Analisi

Test Professioni Sanitarie 2019: analisi della classifica degli atenei

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Tipologia dell'esercizio: Analisi

Riepilogo:

Esplora l’analisi della classifica Censis 2019 per scegliere l’ateneo migliore in Professioni Sanitarie e prepararti al test con informazioni utili e aggiornate.

Test Professioni Sanitarie 2019: Analisi Critica della Classifica dei Migliori Atenei Italiani

Nel panorama universitario italiano, il Test per le Professioni Sanitarie rappresenta una tappa fondamentale per migliaia di giovani che aspirano ad intraprendere la carriera nel settore della salute. Da sempre, l’accesso ai corsi di laurea triennale nelle professioni sanitarie – come Infermieristica, Fisioterapia, Tecniche di Radiologia e Ostetricia – è subordinato al superamento di una prova nazionale selettiva. In questo contesto, la scelta dell’ateneo a cui iscriversi diventa una decisione cruciale, destinata a influenzare non solo la qualità della propria formazione ma anche le prospettive future di carriera.

Le classifiche universitarie, come quella redatta annualmente dal Censis, sono oggi uno degli strumenti che studenti e famiglie consultano per orientarsi tra le molte opzioni disponibili. Tuttavia, la valutazione di un ateneo non può ridursi solo a un punteggio: è necessario comprendere i criteri alla base delle classifiche, le peculiarità dei singoli atenei e i fattori personali da considerare. In questo saggio propongo un’analisi approfondita della classifica Censis 2019 dedicata alle professioni sanitarie, evidenziando aspetti utili alla scelta consapevole dell’università e fornendo suggerimenti pratici su orientamento e preparazione al test.

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1. Il Test Professioni Sanitarie: Panoramica e Rilevanza

Il Test per le Professioni Sanitarie è una prova scritta a risposta multipla che si svolge ogni anno, solitamente nel mese di settembre, ed è riservata agli aspiranti studenti di corsi come Infermieristica, Fisioterapia, Logopedia, Tecniche di Laboratorio Biomedico e molte altre specializzazioni. La struttura dell’esame nel 2019 comprendeva 60 quesiti da risolvere in 100 minuti su argomenti quali cultura generale, logica, biologia, chimica, matematica e fisica.

Nell’anno 2019 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha reso disponibili complessivamente circa 25.000 posti su tutto il territorio nazionale, mentre le domande di partecipazione hanno superato spesso le 80.000 unità, con un rapporto posti/candidati molto competitivo, soprattutto nei corsi più richiesti come Fisioterapia. Ciò rende il test una vera e propria selezione di merito, in cui la preparazione personale si intreccia alla capacità di saper scegliere anche strategie efficaci, tra cui la scelta dell’ateneo su cui puntare.

Lo scopo principale di questa selezione è garantire l’accesso ai futuri professionisti, assicurando che solo chi dimostra solide conoscenze di base e un certo grado di motivazione possa affrontare un percorso di studi particolarmente impegnativo e legato, già dal primo anno, ad attività pratiche di tirocinio e laboratorio.

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2. Criteri per la Scelta dell’Ateneo per le Professioni Sanitarie

La scelta dell’università in cui iscriversi, dopo aver superato il test, non è mai semplice. Spesso i giovani si orientano seguendo le “classifiche”, ma è necessario interpretare questi strumenti con spirito critico, considerando i molteplici indicatori utilizzati. Il Censis, ad esempio, valuta ogni ateneo sulla base di parametri quali la qualità dei servizi agli studenti (orientamento, tutoraggio, sportelli di supporto), la facilità di accesso a borse di studio e incentivi economici, la presenza di strutture moderne come laboratori e simposi pratici, oltre alle opportunità di internazionalizzazione attraverso programmi di scambio, come l’Erasmus+.

Non meno importante è il tasso di occupabilità dei laureati: un indicatore che prende in esame la percentuale di studenti che trova lavoro entro un anno o cinque dal conseguimento della laurea e la coerenza tra lavoro svolto e percorso di studi. La differenza di offerta tra atenei può essere molto significativa: basti pensare, ad esempio, alle strutture d’avanguardia del Campus di Udine o alle collaborazioni del Policlinico di Milano Bicocca con enti come il San Raffaele.

