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Come far rispettare la circolare sui compiti a casa del lunedì

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Tipologia dell'esercizio: Saggio breve

Come far rispettare la circolare sui compiti a casa del lunedì

Riepilogo:

Una circolare del 1969 vieta i compiti a casa per il lunedì, ma spesso non è rispettata. Gli studenti possono attivarsi per far valere questo diritto.

Compiti a casa lunedì: ecco come far rispettare la circolare

La questione dei compiti a casa assegnati per il lunedì è da decenni oggetto di discussione nel panorama scolastico italiano. Molti studenti, probabilmente senza nemmeno saperlo, sono tutelati da una circolare ministeriale – datata 14 maggio 1969, prot. 177 – che stabilisce il divieto di assegnare compiti a casa per il giorno successivo a quello festivo, ovvero il lunedì, e di programmare compiti in classe nello stesso giorno. Questa disposizione, ancora oggi formalmente vigente, è stata formulata con una finalità educativa e sociale ben precisa: garantire agli studenti la possibilità di godersi il riposo nel fine settimana, trascorrendo tempo libero con la propria famiglia, coltivando passioni personali e salvaguardando il benessere psicofisico.

Nonostante l’intenzione del legislatore e la chiarezza del testo, la realtà quotidiana nelle scuole italiane vede una frequente non applicazione della circolare, con conseguente sovraccarico di lavoro per gli studenti anche nei giorni dedicati al riposo. In questo saggio analizzerò in dettaglio il contenuto e il valore della circolare del 1969, illustrerò la situazione concreta nelle scuole e offrirò suggerimenti pratici su come gli studenti, in modo organizzato e consapevole, possono agire affinché quanto stabilito venga rispettato. L’obiettivo è fornire strumenti concreti ed efficaci per fare valere un diritto spesso dimenticato, favorendo un ambiente scolastico più equilibrato.

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1. Il divieto di assegnare compiti a casa e compiti in classe il lunedì

La Circolare Ministeriale n. 177 del 14 maggio 1969 rappresenta uno dei documenti più significativi in materia di diritti degli studenti all’interno della scuola italiana. Il testo recita così: > "Si invitano i dirigenti scolastici e i docenti ad astenersi dall’assegnare compiti a casa per il giorno subito successivo alle festività, di norma la domenica, e dal fissare per lo stesso giorno compiti in classe. Tale norma si propone di rispettare il diritto degli alunni al riposo settimanale e la funzione educativa e ricreativa del tempo libero."

Queste parole sottolineano due concetti fondamentali: il rispetto del sabato e della domenica come giorni destinati al riposo ed alla vita di relazione, e la funzione dei compiti come strumenti di apprendimento che non devono però danneggiare l’equilibrio tra studio e vita personale. La motivazione alla base dell’atto è dunque chiarissima: il Ministero dell’Istruzione intendeva promuovere la tutela del tempo libero degli studenti, convinto che lo studio non possa né debba invadere ogni ambito della vita degli alunni, specie nei pochi giorni dedicati al recupero energetico e sociale. Questo principio trova un riscontro culturale anche nell’opera di diversi autori italiani: da Gianni Rodari, che nelle sue “Favole al telefono” sottolinea l’importanza della fantasia e del gioco nella crescita, a Luigi Pirandello che, attraverso i suoi lavori teatrali, mette al centro l’individuo nella sua complessità, non solo come ingranaggio produttivo.

Il riferimento al “giorno subito successivo alle festività” va inteso, secondo interpretazioni costanti, come il lunedì. Ed è naturale pensare a quanta differenza pratica comporti la presenza o l’assenza di compiti da svolgere in questi giorni: weekend pieni di ansia e lavoro diventano molto spesso motivo di stress per gli studenti e si traducono in una qualità della vita familiare decisamente inferiore.

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2. Il valore e la natura giuridica della circolare

Per comprendere come agire concretamente è fondamentale chiarire cos’è una circolare ministeriale. Si tratta di un documento ufficiale emanato da un Ministero (in questo caso l’Istruzione) col compito di fornire chiarimenti interpretativi, linee guida o raccomandazioni sull’applicazione di leggi o regolamenti. A differenza di una legge, però, la circolare non ha forza coercitiva diretta: non è equiparabile a una norma obbligatoria con relative sanzioni per l’inadempimento; piuttosto rappresenta un importante indirizzo amministrativo destinato a tutto il personale della scuola.

La circolare n. 177 del 1969, pur non essendo un atto legislativo, possiede un valore simbolico e pratico elevato: riassume una certa idea di scuola, favorevole al benessere dei ragazzi e attenta alle esigenze di vita privata. Nonostante l’atto sia stato emanato oltre cinquanta anni fa, non è mai stato formalmente abrogato o reso inefficace da successive normative, motivo per cui può essere considerata ancora valida a titolo di raccomandazione, sebbene non contravvenire ad essa non comporti conseguenze giuridiche immediate.

