Uso dei dispositivi tecnologici e modifiche alle aree cerebrali
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: un'ora fa
Tipologia dell'esercizio: Relazione
Aggiunto: ieri alle 9:33
Riepilogo:
Scopri come l’uso prolungato dei dispositivi tecnologici modifica le aree cerebrali e quali effetti influisce su attenzione, memoria e comportamento. 📱
Negli ultimi decenni, l'avvento e la diffusione massiva dei dispositivi tecnologici hanno comportato significative modifiche alla nostra società e al nostro modo di vivere. Computer, smartphone e tablet sono ormai diventati strumenti indispensabili nelle attività quotidiane, ma il loro uso continuo e pervasivo solleva crescenti preoccupazioni riguardo agli effetti sul cervello umano, specialmente nei giovani. La letteratura scientifica ha iniziato a indagare il fenomeno, rivelando come l'uso prolungato di tali dispositivi possa portare a cambiamenti funzionali e strutturali nelle aree cerebrali.
Uno degli studi più significativi al riguardo è quello pubblicato nel 2012 da Lin et al., che ha analizzato l'uso di internet su bambini e adolescenti e il suo impatto neurologico. Lo studio ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per esaminare i cambiamenti nel cervello associati all'uso intensivo di internet. I risultati hanno indicato una riduzione della materia grigia nella corteccia prefrontale dorsolaterale (dlPFC), una regione associata al controllo esecutivo, alla pianificazione e alla regolazione emotiva. Questa riduzione può contribuire a una diminuzione delle capacità decisionali e di autocontrollo negli individui colpiti.
In un altro studio condotto da Choi et al. (2012), sono state utilizzate tecniche di imaging cerebrale per analizzare l’uso patologico di internet e videogiochi. Gli autori hanno rilevato un aumento dell'attività neuronale nella corteccia cingolata anteriore e nelle aree limbiche, regioni implicate nei processi emotivi e nelle dipendenze. Questo potrebbe spiegare in parte perché l'uso eccessivo dei dispositivi tecnologici può portare a comportamenti compulsivi e a una difficoltà nel controllo delle emozioni.
Sul fronte dei dispositivi mobile, i lavori di Sun et al. (2014) evidenziano cambiamenti nella corteccia parietale superiore, un'area legata all'elaborazione visuo-motoria e spaziale, in giovani che fanno un uso intenso di smartphone e tablet. Questo suggerisce che l'uso prolungato di questi dispositivi potrebbe portare a una sovrastimolazione di questa regione, alterando le capacità sensoriali e motorie degli utenti.
L'impatto sulla memoria è stato esplorato da Wilmer et al. (2017), che hanno studiato come l'uso frequente di telefoni cellulari possa influenzare la memoria di lavoro e la capacità di concentrazione. La ricerca ha evidenziato come le notifiche continue e le distrazioni fornite dai dispositivi portatili siano associati a una riduzione della capacità di memoria di lavoro e a una maggiore difficoltà nel mantenere l'attenzione su compiti prolungati. Le strutture cerebrali coinvolte includono il lobo frontale, il responsabile dell’attenzione e della memoria a breve termine, che mostra segni di riduzione della plasticità neuronale con l'aumento dell'uso dei dispositivi.
Uno studio longitudinale di Rosen et al. (2014) ha poi messo in luce come l'uso intensivo di dispositivi tecnologici possa influenzare il livello di stress e di ansia nei soggetti. Analizzando il comportamento di studenti universitari, i ricercatori hanno osservato un aumento significativo dei livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, dopo periodi prolungati di utilizzo della tecnologia. Questo effetto è stato associato al costante stato di allerta e alla pressione sociale esercitata dai social network e dalle comunicazioni istantanee.
Infine, un importante contributo alla comprensione degli effetti della tecnologia sul cervello è quello di Small et al. (2009), che ha esaminato come la navigazione su internet possa modificare l'attività cerebrale anche a breve termine. Il loro studio ha scoperto che, dopo solo una settimana di utilizzo per 5 ore complessive, si osserva un aumento significativo dell'attività neuronale nel lobo frontale dei "navigatori" rispetto ai novizi, suggerendo che l'apprendimento di nuove competenze tecnologiche induce una rapida riorganizzazione neuronale.
In sintesi, la letteratura scientifica evidenzia come l'uso prolungato dei dispositivi tecnologici possa portare a cambiamenti reali e misurabili nel cervello umano. Questi cambiamenti riguardano sia l'organizzazione strutturale sia la funzionalità di diverse aree cerebrali, con implicazioni per la cognizione, il comportamento e la salute mentale. È cruciale, pertanto, considerare strategie di utilizzo più consapevoli e bilanciate, specialmente per i giovani e le fasce di età più vulnerabili, al fine di mitigare gli effetti potenzialmente negativi di una connessione tecnologica costante.
Vota:
Accedi per poter valutare il lavoro.
Accedi