Analisi

Analisi approfondita de La salubrità dell’aria di Parini

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 15.01.2026 alle 16:22

Tipologia dell'esercizio: Analisi

Riepilogo:

Nell’ode Parini contrappone la salubrità della campagna alla decadenza cittadina, lanciando un attuale messaggio ecologico e civile. 🌱🏙️

La salubrità dell’aria di Parini: comprensione e analisi del testo

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INTRODUZIONE

Fra i più celebri componimenti delle Odi di Giuseppe Parini si distingue per profondità tematica e poetica La salubrità dell’aria, pubblicata nel primo gruppo fra il 1758 e il 1764. Parini, nato a Bosisio, in Brianza, e poi protagonista della vita letteraria e civile milanese, è universalmente riconosciuto come uno dei maggiori poeti italiani dell’Illuminismo. Moralista pungente, si dedicò con le sue opere a una costante riflessione sui vizi e sulle degenerazioni della società nobiliare e borghese del Settecento, con uno sguardo sempre teso alla riforma dei costumi e alla promozione della virtù.

La salubrità dell’aria racchiude efficacemente uno dei temi che maggiormente percorrono la cultura illuminista europea e italiana: il contrasto tra la purezza della natura, incarnata dal mondo rurale della campagna lombarda (la Brianza, i laghi, le montagne), e la corruzione fisica e morale delle città, con particolare riferimento a Milano, capitale produttiva e anche emblema di squilibri e degrado. Se la campagna diventa lo spazio dell’armonia primigenia e della salute corporea e morale, la città viene ritratta come ambiente soffocante, portatore di malattie, conseguenza dell’egoismo e della ricerca sfrenata del profitto.

Questo testo si dimostra di grande attualità: anticipa di secoli le questioni ecologiche e sanitarie che ancora oggi costringono le nostre società a riflettere sulla relazione fra l’uomo e il suo ambiente. Oltre a essere uno specchio del XVIII secolo, in cui la questione igienico-sanitaria era acutissima nelle città italiane, la poesia funge anche da veicolo di denuncia: invita il lettore non solo a constatare, ma a prendere posizione, a scegliere di difendere l’ambiente e la salute pubblica. La lirica di Parini si rivela così anche uno strumento di educazione civica e morale, realizzando appieno lo spirito dell’Illuminismo.

Obiettivi di questa analisi saranno quindi: comprendere a fondo il contenuto e la struttura del componimento, decifrare le scelte stilistiche, lessicali e retoriche di Parini, e approfondire il legame fra la poesia e i temi culturali e filosofici dell’epoca illuminista.

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PRIMA PARTE: COMPRENSIONE DEL TESTO

1. Descrizione dell’ambiente campagnolo (strofe iniziali)

Le prime strofe de La salubrità dell’aria proiettano il lettore nella serenità della campagna lombarda, precisamente a Bosisio, sulle sponde dell’Eupili (antico nome del lago di Pusiano, luogo caro al poeta). Qui l’aria benefica, perennemente purificata dalle brezze delle montagne, offre uno “spiro amico”, privo delle minacce che affliggono la città: né Scirocco pesante né Tramontana gelida turbano il clima; il sole del mattino asciuga e “purga” l’acqua notturna, evitando la formazione di fetide paludi, in cui facilmente nascono malattie. Il paesaggio evocato è quasi mitico per ordine, armonia e pace: la campagna salubre diventa simbolo di uno stile di vita semplice, ma felice, in equilibrio con la natura.

2. Condanna dell’inquinamento cittadino

Il quadro cambia radicalmente nelle strofe centrali, in cui Parini rivolge una dura condanna a chi, mosso da “turpe lucro”, ha compromesso l’aria di Milano, deviano corsi d’acqua e favorendo stagnazioni malariche solo per profitto. Qui emerge la vena moralista e illuminista del poeta: non solo critica l’egoismo individuale ma lo immagina punito secondo la legge divina del contrappasso. La visione infernale della città, paragonata allo “Stige” dantesco, sottolinea come la perversione urbana si sia spinta oltre i limiti della tollerabilità, portando malattie e sofferenza soprattutto ai “capi ignudi” dei coltivatori di riso.