Tuttavia, oltre alle classifiche formali, esistono altri elementi decisivi: la posizione geografica dell’ateneo, i costi della vita nella città scelta, il rapporto tra numero di studenti e docenti – che influenza direttamente la qualità dell’insegnamento e l’accesso ai tirocini – e la ricchezza dell’offerta formativa, considerando le possibilità di specializzazione e i percorsi post-laurea disponibili, come Master di I e II livello o scuole di specializzazione.

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3. Analisi Dettagliata della Classifica Censis 2019

La classifica Censis rappresenta ormai un riferimento consolidato per gli aspiranti studenti universitari italiani. Per la redazione della graduatoria 2019, il Censis ha utilizzato un insieme articolato di dati, valutando parametri oggettivi come progressione della carriera degli studenti, servizi erogati, infrastrutture e livello di internazionalizzazione, aggregando poi il punteggio secondo specifici gruppi disciplinari.

Per quanto riguarda il settore delle professioni sanitarie, tra gli atenei statali di grandi dimensioni si è distinta l’Università di Modena e Reggio Emilia, premiata per la capacità di coniugare eccellenza nella didattica e attenzione al supporto agli studenti. Seguono nella parte alta della classifica l’Università di Udine, nota per la qualità dei tirocini e delle collaborazioni con strutture sanitarie del Friuli Venezia Giulia, e la Milano Bicocca, che si segnala per infrastrutture all’avanguardia e un’ampia rete di rapporti internazionali.

Al contrario, università come il Molise, L’Aquila e Catanzaro hanno registrato performance più basse: in questi casi le criticità maggiori riguardano la carenza di servizi di accompagnamento, strutture obsolete e una minore apertura a esperienze formative estere. Tuttavia, va sottolineato come in realtà anche gli atenei con punteggi più bassi possano vantare corsi di qualità o opportunità di stretto contatto con il tessuto locale, come l’accesso più diretto ai tirocini presso aziende sanitarie territoriali.

Per gli studenti, il vero valore della classifica sta dunque non tanto nel punteggio “assoluto” quanto nella capacità di leggere tra le righe: ad esempio, chi desidera un’esperienza universitaria stimolante e internazionale potrà preferire un ateneo del Nord; chi invece cerca un ambiente meno dispersivo e più famigliare potrebbe optare per strutture dalle dimensioni contenute, anche a fronte di un punteggio complessivo inferiore.

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4. Il Processo di Iscrizione e la Preparazione al Test

Per accedere al test delle professioni sanitarie è necessario rispettare una procedura formale differente a seconda dell’ateneo scelto. Generalmente occorre iscriversi online, versare una quota di partecipazione e allegare documenti come il diploma o l’autocertificazione del conseguimento. Le tempistiche sono rigide: spesso l’apertura delle iscrizioni avviene tra giugno e luglio, con chiusura ai primi di agosto.

È fondamentale consultare attentamente i bandi pubblicati dai singoli atenei, che possono differire in alcuni dettagli, come l’ordine di preferenza dei corsi da indicare o la gestione delle graduatorie. Alcune università prevedono la possibilità di concorrere contemporaneamente per più corsi o sedi, fattore che può rappresentare un vantaggio strategico.

Dal punto di vista della preparazione, riveste grande importanza l’utilizzo di simulazioni e test degli anni precedenti. Svolgerli periodicamente permette non solo di familiarizzare con il formato delle domande ma anche di identificare le aree di debolezza su cui concentrarsi. È opportuno alternare lo studio teorico con esercizi pratici, stabilendo un programma di lavoro settimanale che lasci spazio anche al riposo. Tra le risorse più utilizzate dagli studenti italiani figurano manuali specifici come quelli di Alpha Test e Simone, ma anche i webinar organizzati dalle associazioni professionali. Gestire lo stress è altrettanto importante: tecniche di meditazione e regolare attività fisica possono aiutare a mantenere la concentrazione nei giorni precedenti la prova.

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5. Organizzazione dei Posti Disponibili e Impatto sulla Competitività

Il numero di posti assegnati annualmente alle diverse università viene stabilito dal MIUR sulla base delle richieste regionali e delle esigenze del sistema sanitario nazionale. Esistono profonde differenze: atenei storici come la Sapienza di Roma o l’Università di Torino mettono a disposizione centinaia di posti, mentre realtà più piccole assegnano pochi decine di unità. Questa diversità acuisce la competitività: un numero limitato di accessi e un’alta quantità di candidati aumentano la pressione per i punteggi d’ammissione, innescando dinamiche selettive molto diverse tra Nord e Sud della Penisola.

