Maturità 2019: errori da evitare nella presentazione della tesina orale
Tipologia dell'esercizio: Saggio
Aggiunto: oggi alle 10:32
Riepilogo:
Evita gli errori comuni nella presentazione della tesina orale per la Maturità 2019 e scopri come valorizzare al meglio il tuo percorso scolastico. 🎓
Orale Maturità 2019: Quali errori evitare nella presentazione della tesina
La prova orale rappresenta da sempre un momento decisivo nel percorso della Maturità, uno spartiacque che segna la conclusione di anni di studio, ma anche il passaggio verso nuove sfide e possibilità. Tra i vari elementi che compongono il colloquio orale, la presentazione della tesina occupa un ruolo centrale, fungendo da apertura, da “primo biglietto da visita” nei confronti della commissione esaminatrice. La tesina, infatti, è più di un semplice lavoro scritto: è, per ogni candidato, il tentativo di raccontarsi attraverso un percorso interdisciplinare, mettendo in dialogo saperi e passioni diverse. Tuttavia, spesso, la tensione o la poca esperienza possono portare gli studenti a commettere degli errori che rischiano di compromettere la qualità dell’esposizione.
L’obiettivo di questo elaborato è fornire una riflessione approfondita sugli errori più comuni che si possono incontrare durante la presentazione della tesina, distinguendo tra quelli di natura tecnica e quelli legati alla comunicazione. Analizzerò strategie di preparazione, accorgimenti pratici, situazioni da evitare e consigli derivati dalla cultura scolastica italiana. Tutto ciò nella speranza che ogni maturando possa affrontare l’esame orale con maggiore sicurezza, consapevolezza e capacità di valorizzare il proprio percorso.
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I. Tesina e Presentazione Orale: La Premessa Essenziale
Per comprendere le insidie dell’orale di Maturità occorre prima chiarire cosa sia, nel contesto italiano, la tesina. Si tratta di un piccolo progetto di ricerca che lo studente costruisce tessendo collegamenti fra diverse materie affrontate nel suo percorso. Questo lavoro, in molte scuole, permette di personalizzare l’esame, illustrando alla commissione chi si è, cosa si è imparato e come si è pensato di mettere insieme argomenti apparentemente distanti. Non a caso, Pirandello nelle sue opere, e in particolare ne “Il fu Mattia Pascal”, mostra l’importanza dei diversi punti di vista e dell’identità plurale, proprio come la tesina invita lo studente a essere ponte fra le discipline.L’apertura dell’orale con la presentazione della tesina è fondamentale: nei primi minuti si gioca buona parte della propria autonomia comunicativa. Ridurre la presentazione della tesina a una semplice lettura del riassunto scritto rappresenta una perdita, nei confronti di una prova che chiede invece di saper raccontare, coinvolgere, guidare gli ascoltatori attraverso una narrazione personale e, possibilmente, originale. Qui i supporti visivi come slide PowerPoint, mappe o immagini, possono essere d’aiuto, ma solo se usati con intelligenza, senza scadere nella superficialità o, peggio, nell’invasività rispetto al discorso.
Non bisogna dimenticare il valore della preparazione preventiva: provare la presentazione più volte, anche davanti a un pubblico simulato, ma anche verificare che il materiale sia completo e funzionante, sono passaggi essenziali per non trasformare l’esame in una corsa ad ostacoli. La cultura scolastica italiana, da sempre attenta al valore dello studio come preparazione accurata, è molto chiara a riguardo: l’organizzazione e la precisione sono virtù fondamentali.