3. Contrapposizione tra mondo rurale e urbano

La poesia costruisce quindi una netta opposizione: da una parte la campagna, rifugio di vita felice e genuina, dove i contadini (“villan”) sono robusti, virili, “rubicondi” di salute, resistente persino alle intemperie; dall’altra la città, luogo della decadenza corporea e morale, popolata di “cultori languenti”, deboli, ammalati, vittime di un ambiente malsano. Parini inserisce un nostalgico ricordo di una Milano “altera” e bella, ormai perduta, a testimonianza di quanto l’uomo abbia potuto corrompere la natura e la società.

4. Descrizione della città e delle sue condizioni

L’ambiente urbano viene dipinto in toni cupi e realistici: le strade sono invase da rifiuti (“spregiate crete”, ossia i vasi da notte), carogne di animali, fetori insopportabili; persino la fatica degli addetti alle pulizie notturne è inutile, poiché lo scarso rispetto dei cittadini porta il degrado ogni giorno. Parini bolla l’egoismo, la pigrizia, l’inciviltà dei cittadini come causa primaria dello stato pietoso di Milano. Questa denuncia, mentre descrive fatti reali dell’epoca, assume anche un valore simbolico permanente.

5. Finale e riflessione personale del poeta

Nell’ultimo movimento della poesia, Parini si interroga sulla ragione che lo porta a lasciare i luoghi della salute e della felicità. La risposta è amara: l’uomo urbanizzato si è alienato dalla natura, dimenticando i suoi bisogni più autentici. Tuttavia, Parini non è del tutto pessimista: invita a riscoprire, almeno con la “calda fantasia”, la limpidezza e il valore della campagna. Infine, la sua denuncia assume uno spessore ecologico e sociale che supera il singolo e coinvolge l’intera collettività: il problema dell’aria malata è affare di tutti, non solo degli “egri cultori” o dei poveri.

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SECONDA PARTE: ANALISI FORMELLE E LESSICALI

1. Struttura metrica

La salubrità dell’aria presenta una struttura estremamente ordinata: composta da 132 versi divisi in 22 sestine di settenari piani. Il ritmo breve ma cadenzato del settenario (verso di sette sillabe) dona musicalità e armonia, in linea con l’ideale classicistico di eleganza e misura. Lo schema di rime ABABCC – con quattro rime alternate seguite da due baciate – contribuisce a scandire la progressione del discorso, segnando con nitidezza i passaggi logici e tematici. Tale scelta formale non è casuale, ma cerca di rappresentare anche nel ritmo il senso di “ordine naturale” a cui aspira la poesia.

2. Lessico e campi semantici

Uno degli aspetti più notevoli del testo riguarda il lessico, intensamente lavorato per dare rilievo al contrasto fra campagna e città. Nella rappresentazione della natura dominano termini come “terreno”, “monti”, “boschi”, “lago”, “rugiada”, “vento”; nella descrizione della città prevalgono invece parole di segno negativo o degradante: “putridume”, “fango”, “spregiate crete”, “capi ignudi”, “cultori languenti”.

Il contrasto si evidenzia anche attraverso gli aggettivi: “bel”, “rubicondo”, “vivace”, “sublimi” vengono contrapposti a “orribil”, “putridi”, “languenti”, “plebei”. Parini predilige un lessico aulico, ricco di latinismi e forme classiche, che eleva anche la realtà più sordida: “Austro” (vento), “lucro”, “purgata”, “palagi”, “egri” assumono un valore solenne, distante dal linguaggio comune. Le metafore e le perifrasi, come “spregiate crete” per indicare i vasi da notte o “pani” per il grano, mostrano il fasto stilistico e la volontà di dare dignità estetica anche ai dettagli più bassi.

