Un tema argomentativo ben strutturato sui moti risorgimentali e sull'unificazione italiana (1840-1870), con collegamenti a Manzoni
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Tipologia dell'esercizio: Tema di storia
Aggiunto: 3.05.2025 alle 22:13
Riepilogo:
Il Risorgimento (1820-1871) portò all’unità d’Italia grazie a moti, guerre, figure come Mazzini, Cavour, Garibaldi e all’influenza culturale di Manzoni.
I moti risorgimentali e l'unificazione italiana, che si svilupparono tra il 184 e il 187, rappresentano una delle fasi più decisive della storia d'Italia, caratterizzata da complessi intrecci politici, sociali e culturali. Questo periodo determinò la fine della frammentazione della penisola italiana e portò alla formazione del Regno d’Italia sotto la guida dei Savoia.
Il termine "Risorgimento" deriva dal verbo "risorgere" e indica la rinascita di una coscienza nazionale italiana e la volontà di liberarsi dalla dominazione straniera. All'inizio del XIX secolo, lo scenario italiano era caratterizzato dalla presenza di molteplici stati e dalla dominazione di potenze straniere, tra cui l'Austria, che controllava Lombardia e Veneto, e il Regno delle Due Sicilie al Sud. La spinta verso l'unificazione trovò le sue radici nell'illuminismo e nei principi della Rivoluzione francese, che avevano promosso idee di libertà, uguaglianza e nazionalismo.
I primi moti risorgimentali si verificarono nel 182-21, ma furono repressi con relativa facilità. Fu negli anni '30 e '40 che i moti iniziarono a prendere una forma più strutturata e organizzata, con figure di spicco come Giuseppe Mazzini, fondatore della Giovine Italia, che promosse l'ideale di un'Italia unita e repubblicana. La sua attività influenzò fortemente il sentimento patriottico, sebbene i moti del 1831 non avessero successo.
Un passaggio cruciale si verificò nel 1848, un anno di rivoluzioni non solo in Italia ma in tutta Europa. Gli italiani insorsero contro i governanti stranieri, chiedendo riforme costituzionali e diritti politici. In quest’anno, Carlo Alberto di Savoia concesse lo Statuto Albertino, una costituzione moderata ai territori del Nord Italia. Tuttavia, le rivoluzioni del 1848-49 non produssero l'esito finale desiderato a causa delle divisioni interne e delle forze conservatrici europee che prevalsero.
La fase decisiva del Risorgimento iniziò con l'alleanza tra Regno di Sardegna e Francia, orchestrata da Camillo Benso, conte di Cavour, primo ministro del Piemonte. Questo accordo portò alla Seconda Guerra d’Indipendenza nel 1859, con la vittoria di Magenta e Solferino, che consentì l’annessione della Lombardia al Piemonte. Successivamente, con l’impresa dei Mille di Giuseppe Garibaldi, siciliano di nascita, gran parte del Sud Italia fu liberato e annesso al nascente Regno d’Italia.
L'unificazione si completò nel 1861 con la proclamazione di Vittorio Emanuele II come re d'Italia. Tuttavia, alcune regioni chiave come il Veneto e Roma rimasero fuori dai confini italiani. Solo nel 1866, grazie alla Terza Guerra d’Indipendenza e all’alleanza con la Prussia, fu possibile annettere il Veneto. Roma, invece, fu conquistata solamente nel 187, quando le truppe italiane entrarono nella città eterna dopo la caduta del potere temporale papale.
Un aspetto imprescindibile del Risorgimento fu l'impatto culturale e letterario che produsse. Una figura fondamentale per comprendere questo impatto è Alessandro Manzoni, uno dei maggiori autori dell’epoca. Nei suoi scritti, Manzoni investigò i temi del re, dei rapporti di potere e della giustizia divina, esprimendo al tempo stesso un profondo sentimento di unità e di moralità.
Nei "Promessi Sposi", Manzoni utilizzò la storia di Renzo e Lucia nel contesto seicentesco per riflettere indirettamente sulle condizioni italiane del XIX secolo e promuovere l'idea di un linguaggio unificato. La scelta del fiorentino come base linguistica per il popolo italiano rispecchiò la sua convinzione della necessità di unificare non solo politicamente, ma anche culturalmente, l'Italia. Manzoni era anche un fervente sostenitore del movimento risorgimentale e diede il suo appoggio intellettuale all’unificazione, sebbene mantenesse un certo scetticismo verso la realpolitik e le ambiguità che la caratterizzavano.
In conclusione, il Risorgimento e l'unificazione italiana furono il risultato di sforzi congiunti di militari, politici e intellettuali. Questo complesso movimento portò alla nascita di uno stato nazionale italiano e segnò il culmine di un lungo processo caratterizzato da conflitti interni e pressioni esterne. L’eredità del Risorgimento si riflette ancora oggi nelle identità regionali italiane e nelle dinamiche politiche della nazione.
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