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II. Errori Tecnici da Evitare nella Presentazione Multimediale
Uno degli aspetti che spesso viene sottovalutato è l’importanza della cura tecnica nella preparazione dei materiali multimediali, ormai quasi imprescindibili nei colloqui di Maturità. Quante volte, infatti, durante simulazioni o esami veri e propri, abbiamo assistito a studenti bloccati da un computer che non si avvia, file che non si aprono o proiezioni illeggibili? La realtà, confermata dall’esperienza di centinaia di commissari, è che tali intoppi sono frequenti e facilmente prevenibili.Un errore classico è quello di affidarsi a un solo supporto digitale (per esempio solo al proprio laptop o a una chiavetta con un formato di file non universale), dimenticando di portare copie compatibili in più formati (PDF, PowerPoint, immagini). Similmente, non effettuare un controllo preventivo sul PC della scuola può rivelarsi fatale: il consiglio, dunque, è di arrivare in anticipo e fare una prova tecnica, richiesta che tutte le commissioni accolgono con comprensione.
Altra criticità riguarda la struttura delle slide: una presentazione troppo carica di testo, con paragrafi lunghi, rischia solo di scoraggiare chi ascolta e di indurre lo studente stesso a leggere meccanicamente, perdendo vivacità espositiva. “La semplicità è la suprema sofisticazione”, recitava Leonardo da Vinci, ed è un principio valido anche qui: meglio preferire slide sintetiche, con punti elenco, immagini e schemi chiari, evitando font difficili da leggere e colori che si confondono sul proiettore. Il consiglio pratico: massimo 7-8 righe per slide, caratteri grandi e ben contrastati.
Un errore frequente è anche quello di abusare di transizioni, animazioni e musiche di sottofondo: è facile voler stupire, ma il rischio è di distrarre la commissione dal vero contenuto. Meglio puntare su contenuti essenziali, lasciando gli “effetti speciali” a occasioni più ludiche.
Non trascuriamo nemmeno la necessità di essere precisi: errori ortografici, dati sbagliati, o immagini dalla qualità scadente denotano superficialità e scarsa attenzione ai dettagli, caratteristiche poco apprezzate, soprattutto in contesti scolastici. Ultimo, ma non meno importante, è essenziale che il discorso sia realmente integrato con le slide: se si avanza troppo velocemente o troppo lentamente rispetto alle immagini proiettate, il risultato sarà una presentazione confusa e poco efficace.
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III. Errori Comportamentali e di Comunicazione durante il Colloquio
Se gli errori tecnici rischiano di frenare l’esposizione, quelli comportamentali spesso incidono ancora di più sull’impressione generale lasciata alla commissione. È diffusa la tentazione di leggere la propria presentazione parola per parola, così da non rischiare dimenticanze: nulla di più sbagliato. Come affermava Italo Calvino nelle “Lezioni Americane”, “la leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto”. Anche la presentazione della tesina richiede uno sforzo di leggerezza, ossia la capacità di parlare in modo spontaneo, guardando negli occhi gli ascoltatori ed evitando il tono monocorde che spesso nasce dalla lettura continuativa.La gestione dell’ansia è un altro nodo critico: la paura di sbagliare, di non sapersi esprimere correttamente o di non ricordare una data importante possono paralizzare anche i migliori studenti. Tecniche semplici, come la respirazione profonda o la visualizzazione positiva del momento dell’esame, possono aiutare moltissimo. Anche la cura della postura, la scelta di un tono di voce né troppo basso né urlato e il mantenimento del contatto visivo (senza fissare troppo a lungo!), contribuiscono a dare un’immagine più sicura e matura.
Prepararsi sulle possibili domande senza limitarsi agli argomenti principali è fondamentale. Nei licei e negli istituti italiani, la commissione ama spesso collegare il discorso ai programmi svolti: occorre dunque non essere colti impreparati su temi trasversali o su eventuali approfondimenti (ad esempio, i legami tra un autore letterario studiato e il tema centrale della propria tesina).
Se durante la discussione vengono poste domande inaspettate o si inciampa in un’imprecisione, la cosa peggiore è irrigidirsi o rispondere con monosillabi. È molto più apprezzato da qualsiasi commissario riconoscere con onestà un’incertezza e provare a riformulare la risposta, magari spiegando il ragionamento che sta dietro alla propria posizione. In ultimo, talvolta capita di non rispettare i tempi, dilungandosi eccessivamente su una sola slide: la gestione dei minuti è parte integrante di una presentazione efficace.
