Cosa vorrebbe dire Orfeo a Euridice: una lettera immaginaria dopo la discesa nell’Ade
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 13.01.2026 alle 13:20
Tipologia dell'esercizio: Lettera
Aggiunto: 3.11.2024 alle 12:55
Riepilogo:
Scopri una lettera immaginaria di Orfeo a Euridice dopo la discesa nell'Ade: modello, analisi dei sentimenti e spunti per svolgere l'esercizio scolastico
Euridice mia amata,
mentre queste parole scorrono sulla pergamena, immagino la tua figura avvolta nelle ombre dell’Ade, lontana e inaccessibile ma sempre presente nel mio cuore e nella mia mente. Non passa un istante senza che la tua immagine non mi attraversi con la stessa forza di quando ti stringevo tra le mie braccia. Ti amo più di quanto io possa comprendere, Euridice, e in questo amore trovo la mia forza e la mia debolezza, il mio paradiso e il mio inferno.
Quando sei scivolata nuovamente nell'oscurità, il mondo intorno a me è crollato come un palcoscenico su cui l'ultimo atto è stato recitato senza parola alcuna. Vorrei poter fermare il tempo, vorrei poter scrivere nuove righe su quel copione della nostra esistenza e riportarti a me. Le mie mani non sono state abbastanza salde, e il peso del tuo amore è stato compreso solo tardivamente. Morirei cento volte per salvare te, per evitare che quel momento si ripeta, per riscrivere il nostro destino.
E voi, Signori della Corte, angeli serafini del purgatorio e servitori di Satana, vassalli del dio dell’inferno, non avreste visto mai nulla di più potente della nostra unione. Avremmo potuto insegnarvi cosa significa amare davvero. Eppure, il destino ha voluto che io rimanessi qui, nella mera ombra della mia esistenza senza di te. Ma in quel breve e splendente istante di speranza, la nostra unione è stata più forte di qualsiasi potere terreno o ultraterreno.
Tu mi hai insegnato ad amare. E non sai quanto adesso vorrei vederti vivere, danzare alla luce del sole, ridere come facevi un tempo. Quel tempo sembra adesso appartenere a un'altra vita, a un universo parallelo di gioie irraggiungibili. Ma il tuo spirito rimane il fuoco che arde in me, la fiamma inestinguibile della mia musica e della mia anima.
Il nostro amore va oltre i confini del comprensibile. Ti amo più di quanto il mondo possa comprendere. Il mio amore per te è riservato solo agli dei, ti amo più di quanto un essere umano possa sopportare. In ogni melodia che compongo, sei la nota nascosta che rende tutta l'opera completa, il sussurro che accompagna ogni mio respiro. E anche se il dolore della tua perdita è una ferita aperta, esso non fa che amplificare la mia dedizione e il mio fervente desiderio di riunirmi a te, in questa vita o in un'altra.
Mi illudo che un giorno io possa attraversare di nuovo i confini dell’Ade per venire a prenderti, per riportarti nel mondo dei vivi e riscattare il tempo perduto. In ogni sguardo perduto che ti ho lanciato, in ogni passo che ci ha separato dall'essere insieme, giace la più grande delle mie speranze: quella di riabbracciarti e dirti tutto ciò che il tempo non mi ha concesso di esprimere.
Immagino un futuro in cui le anime come noi non saranno più divise da barriere così infrangibili. Continuo a credere che il nostro amore sia una forza della natura, una melodia che nemmeno la morte può silenziare. Finché avrò vita, continuerò a cercarti, e un giorno, chissà, le stelle ce lo permetteranno.
Fino ad allora, mia cara Euridice, vivi nei miei sogni, risplendi nei miei ricordi, e lascia che il tuo amore guidi il mio viaggio. Sono qui, una volta ancora, pronto a trasformare anche il più piccolo bagliore di speranza in una sinfonia da dedicarti eternamente.
Con tutto l’amore che il mio cuore umano può contenere e con la speranza che un giorno saremo riuniti,
Orfeo
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