Non va sottovalutata la “fama” dell’ateneo: le università considerate d’élite attraggono molti più candidati rispetto ai posti disponibili, rendendo il test particolarmente selettivo. Tuttavia, scegliere un ateneo “meno gettonato” può rivelarsi vantaggioso per aumentare le probabilità di accesso, soprattutto per studenti disposti a investire sulla qualità della didattica al di là dei meri punteggi di classifica. Una strategia diffusa consiste nell’inviare l'iscrizione a più sedi, espandendo così le opzioni e le possibilità di entrare.

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6. Prospettive di Carriera e Qualità della Formazione

Frequentare un ateneo di qualità nelle professioni sanitarie comporta vantaggi tangibili non solo durante il percorso ma anche al termine dei tre anni. Gli istituti in grado di garantire tirocini presso strutture sanitarie di eccellenza – come l’Ospedale Niguarda di Milano o il Policlinico di Modena – assicurano agli studenti una preparazione pratica superiore, spesso tradotta in una più rapida e facile collocazione nel mondo del lavoro.

L’internazionalizzazione è un altro punto di forza: gli scambi Erasmus in strutture europee, ma anche stage extra-UE in collaborazione con enti come la Croce Rossa o l’Organizzazione Mondiale della Sanità, aggiungono un’importante componente di crescita personale e professionale. Sta crescendo, inoltre, l’importanza delle reti universitarie: molti atenei dispongono di “career days”, incontri con aziende e servizi di placement, facilitando il passaggio tra formazione e lavoro.

La qualità della formazione si apprezza anche nel post-laurea: la disponibilità di master, corsi di perfezionamento e percorsi di specializzazione permette ai laureati di ampliare competenze, ad esempio nelle tecniche diagnostiche avanzate o nella gestione dei servizi sanitari, elevando il livello professionale e le possibilità di carriera – come già messo in risalto da modelli formativi d’eccellenza, quali la Scuola Superiore Sant’Anna per l’organizzazione sanitaria.

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Conclusione

La scelta dell’università per le professioni sanitarie è una delle decisioni più complesse e delicate per un giovane studente. Le classifiche, come quella del Censis, possono essere strumenti di orientamento preziosi, ma non devono mai diventare l’unico criterio decisionale: è indispensabile valutare con attenzione le proprie esigenze, il contesto familiare, la propensione geografica e le reali aspirazioni di carriera.

Prepararsi con serietà al test d’accesso, approfondire i bandi universitari e mantenere un atteggiamento critico sulle informazioni raccolte costituiscono la migliore garanzia di successo. Il mio consiglio è di bilanciare indicatori oggettivi (servizi, laboratori, collaborazioni) con una riflessione personale, senza trascurare il valore del benessere psicologico e della curiosità intellettuale nel percorso di crescita. In definitiva, informarsi in modo approfondito – sfruttando risorse ufficiali come il sito Censis, i bandi delle università e le giornate di orientamento – è il primo passo per costruire con consapevolezza il proprio futuro professionale nel mondo sanitario.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Cosa analizza la classifica degli atenei per il Test Professioni Sanitarie 2019?

La classifica valuta università italiane sui corsi di Professioni Sanitarie secondo parametri come servizi, strutture e occupabilità, indicando quali atenei offrono migliori opportunità agli studenti.

Quali sono i criteri del Censis nella classifica degli atenei per Professioni Sanitarie 2019?

Il Censis considera qualità dei servizi, opportunità di borse di studio, modernità delle strutture, internazionalizzazione e tasso di occupabilità dei laureati.

Quanto è competitivo il Test Professioni Sanitarie 2019 nelle università italiane?

Nel 2019, oltre 80.000 candidati per circa 25.000 posti rendevano il test molto competitivo, soprattutto per corsi come Fisioterapia.

Perché è importante la scelta dell'ateneo secondo l'analisi della classifica 2019?

La scelta dell'ateneo incide su qualità formativa, opportunità di tirocinio e prospettive lavorative, fattori fondamentali per il futuro professionale.

Come confrontare le offerte degli atenei nella classifica Test Professioni Sanitarie 2019?

È necessario considerare indicatori come servizi agli studenti, presenza di laboratori, collaborazioni ospedaliere e posizione geografica dell'ateneo.

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