3. Sintassi

La sintassi di Parini è marcata dalla paratassi: le frasi sono brevi, spesso coordinate, creando un ritmo mosso e partecipe. L’autore alterna sapientemente polisindeto (ripetizione di congiunzioni) e asindeto (assenza di congiunzioni) per modulare la cadenza del discorso, specie nelle sequenze descrittive o nei passaggi di intensa denuncia. Numerose le inversioni (anastrofi, iperbati) che, oltre a sottolineare termini chiave, suggeriscono una visione non lineare, quasi rapsodica: ad esempio “Liete l’Ibero et l’Austro / Adduce il Borea stanco”.

4. Figure retoriche

Fra le più ricorrenti spiccano le metafore (“schiena” delle montagne come barriera), le metonimie (“pane” per designare il cereale), le personificazioni (come Boreale, lo scirocco, la tramontana animati da volontà propria); altrettanto frequenti sono la sineddoche (“capi” per le persone), l’ipallage e la sinestesia quando Parini fonde immagini olfattive e visive per rendere la pienezza delle sensazioni (“calda fantasia”). Questi strumenti, spesso mutuati dalla tradizione petrarchesca e arcadica, sono usati però con scopi nuovi: non più solo il decoro del testo, ma la concretezza della denuncia.

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TERZA PARTE: ANALISI TEMATICA E CULTURALE

1. La campagna vista da Parini

Nella visione poetica di Parini la campagna è simbolo di “età dell’oro”, di purezza fisica e morale. I contadini rappresentano un’umanità sana, fiera del proprio lavoro e consapevole del valore della fatica. Il senso della corrispondenza tra natura e uomo emerge in ogni dettaglio: tutto in campagna è misura, benessere, equilibrio. La città, al contrario, appare come luogo di alienazione e corruzione, dove la salute è un ricordo del passato e la moralità viene meno insieme al clima.

2. La città e i suoi problemi

Milano diventa paradigma della decadenza settecentesca: l’inquinamento, la caoticità, la sporcizia sono segni esteriori di mali profondi (sociali, economici, morali). Parini indirizza la sua critica, in particolare, contro la nobiltà cittadina, protesa unicamente ai propri interessi (“lucro”) e incapace di prendersi cura del bene pubblico. Emergono qui i temi cari all’Illuminismo, dalla necessità di riforme educative a quella di leggi urbanistiche, e si sente il richiamo implicito al pensiero di Rousseau sulla corruzione della società civile e sull’opposizione fra natura e cultura.

3. Riferimenti culturali e filosofici

L’opera pariniana si intreccia con tutto il patrimonio dell’Illuminismo italiano: la poesia come strumento di educazione morale e sociale (si veda Verri o Beccaria), la centralità dell’agricoltura (fisiocrazia di Quesnay), la denuncia dei mali urbani. Parini incarna perfettamente la dottrina del miscere utile dulci di Orazio: coniugare il diletto artistico con l’utilità etica e civile. Eppure, rifiuta l’idea che la poesia debba rinunciare al bello per servire solo l’utile: la bellezza stilistica è anch’essa veicolo di verità e cambiamento. La tensione fra classicismo (cerca l’ordine della forma) e sensibilità moderna (privilegia le sensazioni visive/olfattive, cioè il “sensismo”), denota una cultura aperta all’innovazione, pur radicata nella tradizione italiana e latina (lucreziana, virgiliana).

4. Aspetti etici e sociali

La denuncia delle condizioni cittadine è anche un invito alla responsabilità individuale e collettiva: ogni cittadino deve farsi carico del bene comune, abbandonando vizi come la pigrizia, l’egoismo, l’incuria. Al centro del componimento c’è una vera esaltazione della virtù agricola: la fatica dei campi viene posta a modello, non solo economico ma etico, contro la “noia” e l’ozio tipici dell’aristocrazia urbana. Il rispetto delle leggi, della pulizia e della convivenza civile sono valori precondizione per la salute pubblica e la felicità sociale.

