Una storia di una bambina che viveva in un mondo senza parole per i sentimenti e un giorno sente la voce di un bambino che abita dall'altra parte del mondo
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 14.01.2026 alle 10:19
Tipologia dell'esercizio: Saggio breve
Aggiunto: 9.04.2025 alle 0:46
Riepilogo:
Scopri come una bambina in un mondo senza parole per i sentimenti ascolta la voce di un bambino lontano e impara a nominare emozioni; spunti per saggio breve
Nel mondo di Elara, l'espressione dei sentimenti avveniva in modo silente e impalpabile, intrappolata da una lingua che non forniva vocaboli per articolarli. Gli abitanti di questo luogo senza nome comunicavano con gesti e sguardi muti; il linguaggio era puramente funzionale, privo di colori emotivi. Cresciuta in un piccolo villaggio, Elara era una bambina curiosa, con occhi grandi che scrutavano il cielo e un cuore che, sebbene non potesse descrivere ciò che sentiva, batteva forte al ritmo del suo mondo interiore inesprimibile.
L'unico rifugio di Elara era un vecchio albero nel giardino di casa, sotto il quale si rifugiava nei pomeriggi assolati dopo la scuola. Proprio qui, in un pomeriggio di primavera, avvenne qualcosa di straordinario. Seduta tra le radici nodose, udì un lieve sussurro provenire dalla grondaia arrugginita della piccola serra del padre. Lì, piegata dal vento, si trovava una grondaia che raccoglieva la pioggia in un singhiozzo costante. Quel giorno, però, sembrava cantare una melodia distante.
Curiosa, Elara si avvicinò, e con la guancia posata sul metallo freddo della grondaia, percepì chiaramente una voce. Era la voce di un bambino, lontano miglia e miglia. Sebbene le parole fossero indistinte, il tono era sufficiente a trasmettere una sensazione nuova. Stupita e un po' intimorita, Elara iniziò a frequentare quel luogo ogni giorno, scoprendo che in determinati momenti della giornata, la voce del bambino tornava a farsi sentire.
Col passare del tempo, la voce divenne più chiara e le parole iniziarono a prendere forma. Elara, grazie alla sua immaginazione, iniziò a interpretare quei suoni sconosciuti come una conversazione tra amici. Dall'altra parte della grondaia, viveva Taro, un bambino con lo stesso impulso di esplorare il mondo, ma in un paese lontano dove i sentimenti venivano espressi liberamente con il linguaggio. Anche Taro, isolato in un certo senso nella sua società caotica e veloce, trovava rifugio nella sua finestra, da cui parlava al vento.
Elara, con la sensibilità propria dei bambini, iniziò a "sentire" le emozioni di Taro. Pur non comprendendo le sue parole, avvertiva la tenerezza nel suono della sua voce, la malinconia nei toni bassi, la gioia nascosta in un gorgoglio di risate. Ogni sensazione si rifletteva in lei, come un eco che rivelava sfumature di emozioni che non le erano mai state concesse prima.
In questo scambio, entrambi i bambini scoprirono un nuovo mondo. Mentre per Taro era un'avventura condividere i suoi pensieri con un'anima lontana, per Elara costituiva una vera e propria rivoluzione interiore. Piano piano, cominciò a distinguere tra le varie tonalità delle sue stesse emozioni. Taro aiutava Elara a creare un vocabolario privato, fatto di gesti e suoni che, per la prima volta, davano corpo a ciò che sentiva.
Questa nuova libertà ebbe effetti sorprendenti anche sul mondo di Elara. La sua famiglia e i suoi amici si accorsero del suo cambiamento. Sebbene non potessero comprendere il legame con Taro, iniziarono a notare che il modo di comunicare di Elara suggeriva nuove possibilità. Un sorriso diverso o un abbraccio più stretto aprivano alla scoperta di stati d’animo prima ignorati.
Con il passare degli anni, la capacità di Elara di comunicare i sentimenti si evolse. La sua piccola rivoluzione divenne un catalizzatore per la sua comunità; il linguaggio stesso iniziò ad ampliarsi, arricchendosi di parole nuove create per descrivere emozioni e sensazioni che stavano emergendo. Il contributo di Elara non solo cambiò la sua vita, ma anche quella di chi le stava vicino, liberando un potenziale rimasto inespresso per troppo tempo.
Il legame con Taro continuò, sopravvivendo alla natura effimera della comunicazione attraverso la grondaia. Entrambi insegnarono al loro mondo l'importanza di esprimere i sentimenti, una rivelazione che trascende la distanza fisica e culturale. In questo modo, una grondaia arrugginita divenne simbolo di un ponte indistruttibile, sugellando un'amicizia che diede voce alle emozioni nascoste e colorò finalmente un mondo troppo a lungo rimasto in bianco e nero.
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