Lettera in prima persona di una ragazza ansiosa ma brava a scuola: paure e relazioni con i genitori
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 17:55
Tipologia dell'esercizio: Lettera
Aggiunto: 19.01.2026 alle 14:24
Riepilogo:
Scopri come una ragazza ansiosa ma brava a scuola affronta paure e relazioni con i genitori, tra aspettative e gestione dell’ansia 📚
Ciao,
spero che questa lettera ti trovi bene. Mi chiamo Giulia e ho quattordici anni. Frequento la prima superiore e, anche se sono sempre stata brava a scuola, ti confesso che non è così semplice gestire tutto, almeno non per me. A volte penso di prendere tutto troppo seriamente, che forse dovrei rilassarmi un po', ma poi mi ritrovo sempre a pensare alle aspettative, sia mie che dei miei genitori. Vorrei raccontarti un po' della mia esperienza, forse ti ci ritroverai anche tu.
Da quando ero alle medie, ho sempre ottenuto buoni voti. Onestamente, mi è sempre piaciuto studiare. Imparare cose nuove mi dà un senso di soddisfazione. Però, con l’inizio delle scuole superiori, ho notato che la pressione è aumentata. Non solo devo entrare in una nuova scuola, con nuovi professori e compagni di classe, ma sembra anche che tutti si aspettino immediatamente che io dimostri di cosa sono capace.
In realtà, questa pressione l’ho sempre avvertita un po'. I miei genitori, per esempio, sono molto orgogliosi dei miei risultati accademici, e me lo dicono spesso. “Sei così intelligente” oppure “Sappiamo che farai grandi cose”. Lo dicono con l’intento di incoraggiarmi, ne sono sicura, ma qualche volta quelle parole mi fanno sentire come se fossi su un palcoscenico, sempre sotto i riflettori. Devo dimostrare continuamente di essere all’altezza delle loro aspettative.
C’è poi l’ansia, un’ombra che spesso accompagna le mie giornate. Mi preoccupo molto: delle verifiche, delle interrogazioni, ma anche delle dinamiche sociali. Cosa pensano di me i miei compagni? Sto facendo abbastanza per essere accettata? È come una vocina nella mia testa che non smette mai di parlare, e che talvolta diventa davvero rumorosa.
Tuttavia, ho imparato che l’ansia è un po’ come una previsione del tempo. Sai che ci sono altissime probabilità che piova e cerchi di prepararti di conseguenza, ma può sempre succedere che, alla fine, il cielo rimanga sereno. Sto cercando di abituarmi a questa idea, preparando il mio “ombrello mentale” senza preoccuparmi troppo. Questo mi aiuta, a volte, ad affrontare le giornate con una prospettiva più positiva.
Anche i miei amici hanno un ruolo importante nella mia vita. Parlarne con loro mi conforta perché capisco che non sono sola in questa esperienza. Molti di loro si sentono allo stesso modo, e confrontarci ci aiuta a sentirci meno isolati nei nostri pensieri.
Penso che sarebbe di grande aiuto se anche i genitori capissero quanto ci teniamo a soddisfare le loro aspettative, ma allo stesso tempo quanto possa essere travolgente. Ogni tanto, vorrei solo sentire un “Non preoccuparti, andrà tutto bene. Fai del tuo meglio e basta”, senza sentire sempre il peso della perfezione.
Ad ogni modo, sto imparando a trovare il mio equilibrio. Ho iniziato a praticare la respirazione consapevole per calmarmi, specie nei momenti in cui l’ansia sembra prendere il sopravvento. È sorprendente quanto possa aiutare, anche solo prendersi qualche minuto per respirare profondamente e rifocalizzarsi.
Alla fine della giornata, mi ricordo che le persone intorno a me mi vogliono bene e vogliono che io sia felice. E parte di quell’essere felice è anche accettare che non devo essere perfetta in tutto. È normale commettere errori, e va bene chiedere aiuto. Sto imparando che è solo attraverso questi piccoli passi che posso davvero crescere e prepararmi per il futuro che mi aspetta.
Continuerò a fare del mio meglio, ma cercherò di tener presente che il mio valore non si misura solo in voti scolastici. Spero che anche tu, leggendo queste parole, possa sentirti meno isolata nei tuoi pensieri e che, in qualche modo, possiamo affrontare insieme questo percorso.
Con affetto,
Giulia
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