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IV. Strategie e Consigli Pratici per una Presentazione Efficace
Per preparare una presentazione della tesina veramente efficace, occorre partire dalla struttura. Un criterio condiviso da molti docenti è quello di non superare le 10-15 slide per una presentazione di circa 10-15 minuti. Ogni presentazione dovrebbe avere un’introduzione chiara, lo sviluppo articolato in 3-4 punti cardine e una conclusione sintetica ma incisiva.La simulazione dell’esposizione è imprescindibile: allenarsi davanti a familiari, amici o anche semplicemente davanti allo specchio aiuta a diminuire l’ansia, correggere errori di ritmo e tono, imparare a gestire le interruzioni o le domande. Anche annotarsi frasi chiave da utilizzare come “ancore” nel discorso, o portare con sé un breve schema cartaceo, può essere un valido aiuto nei momenti di incertezza.
Un suggerimento spesso trascurato riguarda la comunicazione non verbale: parlare con chiarezza, scandire le parole, utilizzare con moderazione le pause per sottolineare passaggi importanti. È altrettanto essenziale controllare l’ambiente in cui si svolgerà la presentazione: sapere dove posizionarsi, capire come muoversi tra il computer e i fogli può evitare movimenti nervosi o esitazioni visibili.
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V. Gestire Problemi Tecnici o Imprevisti durante l’Orale
Nonostante la miglior preparazione, può capitare che qualcosa vada storto: una chiavetta che si perde, il file che si blocca, il computer fuori uso. In questi casi non è il singolo errore a essere valutato, quanto la capacità di reagire. Mostrare calma e capacità di problem solving (ad esempio, proseguendo l’esposizione raccontando la tesina a parole e con l’ausilio degli appunti), è spesso interpretato come indice di maturità e autonomia. Non bisogna avere timore di chiedere supporto alla commissione, purché in modo educato e senza lagnanze: l’importante è mostrare buona volontà e spirito di adattamento, qualità che il contesto scolastico italiano ha sempre valorizzato.---
Conclusione
In sintesi, una presentazione efficace della tesina richiede un giusto equilibrio tra precisione tecnica e sicurezza comunicativa. Occorre prendersi il tempo di pianificare ogni dettaglio, allenare la propria capacità di improvvisazione e saper reagire agli imprevisti senza perdere la calma. La Maturità non è soltanto una prova di nozioni, ma anche e soprattutto un’occasione per dimostrare la propria crescita personale e intellettuale. La tesina, in questo senso, diventa un racconto personale, la testimonianza di un percorso unico e irripetibile.Prepararsi con serietà, provare e riprovare e cercare supporto nei momenti di difficoltà sono le chiavi per superare questo ostacolo. Ma, soprattutto, non bisogna mai dimenticare che l’orale della Maturità è una grande occasione per raccontarsi, per dimostrare come si è evoluti e quanto si è imparato, anche a partire dagli errori.
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Appendice
Checklist per la preparazione della presentazione: - Sviluppare una struttura chiara (introduzione, sviluppo, conclusione) - Preparare 10-15 slide, concise e ben leggibili - Effettuare più prove tecniche su diversi dispositivi - Stampare una copia cartacea della tesina e delle slide - Allenarsi all’esposizione orale (meglio se davanti a un pubblico simulato) - Annotare punti chiave per rispondere a domande trasversali - Scegliere font chiari (es. Arial, Calibri), colori in contrasto e layout sempliceIndicazioni bibliografiche e per approfondimenti: - “Orientarsi nella scelta della tesina” di Federica Garofano, pubblicato su Tuttoscuola - “Colloquio orale di Maturità. Come affrontarlo” di Simona Prandi, La Scuola Editrice - [www.maturita.it](http://www.maturita.it) per materiali, esempi di tesine e consigli pratici
Queste accortezze, unite al giusto spirito di iniziativa, vi accompagneranno verso un orale brillante e davvero “a misura vostra”. Buon lavoro!
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