Lettera

Guida pratica per richiedere una borsa di collaborazione all’università

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Tipologia dell'esercizio: Lettera

Guida pratica per richiedere una borsa di collaborazione all’università

Riepilogo:

Le borse di collaborazione universitaria offrono lavoro flessibile, retribuito e formativo agli studenti per conciliare studio, esperienza e crescita 👨‍🎓✨

Lavorare all’università: come richiedere una borsa di collaborazione

1. Introduzione

Nell’odierno scenario universitario italiano, la figura dello studente lavoratore è sempre più diffusa. Studiare e lavorare contemporaneamente rappresenta una necessità per molti, ma anche una grande opportunità. Oltre a soddisfare esigenze economiche, il lavoro durante il percorso accademico consente agli studenti di acquisire esperienza, sviluppare competenze trasversali e costruire, fin da subito, un proprio network professionale.

Tuttavia, conciliare i tempi degli esami, dello studio e del lavoro non è mai semplice: lo stress, la stanchezza e il rischio di un calo nel rendimento sono dietro l’angolo. Proprio per questo le università italiane, da decenni, promuovono le borse di collaborazione, anche conosciute come collaborazioni a tempo parziale, rivolte a chi vuole inserirsi, in modo regolamentato, nella vita lavorativa universitaria.

Obiettivo di questo elaborato è spiegare che cosa sono le borse di collaborazione, quali norme le regolano, come è possibile presentare la domanda seguendo le procedure previste, e offrire consigli pratici utili per aumentare le proprie possibilità di successo.

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2. Il contesto: lavorare mentre si studia

La realtà degli studenti lavoratori

Le motivazioni che spingono uno studente universitario a lavorare sono molteplici. In primo luogo, vi è spesso la necessità di contribuire alle spese familiari o di autofinanziare il proprio percorso universitario, soprattutto per chi studia fuori sede. Ma il lavoro svolge anche una funzione di crescita personale: permette di maturare senso di responsabilità, autonomia e di acquisire competenze pratiche difficilmente trasmissibili dall’apprendimento teorico.

Tuttavia, non mancano le sfide. La gestione del tempo diventa cruciale, fra lezioni, studio individuale ed eventuali attività lavorative. Analogamente, il rischio di stress e di diminuzione dei risultati accademici è reale. La letteratura italiana, attraverso autori come Elsa Morante o Italo Calvino, ha spesso raccontato quanto la vita studentesca sia un crocevia di impegni, aspettative familiari e sacrifici.

Perché un lavoro all’interno dell’università?

Lavorare in ambito universitario rappresenta una soluzione ideale, poiché le attività proposte sono quasi sempre compatibili con il calendario didattico. Questo permette agli studenti di organizzare al meglio la propria giornata, svolgendo mansioni all’interno degli stessi luoghi in cui seguono le lezioni o preparano gli esami. A differenza di altri lavori part-time, spesso con orari rigidi o proposti da privati, la borsa di collaborazione garantisce maggiore flessibilità, favorendo il mantenimento di un buon rendimento accademico. Inoltre, l’ambiente universitario è generalmente più stimolante e meno stressante rispetto a lavori esterni come la ristorazione o il commercio.

Confronto con altri lavori part-time

L’esperienza lavorativa fuori dall’università, come quella svolta presso un supermercato o in un call center, ha il merito di offrire un primo approccio con il mercato del lavoro, ma raramente è conciliabile con i ritmi universitari. Di contro, le collaborazioni universitarie – riconosciute anche in termini curricolari, laddove previsto – valorizzano la formazione dello studente e ne arricchiscono il profilo professionale, offrendo reali possibilità di crescita e orientamento.

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3. Cosa sono le borse di collaborazione

Definizione

Le borse di collaborazione sono opportunità di lavoro offerte dagli atenei italiani ai propri studenti regolarmente iscritti. Si tratta di incarichi temporanei, retribuiti, con un preciso monte ore annuale (in genere tra 100 e 200 ore), finalizzati a servizi di supporto alle strutture universitarie.

Le mansioni previste sono molteplici: dal servizio in biblioteca all’assistenza informatica, dall’organizzazione di eventi all’help desk per altri studenti. Non si tratta, dunque, di attività né di insegnamento né di carattere amministrativo.

Riferimenti normativi

Il quadro normativo di riferimento si trova nell’articolo 13 della Legge 2 dicembre 1991, n. 390, intitolata “Norme sul diritto allo studio universitario”. La legge stabilisce che tali attività non comportano responsabilità amministrative, né attività di docenza o valutazione: le collaborazioni sono riservate ad incarichi di assistenza e supporto, lasciando ad esempio fuori la correzione di esami o qualsiasi giudizio sugli altri studenti.

Tipologie di attività più comuni

- Assistenza in biblioteca: catalogazione, gestione prestiti, supporto agli utenti. - Laboratori informatici: monitoraggio delle aule, assistenza tecnica, verifica funzionamento apparecchiature. - Organizzazione eventi: aiuto nella gestione di iniziative culturali, open day, convegni. - Supporto agli studenti: accoglienza, informazioni su servizi universitari, tutoraggio base.

