Come si svolge l’orale della maturità 2022: tutte le materie vengono chieste?
Tipologia dell'esercizio: Saggio
Aggiunto: oggi alle 12:54
Riepilogo:
Scopri come si svolge l’orale della maturità 2022 e quali materie vengono richieste per prepararti al meglio e superare la prova con successo 🎓
Orale maturità 2022: I commissari chiedono tutte le materie?
I. Introduzione
Quando si pensa alla maturità, in particolare alla prova orale, il primo sentimento che nasce in molti studenti italiani è l’ansia, seguita subito dalla domanda cruciale: “Ma all’orale mi chiederanno davvero tutte le materie?”. Il colloquio orale rappresenta non solo la fase conclusiva di un lungo percorso scolastico, ma anche il luogo e il momento in cui ogni ragazzo deve dimostrare la completezza della propria preparazione, la capacità di ragionare in modo personale e integrato, e, soprattutto, l’abilità di collegare i saperi acquisiti negli anni. Non stupisce, dunque, che vi sia incertezza e preoccupazione sulla reale modalità di svolgimento e sugli argomenti effettivamente oggetto di valutazione.Scopo di questo elaborato è fare luce sulle prassi in uso durante l’orale della maturità 2022, dando così risposte chiare alle domande più frequenti: si viene davvero interrogati su tutte le materie? Come si struttura la commissione? Quali strategie usare per affrontare al meglio questa prova? Si approfondiranno inoltre le differenze tra scuole e i consigli pratici per gestire anche le situazioni più impreviste, con l’obiettivo di orientare ogni maturando verso una preparazione efficace e consapevole.
II. Contesto e struttura dell’esame orale di maturità 2022
L’orale della maturità, così come è stato pensato nel 2022, si inserisce nel solco delle riforme più recenti e rispecchia il tentativo di valorizzare la capacità di collegamento tra discipline. La commissione, elemento centrale del colloquio, è composta da sei commissari: tre interni, ovvero docenti della classe che conoscono bene il candidato e tre commissari esterni, esperti di diverse discipline che costituiscono una variabile spesso fonte di maggiore tensione. Sovrintende il tutto un presidente, anch’egli esterno, incaricato di garantire la regolarità e l’equità dell’esame.Le materie formalmente presenti in commissione rispecchiano l’indirizzo di studi (per esempio, al Liceo Classico sono presenti Italiano, Latino, Greco e due lingue straniere, oltre a Storia e Filosofia; allo Scientifico, Italiano, Matematica, Fisica, ecc.). Tuttavia, l’obiettivo dell’orale non è di “passare in rassegna” ogni disciplina come avveniva un tempo con le classiche interrogazioni. Si parte infatti da una presentazione interdisciplinare (la cosiddetta “tesina” non esiste più, ma resta l’idea di un argomento-guida), a cui seguono domande poste dai commissari su temi specifici o su nessi tra argomenti diversi. In chiusura, spesso si chiede al candidato di riflettere sul proprio percorso e sulle competenze di Cittadinanza e Costituzione.
Il voto dell’orale si somma a quello delle prove scritte e ai crediti maturati durante il triennio: la performance in questa ultima fase dell’esame può quindi influenzare in modo sostanziale il risultato finale.
III. Modalità di interrogazione: si risponde a tutte le materie?
Analisi del quadro normativo e delle prassi reali
Secondo le linee-guida ministeriali, la commissione deve valutare il possesso delle competenze acquisite in tutto il percorso di studi, ma la modalità concreta resta piuttosto flessibile. Non esiste un obbligo formale per cui il candidato debba rispondere, in modo separato e dettagliato, a domande su tutte le discipline rappresentate in commissione; piuttosto, si preferisce privilegiare i collegamenti logici tra i vari ambiti di studio.Tuttavia, la prassi cambia sensibilmente da istituto a istituto, a seconda anche della “filosofia” adottata dal presidente e dai commissari: in alcune scuole si tende a coprire in modo più esteso le materie, mentre in altre ci si concentra maggiormente sulle discipline caratterizzanti. Non di rado succede che, se un candidato mostra preparazione e sicurezza nell’esposizione dei collegamenti multidisciplinari, il colloquio si focalizzi su quegli argomenti senza ulteriori approfondimenti specifici su tutte le materie. In altri casi, al contrario, i commissari - soprattutto quelli esterni - possono avvertire il bisogno di testare direttamente le conoscenze nella propria disciplina, magari per fugare dubbi lasciati dalle prove scritte.
Fattori che influenzano la varietà delle domande
Uno degli elementi determinanti è la qualità della presentazione iniziale. Un argomento ben scelto e sviluppato, come una riflessione sulla crisi dell’io nel Novecento (collegando Pirandello e Svevo a concetti di Psicologia e Storia), può naturalmente sollecitare domande trasversali, coinvolgendo più commissari senza dover per forza interrogare il candidato separatamente su ogni materia. Viceversa, se la presentazione risulta povera o monotematica, i docenti potrebbero sentire l’esigenza di indagare maggiormente le conoscenze nelle discipline non toccate dall’esposizione.Anche l’esito delle prove scritte influisce sulla scelta. Un compito debole in Matematica può giustificare una domanda specifica da parte del commissario per verificare che le lacune siano state colmate. Infine, la conoscenza pregressa dello studente da parte dei commissari interni – oppure la relazione instaurata durante i cinque anni – può favorire un clima più disteso, affidandosi alle competenze mostrate nel percorso scolastico piuttosto che a una verifica “per materie”.
Esempi pratici
Al Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Milano, ad esempio, alcuni studenti raccontano di aver svolto il colloquio toccando solo Italiano, Matematica e Fisica, mentre la terza lingua e Filosofia sono state solo marginalmente sfiorate tramite domande trasversali. Al contrario, presso l’Istituto Tecnico “E. Majorana” di Torino, è capitato che ogni commissario ponesse almeno una domanda nella propria materia, soprattutto in classi con rendimento discontinuo durante l’anno.IV. Ruolo e strategie del presidente della commissione
Il presidente della commissione è figura centrale nel garantire l’equilibrio dell’interrogazione: deve vigilare sull’equità, distribuire i tempi e assicurare che tutti i candidati vengano valutati seguendo criteri uniformi. Il suo intervento spesso coincide con domande di ampio respiro oppure con richieste di collegamento tra temi diversi, esercitando una funzione di regia invisibile ma fondamentale.Prepararsi alle possibili domande del presidente significa saper argomentare in autonomia, andare oltre la semplice ripetizione mnemonica, dimostrare capacità critica, spirito di sintesi e, non meno importante, consapevolezza delle interconnessioni tra le materie affrontate. È bene curare anche l’aspetto emotivo: una postura sicura, un tono di voce fermo e la capacità di mantenere il contatto visivo aiutano a trasmettere serenità e padronanza, elementi spesso sottovalutati ma considerati da ogni commissione.
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