Maturità 2015: commissari esterni e tesina da preparare
Tipologia dell'esercizio: Tema di storia
Aggiunto: oggi alle 5:34
Riepilogo:
Scopri come affrontare Maturità 2015, commissari esterni e tesina: strategie pratiche per organizzare lo studio e preparare l orale con sicurezza.
Maturità 2015: dalla paura dei commissari esterni alla costruzione della tesina
Nel calendario emotivo di ogni studente dell’ultimo anno delle superiori ci sono alcune date che contano quasi quanto quelle ufficiali dell’esame. Una di queste è senza dubbio la pubblicazione delle materie affidate ai commissari esterni. Per i maturandi del 2015, come per tante generazioni prima di loro, quel momento ha segnato un passaggio netto: fino a quel giorno prevalgono ipotesi, timori, discussioni infinite nei corridoi e nei gruppi di classe; subito dopo, invece, l’attenzione si sposta su qualcosa di più concreto, più personale e in fondo più rivelatore della vera preparazione di uno studente, cioè la tesina e il colloquio orale.A prima vista potrebbe sembrare una questione puramente organizzativa. In realtà non è così. Sapere quali materie saranno rappresentate dai commissari esterni non serve soltanto a immaginare chi farà le domande o quali discipline saranno “più pesanti” in commissione. Questa informazione modifica il modo di studiare, di distribuire il tempo, di ragionare sui collegamenti interdisciplinari e persino di vivere psicologicamente le ultime settimane prima dell’esame. È proprio in questo passaggio che la Maturità rivela la sua natura più autentica: non soltanto verifica di nozioni, ma prova di metodo, autonomia, lucidità e capacità di dare forma a un percorso coerente.
La tesina, nel contesto della Maturità 2015, assume quindi un valore particolare. Non è un semplice fascicolo di appunti né una somma di riassunti. È piuttosto un ponte tra il lavoro svolto negli anni e la capacità dello studente di presentarsi come persona che sa pensare, scegliere e costruire connessioni tra i saperi. Dopo l’annuncio delle materie dei commissari esterni, la tesina smette di essere un’idea astratta e diventa una strategia concreta. In altre parole, l’incertezza lascia il posto alla progettazione.
L’annuncio delle materie esterne: un rito scolastico carico di tensione
Ogni maturando conosce bene l’atmosfera che accompagna i giorni precedenti alla pubblicazione delle materie dei commissari esterni. È una fase fatta di supposizioni, voci, confronti con gli anni passati. In sala professori, nei bar vicino alla scuola, nei social, si cerca di interpretare ogni segnale. Alcuni sperano che escano le materie in cui si sentono più sicuri; altri temono soprattutto quelle in cui il programma appare ancora fragile o dispersivo.I commissari esterni spaventano perché rappresentano, nell’immaginario studentesco, l’imprevedibile. I professori interni sono conosciuti: se ne intuiscono le abitudini, il tipo di domande, perfino le espressioni del viso nei momenti più tesi. L’esterno invece è percepito come distante, estraneo al percorso svolto in classe, talvolta più severo proprio perché non coinvolto emotivamente. Questa percezione non è sempre giusta, ma è molto diffusa. Da qui nasce l’attesa quasi febbrile per la pubblicazione delle materie.
Eppure il punto fondamentale è un altro: conoscere le materie esterne non cambia il programma, ma cambia la strategia con cui lo si affronta. Uno studente che sa di avere un commissario esterno in filosofia o in matematica non studierà necessariamente di più, ma studierà in modo diverso. Cercherà di colmare le lacune, di prevedere i nuclei fondamentali, di prepararsi a esporre con maggiore ordine. Soprattutto, comincerà a pensare alla tesina non solo in termini di interesse personale, ma anche come strumento per creare un dialogo intelligente con la commissione.
Dal punto di vista psicologico, questo annuncio produce spesso un effetto paradossale: genera paura, ma subito dopo anche sollievo. Finché non si sa nulla, tutto è possibile e quindi tutto sembra più minaccioso. Quando invece le materie vengono rese note, l’ansia si concretizza. E ciò che ha un nome, per quanto difficile, si affronta meglio di ciò che resta indefinito. È il momento in cui la classe smette di parlare soltanto della commissione e inizia a chiedersi: “Adesso, su cosa faccio la tesina?”.