Ogni ateneo può presentare bandi specifici per diverse aree, come laboratori scientifici o archivi storici, in base alle proprie esigenze.

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4. Come vengono assegnate le borse di collaborazione

Disponibilità limitata

Le borse sono numericamente limitate, vincolate alle risorse economiche di ciascun ateneo, in quanto le università non possono sostenere costi illimitati – così stabilisce la normativa. Le somme destinate alle collaborazioni non gravano sullo Stato, ma fanno rifermento ai fondi interni degli atenei.

Il processo di selezione

Ogni anno, solitamente nei primi mesi dell’anno accademico, vengono pubblicati i bandi. Le graduatorie sono elaborate in base a più criteri:

- Merito accademico: valutato su media dei voti, numero di crediti e città universitaria. Una studentessa con media alta, ad esempio, avrà più probabilità di essere selezionata. - Situazione economica: viene valutata tramite l’attestazione ISEE per il diritto allo studio universitario. Chi proviene da famiglie con reddito basso beneficia di punteggi aggiuntivi. - Altri criteri: spesso si tiene conto anche dell’anno di corso, della regolarità negli esami o della partecipazione a tirocini o attività di volontariato.

Le graduatorie sono trasparenti ed accessibili online. All’uscita dei risultati, viene pubblicata la lista dei vincitori, in ordine di punteggio. In caso di parità, alcuni atenei danno priorità agli studenti iscritti da più anni o con ISEE più basso.

Tempistiche e documentazione

Le domande vanno presentate entro una scadenza precisa, generalmente tra ottobre e dicembre per l’anno accademico in corso. Occorre allegare:

- Certificato ISEE aggiornato e valido per il periodo richiesto. - Autocertificazione di iscrizione e merito. - Documenti identificativi e, ove richiesto, curriculum vitae.

Chi non rispetta i termini, viene escluso dalla selezione.

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5. Procedura dettagliata per richiedere una borsa di collaborazione

Step 1: Informarsi presso l’ateneo

Il primo passo è consultare il sito ufficiale dell’università: di solito, le opportunità sono pubblicate nella sezione “Bandi”, “Borse di collaborazione” o “Lavoro studenti”. Molti atenei, come la Sapienza di Roma, la Federico II di Napoli, l’Università di Bologna o di Padova, aprono sportelli informativi o offrono moduli di helpdesk.

Step 2: Preparare la documentazione

È fondamentale dotarsi di un ISEE aggiornato – ottenibile tramite i CAF o direttamente online sul sito INPS. Vanno preparati anche un documento d’identità in corso di validità, la tessera universitaria e, se richiesto, un curriculum vitae che metta in luce le proprie esperienze pregresse (anche di volontariato o extracurriculari).

Step 3: Compilare la domanda

Le modalità di invio sono quasi sempre digitali, tramite piattaforme come Esse3 o simili. È importante inserire tutti i dati correttamente, allegando i documenti richiesti e controllando la registrazione dell’invio. Consigliato conservare una copia della domanda per eventuali reclami.

Step 4: Attendere la graduatoria

Terminata la valutazione, le graduatorie vengono pubblicate sul portale dell’università o comunicate tramite e-mail istituzionale. Chi risulta idoneo, deve confermare l’accettazione entro tempi brevi (spesso 5-10 giorni).

Step 5: Firma del contratto

Una volta selezionato, lo studente firma un contratto che ne regola mansioni, orario, durata (spesso 6 o 12 mesi) e compenso orario. Ogni ateneo può prevedere soglie diverse, ma il monte totale di ore lavorabili raramente supera le 200 all’anno.

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6. Consigli pratici per aumentare le chance di successo

- Rendimento accademico: Curare il proprio percorso di studi, mantenendo una media dei voti elevata e sostenendo regolarmente gli esami, fa aumentare sensibilmente il punteggio in graduatoria. - ISEE aggiornato: Richiedere l’attestazione ISEE con largo anticipo, così da evitare intoppi o esclusioni dovuti a ritardi. - Curriculum chiaro: Anche se non sempre obbligatorio, allegare un curriculum è consigliato. Si possono inserire attività di volontariato, conoscenze informatiche (ad esempio competenze in software come Office, Excel o gestionali universitari) o linguistiche (certificazioni Cambridge, Goethe, DELF, ecc.). - Partecipare a più bandi: Verificare la presenza di opportunità in diversi dipartimenti o settori dell’ateneo. - Rispettare le scadenze: Segnare subito sul calendario le date di pubblicazione dei bandi e quelle di chiusura delle domande, per non arrivare impreparati. - Testimonianza di uno studente: Marta, studentessa di Filosofia all’Università di Torino, racconta: “Sono riuscita a ottenere una borsa di collaborazione presso la biblioteca. Ho imparato moltissimo e i colleghi sono stati di grande supporto, permettendomi di conciliare studio e lavoro senza affanni”.

