La propaganda augustea
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 22.02.2026 alle 15:51
Tipologia dell'esercizio: Tema di storia
Aggiunto: 21.02.2026 alle 14:08
Riepilogo:
Scopri come la propaganda augustea consolidò il potere di Augusto e trasformò Roma attraverso arte, politica e monumenti storici.
La figura di Augusto, nato con il nome di Gaio Ottaviano Turino, rappresenta una delle pietre miliari della storia di Roma antica, non solo per il suo ruolo politico e militare, ma anche e soprattutto per l'abile uso della propaganda. La propaganda augustea fu centrale nel consolidare il suo potere e nell'instaurare il Principato, aprendo così l'epoca dell'Impero Romano.
Ottaviano divenne il principale erede politico di Giulio Cesare dopo la sua morte nel 44 a.C. La situazione politica all'epoca era estremamente instabile, con le guerre civili che avevano diviso la repubblica romana. In questo contesto, Ottaviano si dimostrò molto abile nel manipolare sia il senato che l'opinione pubblica. Un primo passo importante fu la diffusione delle "Res Gestae Divi Augusti", una sorta di autobiografia propagandistica in cui Augusto elenca le sue conquiste e meriti. Questo documento costituì una delle principali fonti di auto-promozione, con un'attenzione particolare nel descrivere le sue gesta con toni epici e glorificanti.
Un altro aspetto cruciale della propaganda augustea fu il grande progetto di edificazione e ristrutturazione di Roma. Augusto stesso avrebbe detto, secondo quanto riportato da Svetonio, “Ho trovato una città di mattoni, e vi lascio una città di marmo”. Questo progetto non era solo utilitaristico ma serviva anche ad impressionare il popolo romano e far percepire il suo regno come un nuovo inizio splendente e prospero. Opere come il Foro di Augusto e il Tempio di Marte Ultore divennero simboli tangibili del suo potere e del suo impegno verso il popolo romano.
Anche l'arte e la letteratura furono strumenti di propaganda essenziali. Poeti come Virgilio, Orazio e Ovidio agirono quasi come uffici stampa dell'imperatore, esaltando le sue virtù e il suo governo. L'Eneide di Virgilio, in particolare, non solo espandeva il mito delle origini di Roma legandole a Enea, ma tracciava anche un diretto collegamento tra questo eroe mitologico e lo stesso Augusto. Questo collegamento mitologico serviva a legittimare il suo potere e a farlo apparire non solo come un leader politico, ma quasi come una figura divina guidata dal destino.
Parallelamente all'arte e all'edificazione, Augusto seppe fare un largo uso delle immagini, ricorrendo spesso al simbolismo. Monete, statue, e monumenti furono strumenti potenti per diffondere la sua immagine e i suoi valori. La distribuzione di monete recanti il suo volto e i simboli della vittoria e della pace, per esempio, serviva a ricordare costantemente ai cittadini romani chi fosse il loro benefattore e il garante della stabilità e prosperità.
Anche la religione fu un campo in cui Ottaviano operò. Restaurò numerosi culti tradizionali e promosse il culto imperiale, presentandosi come Pontifex Maximus, il massimo sacerdote, e associando la sua figura a divinità tradizionali come Apollo. Tale connessione con il divino serviva sia a consolidare la sua autorità sia a rendere più accettabile e legittima la sua posizione di potere.
La Pax Augusta, la lunga epoca di pace iniziata sotto il suo governo, venne raccontata e percepita come un dono personale dell'imperatore al popolo romano. Quest'idea venne amplificata attraverso numerosi mezzi propagandistici, come l'Ara Pacis Augustae, un altare il cui dettagliato fregio rappresentava motivi di pace e prosperità sotto il governo di Augusto.
Infine, le celebrazioni e i giochi pubblici, come le lunghe serie di feste e celebrazioni annuali intese a celebrare diverse vittorie o ricorrenze, non solo divertivano il pubblico ma allo stesso tempo rinforzavano l'immagine di Augusto come indispensabile garante di prosperità e felicità.
In conclusione, la propaganda augustea fu un complesso e intelligente insieme di pratiche culturali, sociali e religiose volta a consolidare il potere di Ottaviano e a legittimare la nuova forma di governo. Utilizzando strumenti variegati come l'architettura, l'arte, la letteratura, la religione e persino la moneta, Augusto riuscì a reindirizzare la percezione pubblica verso un'immagine eroica e quasi divina della sua persona, garantendo così la stabilità e la longevità del suo impero.
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