La tesina come risposta concreta all’incertezza
Dopo l’uscita delle materie dei commissari esterni, la tesina torna al centro del lavoro dei maturandi perché offre una direzione. In un esame che spesso appare come un insieme di prove separate — scritti, correzioni, colloquio, giudizio finale — la tesina rappresenta un tentativo di dare unità al percorso. È una mappa, un filo che permette allo studente di orientarsi e, almeno in parte, di orientare anche l’inizio dell’orale.Una tesina efficace non nasce dal desiderio di stupire a ogni costo. Al contrario, funziona quando riesce a combinare originalità e misura. Un argomento troppo generico rischia di diventare vago; uno troppo eccentrico può rendere difficili i collegamenti o trasmettere l’idea di un lavoro costruito più per impressionare che per convincere. Il punto sta nel trovare un tema significativo e sostenibile, che consenta di mettere in relazione le discipline senza forzature.
La differenza tra una tesina forte e una debole si vede subito. Quella ben costruita ha un filo conduttore chiaro, usa un linguaggio preciso, evita di accumulare informazioni inutili e mostra una vera partecipazione personale. Non si limita a passare da una materia all’altra come se fossero caselle da riempire, ma fa capire perché quei collegamenti esistono. Una tesina debole, invece, assomiglia spesso a un collage: qualche pagina di italiano, poi storia, poi filosofia, senza una vera necessità interna. In questi casi l’argomento generale resta un’etichetta, non una struttura del pensiero.
Inoltre la tesina è utile anche per affrontare l’emozione del colloquio. Iniziare da un tema scelto e preparato dallo studente permette di prendere la parola con maggiore sicurezza. L’attacco dell’orale è spesso il momento più delicato: la voce trema, le mani sudano, il timore di bloccarsi è fortissimo. Avere davanti un percorso proprio, su cui si è riflettuto davvero, può fare la differenza. Non elimina l’ansia, ma la incanala.
Come scegliere un argomento valido
La scelta del tema è forse il passaggio più delicato. Molti studenti partono da un errore comune: chiedersi quale argomento “faccia bella figura”. In realtà la domanda più giusta è un’altra: quale argomento mi permette di ragionare con sincerità, competenza e coerenza? Una tesina riesce bene quando c’è un rapporto reale tra il tema e lo studente che lo presenta.L’interesse personale conta moltissimo. Se un ragazzo è stato colpito durante l’anno dal tema della crisi dell’identità leggendo Pirandello, oppure dal rapporto tra uomo e natura attraverso Leopardi, o ancora dalla riflessione sulla guerra leggendo Ungaretti, partirà con un vantaggio: parlerà di qualcosa che sente. E quando un argomento è sentito, lo studio non è più soltanto memorizzazione, ma comprensione. Questo si percepisce subito anche durante l’esposizione.
Naturalmente l’interesse da solo non basta. Un buon tema deve essere collegabile. Deve permettere l’ingresso naturale di più discipline, senza dare l’impressione di essere stato “allargato” artificialmente. Temi come il tempo, la libertà, il rapporto individuo-società, il doppio, la crisi dell’uomo moderno, la memoria, il progresso, la tecnica, sono spesso efficaci proprio perché attraversano campi diversi. In italiano si possono trovare autori e opere; in storia eventi concreti; in filosofia categorie interpretative; nelle scienze e nella fisica applicazioni o trasformazioni del sapere; nelle lingue straniere ulteriori aperture culturali.
C’è poi un terzo criterio, che spesso viene sottovalutato: la semplicità ben costruita. Molti studenti credono che una tesina valida debba essere vastissima e contenere tutto. Ma la maturità non si misura dalla quantità degli argomenti accumulati. Si misura piuttosto dalla capacità di scegliere, organizzare e tagliare il superfluo. Meglio sviluppare bene un aspetto preciso della modernità, per esempio la frattura dell’io nel Novecento, che tentare di raccontare l’intera storia della crisi contemporanea senza approfondire nulla.