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7. Vantaggi di una borsa di collaborazione

Ottenere una borsa di collaborazione universitaria comporta diversi benefici:

- Retribuzione: Sebbene non si tratti di importi elevati (in media tra i 7 e i 9 euro l’ora), il compenso può rappresentare un valido contributo alle spese universitarie. - Esperienza professionale: Il lavoro si svolge spesso con personale amministrativo o tecnico qualificato, permettendo d’imparare dinamiche lavorative normalmente estranee al percorso accademico puro. - Crescita personale: Sviluppare doti organizzative, capacità di lavoro in team, problem-solving, gestione delle responsabilità. - Curriculum: Le attività svolte sono utili sia nei percorsi di laurea che nelle successive ricerche di lavoro o praticantato, specie se attinenti al proprio indirizzo di studi. - Integrazione: Entrare a far parte della vita universitaria da un altro punto di vista, conoscendo persone e servizi, aiuta nel sentirsi parte integrante dell’ateneo e a smantellare quella distanza spesso percepita tra studenti e istituzioni.

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8. Limiti e considerazioni finali

È importante chiarire che la borsa di collaborazione non è un lavoro a tempo pieno, né sostituisce un vero impiego: le ore sono limitate ed espressamente vietate mansioni di insegnamento o di responsabilità amministrative. Ogni università può prevedere regolamenti leggermente diversi, perciò si consiglia sempre di leggere attentamente bandi e statuti.

Fondamentale, infine, non trascurare il percorso accademico per privilegiare il lavoro: l’obiettivo resta la laurea e arricchire le proprie competenze senza rischiare ritardi o abbandoni.

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9. Conclusione

Le borse di collaborazione rappresentano, nel panorama universitario italiano, uno strumento prezioso e concreto per conciliare esigenze economiche, formare competenze professionali e favorire l’integrazione nella comunità studentesca. Informarsi con costanza, organizzarsi per tempo e presentare domande coerenti e complete sono azioni basilari per cogliere a pieno questa opportunità.

Le università, promuovendo tali iniziative, svolgono un ruolo sociale di rilievo, sostenendo studenti meritevoli e bisognosi: approfittarne con consapevolezza significa investire non solo nel proprio presente, ma anche nel futuro lavorativo.

A tutti gli studenti si rivolge dunque un invito: affrontate la candidatura con serietà e determinazione, perché anche una piccola esperienza di collaborazione può segnarvi positivamente per il resto della vita.

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10. Materiali e risorse utili

Siti ufficiali università: - Università di Bologna: [https://www.unibo.it/it/servizi-e-opportunita/borse-di-collaborazione](https://www.unibo.it/it/servizi-e-opportunita/borse-di-collaborazione) - Università di Padova: [https://www.unipd.it/borse-collaborazione-studenti](https://www.unipd.it/borse-collaborazione-studenti) - Sapienza Università di Roma: [https://www.uniroma1.it/it/pagina/borse-di-collaborazione](https://www.uniroma1.it/it/pagina/borse-di-collaborazione) - Università degli Studi di Milano: [https://www.unimi.it/it/studiare/lavoro-studenti/borse-di-collaborazione](https://www.unimi.it/it/studiare/lavoro-studenti/borse-di-collaborazione)

Uffici studenti e orientamento: - Consultare la sezione “Contatti” o “Orientamento” del proprio ateneo. - Richiedere informazioni virgola o prenotare un appuntamento presso lo sportello diritto allo studio.

ISEE: - Sito INPS: [https://www.inps.it/](https://www.inps.it/) - CAF autorizzati presso la propria città.

Annunci di lavoro per studenti: - [https://www.studenti.it/](https://www.studenti.it/) - Bacheche virtuali delle università (es. portale Esse3, AlmaLaurea).

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Sfruttando queste risorse, pianificando con attenzione e mantenendo un approccio propositivo, le borse di collaborazione universitaria rappresentano un’esperienza formativa unica e irripetibile.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Come richiedere una borsa di collaborazione all'università italiana?

Per richiedere una borsa di collaborazione all'università, bisogna consultare il bando dell'ateneo, preparare l'ISEE e la documentazione richiesta, compilare la domanda online e attendere la pubblicazione della graduatoria.

Cosa sono le borse di collaborazione all'università e a chi sono rivolte?

Le borse di collaborazione universitari sono incarichi retribuiti per studenti iscritti, svolti a supporto di servizi interni come biblioteche, laboratori o eventi, con monte ore prestabilito e senza compiti amministrativi o didattici.

Quali vantaggi offre una borsa di collaborazione all'università?

Una borsa di collaborazione offre retribuzione, esperienza lavorativa nel contesto universitario, crescita personale, arricchimento del curriculum e facilita l'integrazione nella comunità accademica.

Quali sono i requisiti e i criteri di assegnazione delle borse di collaborazione all'università?

Le borse vengono assegnate in base a merito accademico, situazione economica (ISEE), regolarità negli studi e altri criteri specifici indicati nei bandi dell'ateneo.

Come aumentare le probabilità di ottenere una borsa di collaborazione all'università?

Per aumentare le probabilità è utile avere una buona media, ottenere l'ISEE in anticipo, presentare un curriculum curato e rispettare scrupolosamente le scadenze dei bandi.

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