Racconto di avventura in prima persona nell'epoca dei conquistadores: la fuga su una nave dopo aver rubato del cibo
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 13.01.2026 alle 12:15
Tipologia dell'esercizio: Esercizio per casa
Aggiunto: 6.11.2024 alle 16:27
Riepilogo:
Ragazzo affamato ruba mele a Siviglia🍎 e si nasconde su una nave⛵ per il Nuovo Mondo. Miguel lo aiuta: trova fiducia e speranza.
Il sole era ormai alto sul porto di Siviglia, gettando i suoi raggi dorati sulle acque increspate del fiume Guadalquivir. Il mio cuore batte all'impazzata mentre mi muovo tra la folla caotica del mercato. L'odore del pesce fresco e delle spezie si mescola al sudore dei venditori ambulanti, creando un’atmosfera vibrante e tumultuosa. Il mio stomaco brontola rumorosamente: non mangio da due giorni e il dolore della fame è ormai insopportabile.
Mi aggiro furtivo tra le bancarelle, cercando un'occasione favorevole. La mia attenzione viene attratta da una pila di frutti maturi e succosi esposti su una bancarella poco sorvegliata. Senza pensarci due volte, mi avvicino e, con un movimento rapido e preciso, afferro una manciata di mele. Ma proprio mentre mi sto per allontanare, un grido risuona nell’aria: "Ladro! Fermate quel ragazzo!"
Senza guardarmi indietro, mi getto nella folla, zigzagando tra le persone che si scansano con espressioni sorprese. Le urla del venditore si fanno più lontane, ma so che non posso permettermi di rallentare. Continuo a correre, ignorando il bruciore ai polmoni e il sudore che mi gocciola sulla fronte.
Raggiungo finalmente il molo e decido di nascondermi in una nave attraccata poco distante. È una di quelle grandi navi che stanno preparando una spedizione verso il Nuovo Mondo, carica di provviste e vituaglie. Mi infilo di soppiatto sotto una coperta di tela che ricopre alcune casse, il cuore ancora in gola e il respiro affannoso.
Il vantaggio di essere un ragazzo piuttosto minuto è che posso raggomitolarmi in spazi angusti senza dare troppo nell’occhio. Mi metto comodo e finalmente addento una mela. Il sapore dolce e aspro al tempo stesso mi riempie la bocca, e la mia fame si placa, almeno momentaneamente.
Mentre il tempo passa, il vociare sul ponte si fa più intenso e il rumore delle funi e delle vele mi fa capire che la nave sta per salpare. Il pensiero di lasciare la Spagna, la mia casa, mi spaventa ma al contempo mi eccita. Una parte di me sa che non ho nulla da perdere e che un salto verso l'ignoto potrebbe rappresentare la mia un'opportunità di cambiamento.
La nave inizia a muoversi, scivolando lungo il fiume e poi verso l'Atlantico. In pochi giorni lasciamo il porto di Siviglia alle spalle, e il profumo salmastro del mare aperto riempie l’aria. Mi avventuro molto raramente fuori dal mio nascondiglio, la paura di essere scoperto sempre presente. Mi accontento delle razioni che riesco a sottrarre dalle scorte quando l’equipaggio è occupato con le manovre.
Una notte, mentre la nave solca le onde sotto un cielo stellato, mi avventuro fuori per prendere un po' d’aria fresca. Il vento marino mi scompiglia i capelli e per un attimo mi sento libero come mai prima. Eppure, la libertà ha un prezzo. Devo fare molta attenzione a non farmi sorprendere, altrimenti la punizione potrebbe essere severa.
Le settimane passano e il viaggio diventa una sfida quotidiana tra evitare l'equipaggio e trovare di che nutrirmi. Con il passare del tempo, inizio a familiarizzare con il ritmo della nave e mi accorgo che, nonostante tutto, sto imparando. Vedo i marinai navigare con l’aiuto delle stelle e riparare le vele strappate con abilità, e mi stupisco della loro perizia.
Una sera, mentre mi nascondo in un angolo buio del ponte, un giovane marinaio di nome Miguel mi scopre. Il suo sguardo è sorpreso, ma nei suoi occhi non vedo la durezza che mi era stata raccontata appartenere ai marinai. Mi offre un pezzo di pane e un po' d'acqua, e in cambio mi chiede di sentire la mia storia.
Gli racconto di Siviglia, della mia famiglia che ho perduto e della fame che mi ha spinto a rubare. Miguel ascolta attentamente e poi annuisce, comprendendo da dove vengo. Mi parla del Nuovo Mondo, delle terre sconfinate e delle avventure che ci attendono. Mi fa promettere di non intralciare l’equipaggio e mi assicura che terrà riservata la mia presenza.
Il tempo passa e, grazie all’aiuto di Miguel, riesco a guadagnarmi qualche simpatia tra i marinai. Non sono più solo un clandestino, ma un giovane destinato alla scoperta e alla nuova vita che ci attende oltre l’orizzonte. Il viaggio sarà lungo e pieno di pericoli, ma per la prima volta, il futuro sembra brillare di possibilità.
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