La conseguenza logica è che dirigenti e docenti non possono essere “puniti” per aver dato compiti per il lunedì, almeno non in senso stretto; tuttavia, ignorare la circolare significa trascurare una precisa indicazione ministeriale e una sensibilità educativa ormai consolidata, fondata anche su principi costituzionali come il diritto al riposo (art. 36) e lo sviluppo armonico della personalità (art. 3 e 34).

La mancata applicazione deriva spesso da abitudini radicate, poca informazione e, talvolta, da una certa “inerzia istituzionale”. L'assenza di sanzioni dirette non giustifica però l'indifferenza: nel rispetto dello spirito della scuola inclusiva, la partecipazione consapevole degli studenti può favorire un miglioramento concreto nella vita scolastica quotidiana.

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3. Situazione attuale nelle scuole italiane

Nonostante la chiarezza della disposizione ministeriale e l'importanza dei valori che promuove, la realtà nelle scuole italiane appare piuttosto lontana dall'attuazione di quanto previsto. Ancora oggi, la prassi di assegnare compiti per il lunedì e fissare verifiche o interrogazioni in quella giornata è assai diffusa, sia nelle scuole secondarie di primo grado (medie), sia nelle scuole superiori.

Queste abitudini hanno ricadute molto concrete e, spesso, problematiche. Per molti studenti, il weekend diventa una corsa contro il tempo, tra esercizi da svolgere, versioni da tradurre o capitoli da studiare, con il risultato che le giornate di riposo vengono spesso sacrificate. Le conseguenze non sono trascurabili: aumenta lo stress, si riduce notevolmente il tempo per attività ricreative o di svago, e viene spesso limitata la possibilità di condividere momenti importanti con i membri della propria famiglia.

Basta confrontarsi fra studenti nelle assemblee o nei “corridoi” per raccogliere numerose testimonianze di domeniche passate sui libri invece che al parco o in compagnia di amici. Come sottolineano molte ricerche pedagogiche italiane, il benessere psico-fisico degli studenti incide anche sulla capacità di apprendere e sulla motivazione allo studio: una scuola che carica di responsabilità senza concedere pause rischia di diventare un ambiente ostile, che amplifica ansie e disaffezione.

Il motivo di questa distanza fra teoria e pratica si può collegare a vari fattori: disinformazione, abitudini consolidate, una difficoltà di coordinamento fra i diversi docenti (ognuno ragiona per la propria materia), e una supervisione troppo blanda da parte dei dirigenti scolastici.

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4. Come far rispettare la circolare: strategie pratiche e suggerimenti concreti

Di fronte a quest’inerzia generalizzata, gli studenti possono e devono diventare parte attiva, agendo con metodo e consapevolezza. Ecco alcune strategie efficaci per promuovere il rispetto della circolare sulle assegnazioni del lunedì:

Primo passo: informarsi e informare

La conoscenza è il primo strumento di difesa dei propri diritti. È fondamentale recuperare una copia della circolare (reperibile anche sul sito del Ministero dell’Istruzione) e diffonderla tra studenti e genitori, magari anche tramite i canali ufficiali della scuola (bacheche, sito web, newsletter). Presentare la fonte originale evita accuse di travisamento o “fake news” e conferisce autorevolezza alla richiesta.

Mobilitazione studentesca

Il secondo passo consiste nell’organizzare una mobilitazione ordinata. I rappresentanti di classe e d’istituto possono promuovere iniziative come assemblee di discussione del tema o la creazione di volantini informativi. Un’azione coordinata – magari coinvolgendo anche genitori e insegnanti sensibili al benessere degli alunni – permette di sensibilizzare tutta la comunità scolastica su una questione troppo spesso ignorata. In molte scuole italiane già si sono registrate raccolte firme e petizioni, dimostrazione che il coinvolgimento attivo può fare la differenza.

Dialogo con i docenti e il dirigente scolastico

Un confronto aperto coi docenti e con il dirigente rappresenta forse il momento decisivo. Gli studenti, tramite i propri rappresentanti, possono richiedere formalmente – ad esempio durante le assemblee di istituto o i consigli di classe aperti – di affrontare il problema. Il dialogo va condotto senza toni polemici, esprimendo con rispetto la richiesta di maggiore attenzione. Portare a supporto la circolare stessa, magari accompagnata da testimonianze personali, aumenta la forza delle proprie ragioni.

Proporre soluzioni alternative

Un approccio propositivo risulta assai più efficace della semplice protesta. Ad esempio, si può suggerire agli insegnanti di riprogrammare le verifiche evitando il lunedì, di offrire possibilità di recupero in giorni diversi o di organizzare momenti di studio assistito pomeridiano. In alcune scuole, l'accordo è stato quello di privilegiare la consegna di compiti a lungo termine o in gruppi, valorizzando la collaborazione piuttosto che la competizione.

