Colloquio di lavoro: 7 gesti inconsapevoli che rovinano la prima impressione
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 23:41
Tipologia dell'esercizio: Saggio breve
Aggiunto: 18.01.2026 alle 15:21

Riepilogo:
Scopri i 7 gesti inconsapevoli che rovinano la prima impressione al colloquio di lavoro e impara a gestire il linguaggio del corpo con efficacia 📘
Il corpo ti tradisce: i 7 gesti inconsapevoli che possono compromettere un colloquio di lavoro secondo la psicologia
---L’accesso al mondo del lavoro, in Italia come ovunque, passa quasi sempre attraverso il cruciale rito del colloquio. Nell’immaginario collettivo, il colloquio non è solo uno scambio di domande e risposte: rappresenta un vero e proprio esame di maturità sociale e professionale. In un’epoca in cui la competizione è feroce e i candidati spesso presentano qualifiche simili, ciò che fa davvero la differenza non sempre è il contenuto del discorso, ma il modo in cui ci si presenta. Ogni studente universitario ricorda la frustrazione di quell’incontro in cui sembrava di aver detto tutto nel modo più corretto, eppure non si è ricevuta alcuna risposta positiva. Perché?
A fare la differenza, spesso invisibile ma potente, è il linguaggio del corpo. La comunicazione non verbale – fatta di sguardi, gesti, posture, microespressioni – può veicolare segnali contrari rispetto a ciò che tentiamo faticosamente di esprimere a parole. Nei primi secondi del colloquio, il selezionatore si forma una prima impressione che, secondo molti studi, diventa difficilmente modificabile. Se il nostro corpo “dice” insicurezza o chiusura, tutto il resto rischia di essere vano.
Da qui nasce lo scopo di questo saggio: identificare i 7 gesti inconsapevoli che, secondo la psicologia, sabotano la riuscita di un colloquio. Non si tratta di demonizzare i nostri automatismi, ma di riconoscerli e imparare a gestirli in modo da presentare di noi stessi un’immagine coerente, autentica e convincente.
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1. La psicologia del linguaggio corporeo nel colloquio di lavoro
Comunicazione verbale e non verbale: i due binari del dialogoLa comunicazione umana si divide in due grandi canali: quello verbale, composto da ciò che diciamo, e quello non verbale, che abbraccia tutto ciò che non passa attraverso le parole. Gesti delle mani, espressioni del volto, movimenti oculari, posizione delle braccia o delle gambe: tutto questo forma il cosiddetto “linguaggio del corpo”. Mentre le parole possono essere scelte con cura, la comunicazione non verbale è spesso involontaria, e proprio per questo considerata dagli psicologi come maggiormente autentica. Nel contesto del colloquio di lavoro, dove il tempo e lo spazio per conoscersi sono limitati, ogni dettaglio – anche il più piccolo – contribuisce a formare l’opinione del selezionatore.
I meccanismi psicologici del giudizio rapido
Il professore ARB Mehrabian, pioniere degli studi sulla comunicazione, indica che la comunicazione non verbale pesa per il 55% nella percezione complessiva del messaggio; la voce e il tono per il 38%, e solo il 7% è attribuibile al contenuto verbale. È una proporzione sbalorditiva, spesso confermata anche in diversi corsi universitari di psicologia applicata in Italia. Pensiamo per esempio alle infinite discussioni sull’importanza del “colpo d’occhio”, tema caro sia a docenti che a esperti del lavoro. Il corpo, dunque, parla con una forza spesso superiore a quella delle parole, e il giudizio del selezionatore si basa su segnali visuali e posture raccolte nei primi 30 secondi.