In questo quadro le materie dei commissari esterni hanno un peso reale. Non devono dettare in modo meccanico l’argomento, ma è sensato tenerle presenti. Se una materia esterna è centrale nell’indirizzo di studi, conviene inserirla nel percorso con un collegamento solido. Così si evita di lasciare zone d’ombra e si mostra alla commissione una preparazione equilibrata.
Il metodo: costruire un percorso davvero coerente
Una volta scelto il tema, bisogna costruire l’architettura della tesina. Il primo passo è definire il filo conduttore, cioè l’idea che tiene insieme il percorso. Non basta dire “parlo della libertà” o “parlo della guerra”: bisogna chiarire da quale punto di vista. Libertà come conquista politica? Come condizione esistenziale? Come ricerca dell’identità? Guerra come evento storico? Come trauma della coscienza? Come accelerazione del progresso tecnico? La precisione iniziale rende tutto più chiaro.Nelle scuole italiane, soprattutto nei licei, alcune discipline si prestano in modo naturale ai collegamenti. In italiano, ad esempio, Pirandello è quasi inevitabile quando si affrontano i temi dell’identità, della maschera sociale, della frantumazione dell’io; Svevo è prezioso per l’analisi della coscienza e dell’inettitudine; Ungaretti e Quasimodo sono riferimenti importanti se si lavora sulla guerra, sulla precarietà, sulla memoria; Leopardi permette riflessioni altissime sul dolore, sulla natura, sul limite umano; Calvino apre piste sul rapporto tra leggerezza, modernità, tecnica, immaginazione.
La storia, d’altra parte, dà sempre concretezza. Le grandi vicende del Novecento — le due guerre mondiali, i totalitarismi, la Resistenza, la Guerra fredda, la nascita dell’Europa contemporanea — non sono solo argomenti scolastici, ma veri snodi di civiltà. Inserirli bene in una tesina significa mostrare che le idee non vivono nel vuoto, ma dentro processi sociali e politici.
La filosofia consente di approfondire. Pensatori come Nietzsche, Freud, Marx, Kierkegaard, Sartre o Hannah Arendt permettono di passare dal fatto al significato, dall’evento alla sua interpretazione. Un percorso sulla crisi dell’uomo novecentesco, ad esempio, può trovare in Freud una chiave per leggere l’inconscio e la frattura interiore; in Nietzsche una critica ai valori tradizionali; in Sartre una riflessione drammatica sulla libertà e sulla responsabilità.
Anche le lingue straniere possono dare respiro alla tesina, purché il collegamento sia autentico. Non servono grandi effetti: può bastare un autore, un movimento culturale, un contesto storico. L’importante è che il passaggio da una lingua all’altra non sembri una parentesi decorativa, ma un ampliamento reale del tema.
Lo stesso vale per scienze, matematica, fisica, arte o discipline tecniche, a seconda dell’indirizzo. In un tema sull’uomo e la tecnica, per esempio, la fisica e le scienze possono offrire riferimenti allo sviluppo scientifico del Novecento; l’arte può mostrare come le avanguardie abbiano rappresentato velocità, macchina, disgregazione del punto di vista; negli istituti tecnici si possono richiamare trasformazioni produttive, sistemi industriali, innovazioni tecnologiche.
L’errore da evitare è il collegamento meccanico. Non basta trovare parole uguali: serve una relazione concettuale vera. Se il tema è la libertà, non si può collegare una materia solo perché compare occasionalmente il termine “libero”. Bisogna spiegare in che senso quel contenuto contribuisce davvero al discorso generale.
Maturità 2015, social e confronto tra studenti
Nel 2015 il mondo degli studenti era già fortemente attraversato dai social network, dai forum, dai siti dedicati alla scuola. Dopo la pubblicazione delle materie esterne, questi spazi si animavano immediatamente: chi chiedeva consigli, chi proponeva mappe concettuali, chi condivideva esempi di tesine degli anni precedenti. Era, ed è, una forma di mutuo aiuto molto diffusa.Questo confronto ha aspetti positivi. Permette di verificare se un’idea è troppo scontata, troppo complessa o poco collegabile. Aiuta a trovare spunti, autori, possibili nessi che da soli magari non si vedrebbero. In fondo anche lo studio è, almeno in parte, un’attività collettiva: si impara molto parlando con gli altri.
