mi affliggono.
Intervistatore: Senza svelare troppo, puoi dirci qual è il tuo segreto?
Gertrude: È una parte dolorosa della mia vita. Casualmente incontro un uomo, Egidio, e tra noi nasce un amore proibito. È un rapporto clandestino che mi porta molti guai. Ho commesso errori che non posso cancellare, e vivere con il peso di quel segreto è dura. Quante volte ho desiderato tornare indietro e cambiare tutto!
Intervistatore: Guardando indietro, c'è qualcosa che cambieresti della tua vita?
Gertrude: Tante cose. Avrei voluto avere il coraggio di farmi ascoltare dalla mia famiglia e dal mio padre. Ed è chiaro che avrei fatto qualsiasi cosa per non cedere alle lusinghe di Egidio. Davanti ai miei errori miei, è difficile essere perdonata prima di tutto da me stessa. Ma nei rimorsi e nei ricordi, il tempo non torna davvero indietro.
Intervistatore: Un'ultima domanda: che cosa vuoi dire ai lettori di oggi a proposito della tua storia?
Gertrude: Vorrei dire che la mia storia è un avvertimento sui pericoli di vivere una vita che non ci appartiene. L’importanza di perseguire la propria felicità, di avere il coraggio di seguire il proprio cammino, e di imparare dai propri errori per poter crescere. Ognuno merita di essere ascoltato e di scegliere chi diventare.
Questa chiacchierata con la Monaca di Monza ci ha dato l'opportunità di riflettere sulla complessità della sua vita e sull'importanza di prendere decisioni per la propria felicità. Speriamo che la sua esperienza insegni a tutti noi l'importanza della libertà e della comprensione.
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