Saggio breve

Riflessione in prima persona su paura e disgusto per le brutture del nuovo secolo

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 22.01.2026 alle 13:56

Tipologia dell'esercizio: Saggio breve

Riepilogo:

Esplora una riflessione in prima persona su paura e disgusto per le brutture del nuovo secolo, comprendendo conflitti, crisi ambientale e cambiamenti sociali.

Nel cuore di questa epoca incerta, mi trovo a riflettere sulle brutture che sembrano avanzare inesorabilmente all'alba del nuovo secolo. Ogni giorno, l'eco di guerre lontane, ma non per questo meno palpabili, giunge fin qui, infrangendo la fragile quiete delle nostre esistenze con la gravità di eventi che lasciano cicatrici profonde sulla coscienza collettiva. I conflitti armati che dilaniano il mondo sembrano inscalfibili, alimentati da tensioni politiche e religiose che si nutrono dell'odio più cieco. È con crescente preoccupazione che mi rendo conto di quanto poco sembriamo imparare dalla nostra stessa storia, destinati a ripetere errori che credevamo sepolti nel passato.

Accanto alla minaccia dei conflitti, si affaccia un altro spettro, quello della crisi ambientale. Le immagini delle calotte polari che si sciolgono, delle foreste che bruciano e dei fiumi che si prosciugano, suscitano in me un profondo senso di impotenza e disperazione. È uno scenario apocalittico che si compone giorno dopo giorno, mentre continuiamo a sfruttare le risorse naturali senza alcuna considerazione per le generazioni future. L'economia globale, motore del nostro sviluppo tecnologico, avanza indisturbata, nonostante gli avvertimenti incessanti di scienziati e ambientalisti. E mentre i potenti della Terra si riuniscono per discutere di cambiamenti climatici e sostenibilità, le azioni concrete sembrano sempre rimandate a un futuro indefinito.

Non posso fare a meno di sentire che la tecnologia, sebbene abbia portato innumerevoli benefici, sia anche una delle forze che più alimentano il mio disagio. La velocità con cui l'intelligenza artificiale e la robotica stanno ridisegnando il mondo del lavoro, solleva interrogativi inquietanti sul futuro delle professioni tradizionali e sul valore della capacità umana. Mi spaventa il pensiero che, in un futuro non troppo lontano, potremmo trovarci in una società disumanizzata, dove le macchine non solo sostituiscono l'uomo ma regolano le sue stesse emozioni e comportamenti.

Parallelamente, i social media, strumenti potenti di connessione e comunicazione, sembrano spesso corrodersi dall'interno con dinamiche di superficialità e odio. La diffusione costante delle fake news e dei discorsi d'odio solleva una serie di questioni etiche e morali. La verità appare sempre più sfuggente in un mondo dove l'apparenza e il consenso collettivo sembrano avere la meglio sulla realtà dei fatti. Mi addolora pensare a un'umanità che rischia di perdere il contatto non solo con la natura, ma anche con la verità stessa e con il suo senso critico.

In questo contesto, non posso ignorare i crescenti fenomeni di intolleranza e discriminazione che minacciano l'armonia sociale. Il razzismo, la xenofobia e l'omofobia sembrano risorgere con una virulenza che credevo ormai sconfitta dalle lotte di chi ci ha preceduto. È un panorama che genera in me un profondo senso di disgusto, come se il cammino dell'umanità verso una società più giusta e inclusiva si fosse improvvisamente arenato, in balia di forze invisibili ma potentissime.

Più guardo avanti, più sento il peso di un mondo che sembra sul punto di implodere sotto il peso delle sue stesse contraddizioni. Le brutture del nuovo secolo, tangibili o appena percettibili, destano un misto di paura e disgusto che si riflette nei gesti quotidiani, nei pensieri che affollano le mie giornate. Vorrei credere che siamo ancora in tempo per cambiare rotta, per costruire un mondo in cui la bellezza possa prevalere sulle brutture che ci circondano. Un mondo dove la pace, l'armonia e la verità possano finalmente riconquistare il posto che loro spetta.

Eppure, non posso fare a meno di temere che il tempo a disposizione sia sempre più esiguo, come sabbia che scorre veloce tra le dita di un'umanità distratta. La consapevolezza di questa urgenza dovrebbe motivare una reazione collettiva, un risveglio delle coscienze che ci spinga a cercare soluzioni autentiche e sostenibili. Ma la realtà mi appare spesso come una spirale di indifferenza e rassegnazione, un susseguirsi di atti mancati e decisioni posticipate. Continuerò, tuttavia, a nutrire la speranza che la bellezza possa ancora avere la meglio sulle brutture, se solo avremo il coraggio di lottare per ciò in cui crediamo.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quale paura emerge nella riflessione sulle brutture del nuovo secolo?

Emergono il timore per i conflitti armati e la crisi ambientale, che minacciano la pace e il futuro dell'umanità.

Come viene espresso il disgusto nel saggio sulle brutture del nuovo secolo?

Il disgusto nasce dalla diffusione di intolleranza, discriminazione e dall'indifferenza verso i problemi globali.

Quali sono le principali brutture del nuovo secolo secondo la riflessione personale?

Le principali brutture sono conflitti, crisi ambientale, disumanizzazione tecnologica, odio nei social e discriminazioni sociali.

Che ruolo ha la tecnologia nella paura per le brutture del nuovo secolo?

La tecnologia provoca inquietudine per la possibile perdita di valori umani e il rischio di una società disumanizzata.

Esiste una speranza nella riflessione sulle brutture del nuovo secolo?

Vi è la speranza che l'umanità possa ancora cambiare rotta e promuovere pace, armonia e verità.

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