Il paradosso dell’autocontrollo
Dietro la spontaneità apparente, il corpo risente dell’ansia. In un colloquio, la tensione può prendere il sopravvento: il cuore accelera, le mani sudano, si cercano istintivamente posizioni protettive. Più cerchiamo di controllare questi segnali, più rischiamo che appaiano artificiali o che emergano tic e automatismi rivelatori di disagio. È il noto paradosso: la ricerca esasperata di controllo porta, spesso, al risultato opposto – e il nostro corpo rischia di tradirci proprio quando vorremmo mostrarci al meglio.
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2. I 7 gesti che possono compromettere un colloquio di lavoro
1. Toccare il viso o il collo
Giocherellare con il mento, accarezzarsi il lobo dell’orecchio, grattarsi la nuca: sono gesti tipici quando siamo sotto pressione. Secondo la psicologia, hanno una funzione auto-calmante, simile a quella di chi, da bambino, stringeva il proprio peluche per sentirsi protetto. Ma agli occhi del selezionatore questi movimenti indicano disagio, insicurezza, o peggio ancora la sensazione che il candidato voglia “nascondere qualcosa”. Consiglio pratico: diventa consapevole di questi automatismi e tieni le mani appoggiate sul tavolo, visualizzando i confini del tuo spazio.2. Mani nascoste
In contesti formali come un colloquio, nascondere le mani sotto il tavolo o infilare i pollici nelle tasche può ricreare, secondo la tradizione antropologica italiana (anche analizzata nelle opere di Cesare Lombroso quando studiava i segni dell’inaffidabilità), un’atmosfera di chiusura e diffidenza. Le mani, più di ogni altra parte del corpo, comunicano intenzioni e apertura. Mostrare i palmi esprime sincerità e trasparenza; al contrario, mani nascoste generano sospetto o timore.3. Incrociare braccia o gambe
Un gesto apparentemente innocuo, ma che agli occhi esperti di chi seleziona può apparire come un “muro” tra sé e l’interlocutore. Nella cultura italiana, notoriamente incline alla gestualità ampia e all’accoglienza, una postura chiusa trasmette distanza e insicurezza. Meglio, quindi, avere una postura aperta, con braccia e gambe rilassate, per garantire al dialogo maggiore fluidità e calore umano.4. Evitare il contatto visivo
Lo sguardo è uno degli strumenti più potenti per generare fiducia e coinvolgimento. Lo evocava già Luigi Pirandello nelle sue novelle: “Lo sguardo è la prima parola non detta”. Evitare lo sguardo trasmette incertezza, paura o scarso interesse. Eccesso di fissità, tuttavia, rischia di diventare intimidatorio. La chiave sta nella moderazione: guardare l’interlocutore negli occhi in modo naturale, interrompendo ogni tanto per mantenere leggerezza e sincerità.5. Postura troppo rigida o asimmetrica
Arrivare al colloquio impettiti come soldati può dare una sensazione di forza forzata o disagio. Allo stesso modo, una posizione troppo molle suggerisce trascuratezza. Il corpo dovrebbe essere dritto ma rilassato, rappresentando equilibrio e padronanza di sé. Come ci insegna la tradizione teatrale italiana, da Goldoni a Eduardo De Filippo, la credibilità dell’attore (e quindi del candidato) passa dalla verosimiglianza del corpo prima ancora che dalla recitazione delle battute.6. Tic e movimenti nervosi ripetitivi
Tamburellare le dita, muovere incessantemente i piedi, giocare con penne o bottoni: questi piccoli movimenti rischiano di diventare una sinfonia nervosa che disturba il colloquio. I movimenti ripetitivi sono interpretati dall’altra parte come incapacità di gestire l’emotività. Un consiglio utile è imparare qualche esercizio di consapevolezza corporea o semplicemente porre entrambe le mani immobili sulle gambe.7. Stretta di mano inadeguata
In Italia, la stretta di mano è ancora un rito carico di significato simbolico: rappresenta fiducia, rispetto e intenzione. Una stretta troppo debole racconta di insicurezza, una eccessivamente forte rischia di essere letta come aggressività. L’ideale è una stretta ferma ma gentile: né troppo lunga, né fuggitiva. È possibile allenarsi, magari con amici o familiari, finché non diventa gesto naturale.---