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CONCLUSIONE

La salubrità dell’aria di Parini, dietro la perfezione formale e la ricercatezza stilistica, lancia un potente messaggio civile: l’uomo, scegliendo il lucro e l’avidità, ha compromesso la propria felicità e compromesso l’equilibrio con la natura. Parini invita ognuno a una riflessione etica sul rapporto ambivalente con la città e la campagna, esaltando quest’ultima come modello non solo economico, ma anche umano.

Dal punto di vista formale, l’ode è un vertice di eleganza e rigore: versificazione ordinata, lessico nobile, sapiente uso delle figure retoriche ne fanno una delle espressioni più alte della poesia illuminista italiana. Parini fonde in modo esemplare classicismo e sensibilità moderna, dimostrando che la poesia può essere veicolo di coscienza e riflessione, senza rinunciare alla sua funzione estetica.

Il messaggio è più che mai attuale: le questioni ambientali, sanitarie, sociali che il poeta milanese affrontava nel Settecento, ci interrogano oggi con ancora maggiore urgenza. Parini, precursore di una sensibilità ecologica e sociale, utilizza la poesia per educare e sensibilizzare. La salubrità dell’aria resta così una lezione per tutti: l’equilibrio fra benessere pubblico e responsabilità individuale è la base di ogni società civile.

Per chi voglia approfondire, molti sono gli spunti: il confronto con altre odi pariniane (come “La vita rustica”); l’analisi delle riforme urbane a Milano nel Settecento (si pensi ai contributi dei fratelli Verri o alle disposizioni di Maria Teresa); lo studio delle influenze filosofiche, da Rousseau a Quesnay, passando per il modello della classicità latina.

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APPENDICE: CONSIGLI PER L’ESPOSIZIONE DEL SAGGIO

- Introduci chiaramente opera e tema, mostrando da subito come Parini affronti questioni attualissime attraverso un’opera di alto valore culturale e letterario. - Cita il testo a sostegno delle tue analisi: ad esempio, specifica il significato di “spregiate crete”, “lari plebei”, “cultori languenti” o “lucro”. - Spiega i termini aulici o latinismi: mostra la padronanza del linguaggio pariniano, ad esempio definendo “austro” o “purgata”. - Collega sempre la poesia al contesto dell’Illuminismo, citando gli intellettuali lombardi o la fisiocrazia. - In conclusione inserisci un pensiero personale sull’attualità del tema: come le sfide ecologiche di oggi trovino un’anticipazione nel Settecento. - Mantieni coerenza e chiarezza: usa periodi articolati, ma sempre ben connessi da connettivi logici. - Se utile, rimanda a risorse come podcast storici o approfondimenti sui grandi temi illuministi nell’Italia del Settecento.

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L’ode pariniana offre dunque non solo un emozionante quadro d’epoca, ma una riflessione sempre nuova per chiunque creda che letteratura, storia e impegno civile debbano camminare insieme.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Qual è il messaggio principale de La salubrità dell’aria di Parini?

La poesia invita a riflettere sui danni dell’urbanizzazione e sull'importanza di proteggere natura e salute pubblica, contrappone vita rurale e degrado cittadino.

Come Parini descrive la città in La salubrità dell’aria?

Parini raffigura la città come luogo di corruzione, sporcizia e malattie, attribuendo le cause all'egoismo e incuria dei cittadini.

Quali sono le caratteristiche formali de La salubrità dell’aria di Parini?

Il componimento è formato da 132 versi in 22 sestine di settenari con rima ABABCC, lessico aulico e ricco di figure retoriche.

Che ruolo ha l’Illuminismo in La salubrità dell’aria di Parini?

La poesia riflette l'ideale illuminista di riforma morale e civile, usa la letteratura per educare e promuovere il bene collettivo.

Come si contrappongono campagna e città in La salubrità dell’aria di Parini?

La campagna rappresenta salute, purezza e moralità, mentre la città è simbolo di decadenza fisica e morale causata dall'inquinamento e dall'avidità.

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