Uso degli strumenti istituzionali

Se il confronto diretto non porta risultati, si possono coinvolgere i rappresentanti dei genitori nel consiglio di istituto, che hanno il compito di tutelare il benessere degli studenti. Come strumento estremo, è possibile anche inviare una segnalazione all’Ufficio Scolastico Provinciale (USP) o all’Ufficio Scolastico Regionale (USR), motivando la richiesta con riferimento alla circolare. Pur essendo una pratica rara, la via istituzionale può avere effetti persuasivi soprattutto nei casi di resistenza più ostinata.

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5. Importanza dell’organizzazione studentesca

L’esperienza dimostra che nessun cambiamento duraturo può essere ottenuto da singoli isolati, ma che l’azione collettiva, strutturata e consapevole, produce risultati visibili. Essere informati, preparati e uniti permette agli studenti di avere voce in capitolo e influire sulle scelte organizzative della scuola. La collaborazione tra compagni, la costituzione di veri e propri “gruppi di lavoro” o comitati ad hoc, consente di elaborare proposte concrete e condivise, mantenendo sempre toni civili e costruttivi. Il rispetto per il ruolo degli insegnanti, l’ascolto reciproco e la capacità di mediazione sono elementi fondamentali: solo così si possono superare resistenze e stereotipi, arrivando ad una soluzione che tenga conto delle esigenze di tutti. Quando il movimento studentesco si basa su atti ufficiali e non su semplici lamentele, acquista peso e credibilità: la rivendicazione di un diritto sancito da una circolare ministeriale è ben diversa dal mero “capriccio” o dal desiderio di evitare lo studio.

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Conclusione

In sintesi, esiste una circolare ministeriale – ancora oggi valida – che vieta di assegnare compiti a casa per il lunedì e di prevedere compiti in classe in questa giornata, al fine di tutelare il tempo libero e la salute psicofisica degli studenti. Tuttavia, la prassi scolastica spesso ignora tale disposizione, per mancanza di conoscenza, abitudine o scarsa vigilanza.

Gli studenti non solo hanno il diritto, ma anche la responsabilità di dare valore a questa normativa, tramite informazione, mobilitazione, dialogo e proposta costruttiva. Organizzandosi in modo civile e collaborativo con le altre figure della scuola – insegnanti, dirigenti, genitori – possono realmente contribuire a migliorare la vita scolastica, riportando al centro la persona, prima ancora dell’alunno.

Il cambiamento non è mai immediato, ma la partecipazione attiva e consapevole rappresenta il primo vero passo verso una scuola che rispetti tempi, bisogni e diritti di tutti. Con il contributo di ciascuno, la circolare del 1969 può tornare ad avere un senso nella prassi quotidiana, favorendo così un migliore equilibrio tra doveri di studio e diritto al tempo libero: un segno di civiltà e maturità per tutta la comunità scolastica.

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Appendix: consigli pratici per la stesura e per l’azione

- Usa un linguaggio chiaro e formale: presentando i concetti giuridici semplicemente ma rigorosamente. - Riporta citazioni dirette dalla circolare: ad esempio, “Si invitano i dirigenti scolastici e i docenti ad astenersi dall’assegnare compiti a casa per il giorno subito successivo alle festività…". - Mantieni toni costruttivi e dialoganti: evitare accuse o atteggiamenti polemici, puntando invece su proposte e confronto. - Fai riferimento a esperienze o esempi concreti: come la raccolta firme, le assemblee studentesche, il coinvolgimento dei rappresentanti di classe. - Approfondisci il valore della collaborazione: sottolineando che il cambiamento nasce dall’unione e dalla condivisione di informazioni. - Collega sempre la teoria alla pratica: così da mostrare che la normativa può realmente influire sulla qualità della vita scolastica.

Questo percorso, se affrontato con determinazione e lucidità, può davvero contribuire a rendere la scuola uno spazio più accogliente e rispettoso dei diritti di ciascuno.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Qual è la circolare sui compiti a casa del lunedì e cosa prevede?

La circolare ministeriale n. 177/1969 vieta l’assegnazione di compiti a casa e compiti in classe per il lunedì, tutelando il diritto degli studenti al riposo dopo i giorni festivi.

Perché è importante far rispettare la circolare sui compiti a casa del lunedì?

Far rispettare la circolare serve a salvaguardare il benessere psicofisico degli studenti, garantendo tempo libero nel weekend e prevenendo sovraccarico di studio e stress.

Come possono gli studenti far rispettare la circolare sui compiti del lunedì?

Gli studenti possono informarsi, diffondere la circolare, sensibilizzare la scuola, dialogare con docenti e dirigenti e proporre soluzioni alternative per evitare compiti il lunedì.

Qual è la situazione attuale nelle scuole sui compiti a casa del lunedì?

Nonostante la circolare, molte scuole assegnano ancora compiti e verifiche per il lunedì, causando spesso stress e riduzione del tempo libero per gli studenti.

Che differenza c'è tra una circolare e una legge sui compiti a casa del lunedì?

La circolare è una raccomandazione ministeriale senza sanzioni dirette, mentre una legge è vincolante con obblighi e sanzioni; la circolare ha però valore morale e orienta la scuola.

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