Noemi e la percezione di inutilità: il peso delle aspettative altrui
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 9.01.2026 alle 17:56
Tipologia dell'esercizio: Relazione
Aggiunto: 15.11.2024 alle 10:44
Riepilogo:
Noemi cerca valore nell'approvazione altrui, soffre di identità diffusa; la terapia può aiutarla a costruire autostima e accettazione di sé.
Noemi vive una profonda sensazione di inutilità e disvalore personale, percezioni che derivano da processi psicologici complessi documentati in letteratura. Questo stato d'animo può essere compreso attraverso il concetto di diffusione dell'identità, una condizione in cui un individuo non riesce a stabilire un senso chiaro e consistente di sé. In particolare, Noemi sente che il suo valore è correlato unicamente a quanto può offrire agli altri, rispondendo alle loro aspettative. Tale dinamica psicologica trova riscontro in vari studi che esaminano il bisogno di approvazione esterna e la costruzione dell'identità personale.
Il rapporto che Noemi ha con gli altri è spesso caratterizzato dalla continua necessità di accontentare e soddisfare, un ciclo che può alimentare uno stato confusionale e una percezione distorta del sé. Come sottolineato da Erikson (1968) nel suo modello di sviluppo psicosociale, l'adolescenza è un periodo cruciale di formazione dell'identità. Tuttavia, se un individuo non riesce a superare questa fase con un solido senso di chi è, può sperimentare una "diffusione dell'identità" che perdura anche in età adulta.
Il contesto sociale e familiare di Noemi può aver contribuito a plasmare la sua percezione di valore personale. Secondo le teorie di Bowlby (1982) sull'attaccamento, la sicurezza emotiva che un individuo sente è spesso legata alle prime esperienze con le figure genitoriali. Se queste figure hanno presentato un amore condizionato, basato sui successi o sul grado di conformità alle aspettative, Noemi può aver interiorizzato l'idea che il suo valore dipenda dalle sue capacità di compiacere gli altri.
In ambito psicodinamico, le teorie di Kohut (1971) sulla psicologia del Sé offrono ulteriore comprensione di come una mancanza di convalida interna possa portare a una ricerca costante di approvazione esterna. Kohut propone che un Sé solido e coeso si sviluppa attraverso esperienze di mirroring e idealizzazione. Se queste esperienze sono insufficienti, un individuo potrebbe sentirsi continuamente vuoto o insignificante a meno che non riesca a "dare" agli altri nel modo che questi richiedono.
Per Noemi, la strada per costruire un'immagine di sé di valore passa attraverso la scoperta che le persone intorno a lei possano accettarla per ciò che è, e non solo per ciò che può dare. Questo cambiamento può essere favorito da un approccio terapeutico mirato, come suggeriscono diverse ricerche. La Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), ad esempio, potrebbe aiutare Noemi a identificare e modificare i pensieri negativi e disfunzionali che sostengono il suo sentimento di inutilità, promuovendo modelli di comportamento più positivi e realistici (Beck, 1976).
Inoltre, la Terapia Centrata sul Cliente di Carl Rogers (1951) enfatizza l'importanza di un ambiente terapeutico non giudicante e di accettazione incondizionata. Attraverso questo tipo di rapporto terapeutico, Noemi potrebbe sperimentare una forma di accettazione che non richieda alcuna condizione di merito, aiutandola a sviluppare un’autostima solida e autentica.
Infine, la Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT) può essere utile per affrontare le difficoltà nell'identità e nell'autoregolazione emozionale (Linehan, 1993). Dando a Noemi gli strumenti per gestire le sue emozioni e i suoi impulsi, la DBT le consentirebbe di interrompere il ciclo disfunzionale che parte dalla sua autosvalutazione e conduce a comportamenti disadattivi.
In conclusione, per Noemi è fondamentale il supporto di un contesto sociale e terapeutico che ne faciliti l'evoluzione personale, consentendole di sperimentare un senso autentico di sé indipendente da qualunque prestazione. Attraverso un percorso di comprensione e accettazione, Noemi può iniziare a costruire un’identità che non dipenda esclusivamente dal rispecchiamento negli occhi degli altri, ma che sia radicata in una comprensione interiore di valore personale.
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