Esiste però un limite chiaro. Cercare suggerimenti è utile; copiare un percorso già pronto è un errore. La tesina non deve essere soltanto consegnata: deve essere difesa, spiegata, abitata durante l’orale. Se non nasce da un lavoro personale, diventa fragile alla prima domanda imprevista. Il commissario se ne accorge quasi subito quando uno studente ripete formule imparate senza vera padronanza.
I commissari esterni: da minaccia a occasione
Nell’immaginario studentesco i commissari esterni sono spesso figure quasi leggendarie, circondate da racconti esagerati: il docente severissimo, quello che “boccia tutti”, quello che fa domande impossibili. In realtà, come spesso accade, la distanza tra immaginazione e realtà è notevole. Il commissario esterno non è necessariamente un nemico; anzi, può essere una garanzia di imparzialità. Valuta ciò che vede e ascolta, non la simpatia o l’antipatia maturata durante l’anno.Da questo punto di vista, una buona tesina può trasformare la percezione dell’esterno. Invece di subirne il giudizio con passività, lo studente si presenta con un progetto ordinato, personale, ragionato. La tesina diventa allora una forma di dialogo: dice implicitamente alla commissione che chi ha davanti non sta improvvisando, ma ha lavorato per costruire un discorso serio. È un modo per convertire l’ansia in iniziativa.
Una prova di maturità personale
Alla fine, ciò che rende significativa la tesina non è solo il suo valore scolastico, ma il fatto che metta in gioco competenze profondamente formative. Scegliere un tema significa assumersi una responsabilità. Organizzare materiali diversi significa esercitare autonomia. Collegare discipline differenti richiede intelligenza sintetica, non mera memoria.C’è poi un aspetto molto concreto: la gestione del tempo e dello stress. Dopo l’annuncio delle materie esterne, le settimane sembrano accorciarsi. Tutto appare urgente: ripassare, completare i programmi, esercitarsi per gli scritti, preparare l’orale. In questo quadro la tesina diventa anche un esercizio di organizzazione personale. Bisogna pianificare, decidere priorità, evitare di perdersi nei dettagli. È una piccola prova di vita adulta, non soltanto di rendimento scolastico.
Si potrebbero immaginare molti percorsi efficaci per la Maturità 2015. Un tema come la crisi dell’uomo nel Novecento consentirebbe di passare da Pirandello o Svevo alla storia delle guerre e dei totalitarismi, fino a Freud o Nietzsche, con aperture verso l’arte espressionista o surrealista. Il tema della libertà permetterebbe collegamenti tra letteratura, Resistenza, Costituzione, esistenzialismo e movimenti culturali stranieri. Guerra e memoria offrirebbero un terreno ricco tra Ungaretti, la storia dei conflitti mondiali, la riflessione filosofica sulla crisi della ragione e persino le trasformazioni tecnico-scientifiche legate al conflitto. Anche il rapporto tra uomo e tecnica, così attuale, potrebbe aprire un discorso sul moderno tra Calvino, sviluppo industriale, filosofia della tecnica, fisica e rappresentazioni artistiche del progresso.
Conclusione
L’annuncio delle materie dei commissari esterni nella Maturità 2015 non è stato, per i maturandi, un semplice dettaglio amministrativo. Ha rappresentato un cambio di ritmo, quasi di clima: dalla fase dell’attesa e delle ipotesi a quella della costruzione consapevole. In questo passaggio la tesina ha assunto un ruolo decisivo, non come accessorio formale ma come strumento di orientamento, di sintesi e di espressione personale.Preparare una tesina significa molto più che mettere insieme argomenti di materie diverse. Significa scegliere, ordinare, collegare, motivare. Significa dimostrare non solo di aver studiato, ma di saper dare forma allo studio. Per questo, se costruita con serietà e intelligenza, la tesina diventa un alleato prezioso all’orale e forse il segno più evidente di quella maturità che l’esame, almeno nelle sue intenzioni migliori, dovrebbe davvero misurare.

Vota:
Accedi per poter valutare il lavoro.
Accedi