3. Strategie per migliorare la comunicazione non verbale
Consapevolezza e autoanalisi
Il primo passo è conoscersi. Registrarsi durante una simulazione di colloquio, magari davanti allo specchio, può aiutare a cogliere gesti involontari. Confrontarsi con amici che abbiano già affrontato la stessa esperienza o, se possibile, partecipare agli incontri organizzati nei centri di orientamento universitari (i cosiddetti Career Day), consente di acquisire feedback preziosi.Esercizi pratici e “power pose”
Alcuni studi condotti dall’Università di Bologna hanno dimostrato che assumere una posizione di “potere” (gambe ben poggiate, schiena dritta, mani appoggiate sul tavolo) anche solo per due minuti, abbassa il tasso di cortisolo (ormone dello stress) e aumenta la percezione di fiducia in sé stessi. Questa semplice abitudine, se praticata prima di ogni colloquio, può cambiare radicalmente l’impatto corporeo e mentale.Congruenza tra parole e movimenti
Sii coerente: ciò che esprimi a parole deve essere sostenuto dal tuo corpo. Se esprimi entusiasmo, ma hai le braccia incrociate, il messaggio non arriverà convincente. Uno scenario mostrato spesso nei laboratori di comunicazione delle università italiane utilizza role play in cui simulazione, video e feedback aiutano ad allineare modalità verbale e non verbale.Tecniche di rilassamento
La respirazione profonda, la mindfulness e brevi esercizi di visualizzazione positiva sono disponibili ormai anche in molte app per smartphone. Praticati poco prima del colloquio, aiutano ad allentare la tensione e a limitare in modo naturale tic e gesti nervosi. Ricordiamo che, in molti Atenei italiani, esistono sportelli psicologici che propongono cicli di rilassamento e preparazione mentale gratuiti o a basso costo per studenti.---
Conclusione
La capacità di saper comunicare senza parole è tra le competenze più richieste dal mercato del lavoro odierno, forse anche più della conoscenza tecnica. I sette gesti passati in rassegna mostrano come sia facile, senza rendersene conto, trasmettere insicurezze o mettere una barriera invisibile tra sé e l’opportunità sognata. L’allenamento quotidiano e la consapevolezza permettono, invece, di trasformare il linguaggio del corpo da ostacolo a risorsa.Sottolineare, però, che non bisogna inseguire la perfezione, è fondamentale: la chiave del successo sta nella congruenza tra ciò che si sente, si pensa e si trasmette. La sincerità, mediata da una buona dose di pratica, è la migliore alleata di qualsiasi colloquio. Il talento deve poter brillare senza essere offuscato da gesti traditori.
Imparare a leggere e guidare il linguaggio corporeo non solo rafforza le possibilità di trovare lavoro, ma accresce autostima e consapevolezza personale: un vero investimento per il futuro in qualsiasi ambito della vita.
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Appendice: Suggerimenti pratici
- Checklist dei gesti da evitare: toccarsi il viso/collo, nascondere le mani, incrociare arti, evitare lo sguardo, rigidità/postura scorretta, tic nervosi, stretta di mano sbagliata. - Esercizi quotidiani: dieci minuti al giorno davanti allo specchio, pratica di power pose, esercizi di respirazione. - Risorse online: video tutorial sul linguaggio non verbale (es. canali universitari italiani, webinar di orientamento al lavoro), libri di Paolo Crepet e Umberto Galimberti sulla comunicazione interpersonale. - Approfondimenti: leggere testi di psicologia evoluzionistica e “Il corpo non mente” di Anna Guglielmi, o seguire i seminari del Centro Italiano di Analisi Non Verbale.---
Superare un colloquio di lavoro significa imparare a raccontare sé stessi con tutte le parole possibili, anche quelle che solo il corpo sa pronunciare.
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