All'inizio del verso, in "Astolfo sulla luna", compaiono più volte aggettivi appartenenti all'area semantica della vanità e dell'inutilità: individua alcuni ed evidenziali, poi spiega quale effetto espressivo ha questa disposizione delle parole
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 18.02.2026 alle 18:43
Tipologia dell'esercizio: Esercizio per casa
Aggiunto: 16.02.2026 alle 14:17
Riepilogo:
Scopri come gli aggettivi legati a vanità e inutilità in Astolfo sulla luna creano un effetto espressivo unico nel poema di Ariosto 📚.
L'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto è uno dei capolavori della letteratura rinascimentale italiana, noto per la sua complessa trama di cavalleria, incantesimi e avventure ambientate in un mondo meraviglioso. Uno degli episodi più famosi del poema è quello di Astolfo sulla luna. Astolfo, uno dei paladini di Carlo Magno, si reca sulla luna per recuperare il senno perduto di Orlando. In questo viaggio straordinario, scopre che la luna è il deposito di tutte le cose smarrite sulla terra, soprattutto quelle legate alla vanità e all'inutilità umana.
Nel canto trentaquattresimo, l'Ariosto utilizza una varietà di aggettivi per dipingere il quadro della vanità umana, accentuando la futilità e l'incapacità degli esseri umani di mantenere ciò che veramente conta. Ecco alcuni degli aggettivi e termini che appartengono all'area semantica della vanità e dell'inutilità:
1. Fatuo: Questo termine evoca le cose vacue e prive di sostanza. Nell'universo ariostesco, molte delle ambizioni umane sono descritte come vacue o fatue, simili a fumo che si disperde nel vento.
2. Vano: Utilizzato per descrivere cose senza scopo o risultato tangibile, questo aggettivo aiuta a sottolineare quanto molti dei nostri desideri e sforzi siano destinati a non portare frutto.
3. Inutile: Astolfo trova sulla luna oggetti e sentimenti umani che, sebbene abbiano avuto un valore apparente sulla terra, si rivelano inutili nel grandioso schema dell'esistenza.
4. Fugace: Questo aggettivo descrive la natura momentanea di molte cose che gli uomini considerano importanti. I piaceri e i trionfi terreni sono spesso fugaci e passeggeri, perdendo significato con il passare del tempo.
5. Fallace: Indica ciò che inganna e illude. L'Ariosto vuole farci capire che molte delle nostre convinzioni, aspirazioni e persino certezze personali sono fallaci.
L'uso di questi aggettivi non è semplicemente un esercizio stilistico, ma serve a creare una forte impressione visiva e concettuale. Vediamo come questi aggettivi contribuiscono a costruire l'effetto espressivo della scena:
In primo luogo, la ripetizione di questi aggettivi crea un ritmo quasi musicale che immerge il lettore in una riflessione sulla condizione umana. La ripetitività contribuisce a rendere tangibile un'atmosfera densa di malinconia, evidenziando quanto spesso le nostre imprese terrene siano guidate da motivazioni vuote e temporanee.
In secondo luogo, l'uso di termini appartenenti alla stessa area semantica assolve la funzione di un invito alla meditazione. L'Ariosto sembra suggerire che, per quanto costruiamo e ci affanniamo, la maggior parte delle nostre conquiste viene trasportata sulla luna, perché, in fin dei conti, poco di ciò che facciamo è veramente duraturo o essenzialmente significativo. La luna diventa una sorta di metafora per l'arbitrarietà e l'impermanenza di molte delle nostre azioni.
In terzo luogo, questa strategia espressiva funge da critica alle ambizioni umane sproporzionate rispetto alla realtà del nostro essere. Con questi aggettivi, l'autore non solo distilla la vanità umana, ma trasmette anche un messaggio universale che suggerisce una maggiore introspezione. In questo modo, Ariosto stimola il lettore a considerare il valore effettivo dei propri desideri e delle proprie fatiche.
In conclusione, gli aggettivi dell'area semantica della vanità e dell'inutilità nel canto di Astolfo sulla luna non solo costruiscono vividamente l'immagine di ciò che l'eroe scopre nella sua straordinaria escursione lunare, ma offrono anche una profonda riflessione sulla condizione umana. Ludovico Ariosto ci invita a pensare criticamente al significato e alla durata reale delle nostre azioni, offrendo uno specchio per osservarci e per riflettere su ciò che realmente importa nella vita. Attraverso l’arte del linguaggio, il poeta non ci mostra semplicemente un mondo immaginario, ma illumina anche la nostra realtà, invitandoci a distinguere tra ciò che è sostanziale e ciò che, in fondo, non lo è.
Valutazione dell'insegnante:
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 18.02.2026 alle 18:43
Sull'insegnante: Insegnante - Roberto T.
Da 12 anni sostengo le quinte e le classi più giovani. Insegno a formulare la tesi, ordinare gli argomenti e scegliere esempi che fanno davvero la differenza. Privilegiamo esercizi pratici e poca teoria, per mantenere l’attenzione e migliorare ad ogni prova.
Complimenti, bel lavoro: struttura chiara, buon repertorio di aggettivi e osservazioni sull'effetto espressivo.
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